ALICE CANTA BATTIATO. Grazia, afflizione e impulsi di gioia  

Per la festa de Il Fatto Quotidiano torna Alice col suo omaggio a Franco Battiato: appuntamento venerdì sera, presso la Casa del Jazz di Roma. L’interprete sarà accompagnata da Carlo Guaitoli al pianoforte.

Senza nulla togliere agli altri e senza indurre chiunque a contestazioni, non si può non attestare che l’unica interprete capace di recare magnificenza e sensibilità a buona parte della produzione di Battiato sia proprio Alice

A CURA DEL POETA E MUSICOLOGO MAURIZIO GREGORINI 

Prosegue il fortunatissimo tour di Alice che dopo la data nel maggio scorso al Parco della Musica torna nella Capitale per la Festa de ‘Il Fatto Quotidiano’; concerti, questi, che a volte l’hanno vista esibirsi in alcune occasioni con l’Orchestra dei Solisti Filarmonici Italiani. Venerdì sera alla Casa del Jazz (situata in Viale di porta Ardeatina all’interno di un grande parco, è costituita da tre edifici che ospitano differenti attività. All’interno della struttura principale, un auditorium multifunzionale, di centocinquanta posti, è utilizzato per concerti dal vivo, proiezioni e incontri) sarà accompagnata al pianoforte dal maestro Carlo Guaitoli, da tanti anni collaboratore di Battiato in qualità di pianista e direttore d’orchestra. Cantautrice italiana tra le più note e amata dal pubblico, con “Per Elisa”, scritta insieme a Franco Battiato e al violinista compositore Giusto Pio, Alice vinse il Festival di Sanremo nel 1981, imponendosi nelle hit parade nazionale e internazionale. Come è noto, il sodalizio artistico con Battiato ha caratterizzato una parte importante del percorso musicale e professionale di Alice, una strada oggi rappresentata col tour “Alice canta Battiato”, in cui ella riesce ad ossequiare l’artista siciliano con autenticità ed eleganza, sia perché sua amica e collaboratrice dagli esordi, ma principalmente per quell’affinità artistica che da sempre li lega e che la rendono un’interprete unica della composizione di Franco Battiato: “Adesso più che mai è mio profondo desiderio essere semplice strumento insieme a Carlo Guaitoli, per quel che possiamo cogliere e accogliere, di ciò che Franco Battiato ha trasmesso attraverso la sua musica e i suoi testi, in questo suo straordinario passaggio sulla Terra”, spiega l’artista presentando il concerto; e continua: “Inutile negare che Battiato è il compositore e autore che sento più vicino e affine, e non solo musicalmente; da molto tempo, nei vari progetti live e discografici, canto le sue canzoni, quelle a cui sento di poter aderire pienamente. Già nel 1985 gli ho reso omaggio con l’album ‘Gioielli rubati’ e questo programma in qualche modo ne è il naturale proseguimento. Una versione dei brani con i bellissimi arrangiamenti e rielaborazioni per pianoforte e orchestra del pianista Maestro Carlo Guaitoli, con cui condivido il programma e che sarà con me sul palco, già stretto collaboratore di Franco da alcuni decenni anche come direttore d’orchestra. In questi concerti interpreto canzoni che appartengono ai suoi diversi periodi compositivi, alcune mai cantate prima d’ora e altre che abbiamo cantato insieme per la prima volta nel 2016, nel tour ‘Battiato e Alice’. Poi non ho potuto fare a meno di una breve incursione anche nelle sue cosiddette canzoni mistiche, senza dimenticare quelle nate dalle nostre numerose collaborazioni a partire dal 1980 e che abbiamo scritto insieme come ‘Per Elisa’, i nostri duetti oserei dire storici e anche i brani che Franco ha scritto più recentemente per me, ‘Eri con me’ e ‘Veleni’, inclusi rispettivamente nei miei ultimi album ‘Samsara’ e ‘Weekend”.

