ALICE. Esce “Eri con me”, accorato appello per la conquista della libertà dell’anima

 

Da oggi disponibile nei negozi. Sono sedici canzoni di Franco Battiato registrate in studio con Carlo Guaitoli e I Solisti Filarmonici Italiani.

«Ognuno di noi può contribuire all’incanto di una vita gioiosa, e questo nuovo lavoro che – come dice lei Gregorini – si avvicina al classico, intende essere la nostra adesione nella ricerca di una quiete auspicabile. Sono scritture, canzoni, parole, che possono essere intese come l’eventualità di una rinascita che non apprende inesperienza o spasimo».

Il disco è l’incitamento verso la ricerca di una verità possibile mediante meditazioni riflessive sull’amore, la solitudine, il potere, le ideologie

La cantautrice lo presenta in due appuntamenti esclusivi: nel pomeriggio alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano, ore 18.30. Lunedì 28 novembre alla Feltrinelli di Via Appia Nuova a Roma, ore 18.00

il Musicologo e Poeta Maurizio Gregorini in esclusiva per MediterraneoToday

Già dall’ascolto del brano di apertura (“Da Oriente ad Occidente”) questo disco lascia sbalorditi per robustezza, raffinatezza, distinzione: anche se avvezzi da anni nell’ascoltarla interpretare le composizioni di Battiato, “Eri con me” non può essere vagliato quale album di cover: in esso c’è un indivisibile mondo di passioni: è voce poetica di una eredità che trova qui nuova linfa vitale, altro slancio: l’interpretazione di parole “dette”, “cantate”, quasi si stesse proferendo un’azione in versi ignota che rivela la sontuosità di un “altrove avverabile”, fa divenire incredibilmente indefinibile una esecuzione che, solo coll’uso del piano – a cui in momenti peculiari si accosta l’orchestra – dà in dovizia l’investigazione dell’essenza dell’anima.

Basta soffermarsi sulle versioni di “Lode all’inviolato” e “Io chi sono?” per intenderne la compiutezza, l’incondizionata perfezione. Dunque arduo per ognuno di noi scorgerne rettitudini o termini che ne sappiano esporre appieno l’accezione: in che modo si può (si deve) trattare un’opera d’arte?, perché di questo si tratta: non è solo un prodotto della/nella nostra cultura di musica leggera o pop, è alito europeo su cosa possa riferire l’offrire canzoni in cui, dentro di esse, fruiscano ravvivi sinfonici (è noto come il termine di ‘musica sinfonica’ si riferisca abitualmente alla musica colta eseguita da un ampio organico orchestrale; ma l’aggettivo ‘sinfonico’, ch’identifica una precisa forma musicale, indica parimenti ‘suonare insieme’ anche forme musicali differenti – pensiamo ai balletti o ai poemi, ossia, quel che a Battiato incuriosiva tormentosamente – includendovi sia la contemporanea che la storicizzata); è un’arte dei suoni ‘colta’ (vale a dire, una composizione che non si limita all’uso di ambienti, concetti, strumenti classici, ma che accoglie in sé una determinato proponimento teorico, estetico, intellettuale). Tutto ciò innalza un’aristocraticità dell’uso della voce, dell’esecuzione da registro maturo, che spinge a valutare quest’‘album di famiglia’ l’incomparabile incorrotto tributo a lui dovuto dopo la sua morte. Dalla prima track (menzionata poco sopra) all’ultima, “Torneremo ancora”, quest’itinerario nell’infinito Battiato è resoconto di un modo di presenza caro a chi, come è accaduto al cantautore siciliano, si ritira nell’abbandono