Come già annunciato da lei stessa, il discografico atto di riverenza concreto a Battiato fu il “Gioielli rubati” del 1985, raccolta di brani tratti dal repertorio del compositore siciliano, riletti in maniera del tutto personale e suggestiva, al punto da essere premiata come interprete femminile dell’anno con la Targa Tenco. E’ stato arrangiato da Roberto Cacciapaglia (compositore amico di Battiato che lo ospitò nel suo “Tra terra e cielo” del 1996, duettando con lui nel brano “Generazioni”) e missato al Power Station Studio di New York. Fu anche l’ultimo elleppì di Alice prodotto da Angelo Carrara, che aveva curato la produzione di tutti i suoi lavori dal 1980, ossia a partire da “Capo Nord” (dopo che la cantante aveva lasciato la CBS/CGD con produzione di Giancarlo Lucariello e orchestrazione di Danilo Vaona, su splendidi brani scritti appositamente per lei da Carla Vistarini e Lopez, anzitutto per l’album “Cosa resta… un fiore” del 1978; celebri restano pezzi quali “Un fiore”, “Un’isola”, “Io voglio vivere”). Estratto da “Gioielli rubati” come singolo fu “Prospettiva Nevski”, ottenendo un buon piazzamento in classifica; tuttora resta una delle interpretazioni più memorizzate di Alice, nonché una delle sue migliori in assoluto. E’ anche uno dei brani cui la cantante è più legata e non ha mai smesso di eseguirlo dal vivo.

Pure “Summer on a solitary beach” fu utilizzata per la promozione in Italia e uscì come singolo in Germania, dove l’album riscosse un buon successo, così come in Austria e Svizzera, dove stazionò nelle zone medio-alte della classifica per diverse settimane. Mentre “Luna indiana”, secondo singolo estratto per il mercato italiano, costituisce un’eccezione poiché il testo fu scritto per l’occasione da Francesco Messina (in origine era soltanto una traccia strumentale contenuta nell’album di Battiato “L’era del cinghiale bianco”) e può essere considerato alla stregua di un inedito. Detto ciò, e in virtù dei vari omaggi che dopo la scomparsa di Battiato sono stati realizzati ovunque in sua memoria (su tutti “L’invito al viaggio. Concerto per Franco Battiato” tenutosi all’Arena di Verona, che schiettamente ha lasciato molto a desiderare – parecchi gli interpreti che ne hanno massacrato i brani – e in alcuni casi forse lo stesso Battiato si sarà ribaltato nella tomba), sono solo tre le grandi interpreti che ne possono omaggiare memoria: una è scomparsa di recente ed è Milva (ma per lei Battiato creò appositamente tre capolavori: “Milva e dintorni” del 1982, col trionfante “Alexander Platz, per l’occasione rivisitato ma preso in prestito dall’album di Alfredo Cohen “Come barchette in un tram” del 1976 di cui Battiato curò produzione e arrangiamenti; in quel caso il titolo del pezzo era “Valery”. Successivamente “Svegliando l’amante che dorme” nel 1989 e infine “Non conosco nessun Patrizio” – nove cover più l’inedito che dà titolo al lavoro – nel 2010. Poi Giuni Russo col suo “Energie” del 1981, più vari pezzi sparsi in successivi album, compresi i duetti. Infine, Alice. Senza nulla togliere a nessuno e senza indurre a contestazioni, non si può non affermare che l’unica interprete capace di recare grazia, magnificenza, sensibilità, sofferenza e un sentimento di gioia ad ampia parte della produzione di Battiato sia proprio Alice; è come se lei si rivolgesse a lui affermando:“Caro Franco, la tua strada è la mia strada”, proprio perché con le sue interpretazioni Alice sintetizza l’essenza degli insegnamenti del suo affezionato: l’accorato appello per la conquista della libertà dell’anima, la presa di coscienza di una spiritualità che ci è propria fin dal nostro accadimento nel mondo tramite il corpo, l’incitamento verso la ricerca di una verità possibile, gli svariati aspetti dell’esistenza umana, meditazioni riflessive sull’amore, la solitudine, la gelosia, il potere, le ideologie: insomma, il rapporto fra l’individuo e la società in cui gli tocca di vivere. Come Battiato, anche Alice sfida il limite del razionale arrivando a superare schemi dell’intima essenza del ‘Reale’. Allora, cosa vuole essere il concerto se non una lode al compositore? Di certo è un messaggio d’amore profondo per un amico, ma lo è anche per il prossimo, senza distinzioni culturali o religiosi, un messaggio che dovrebbe insegnare a noi tutti come liberarci dai condizionamenti della mente. Alice ne è protagonista, rappresentante, proprio per l’incontro di due anime in cui una vera ‘relazione’ empatica ha permesso un ‘contatto’ del cuore, dell’animo, senza anteriori. Augurandoci soltanto che tutto questo possa divenire al più presto un doppio live o un dvd per continuarne a goderne preghiera, concordia e armonia.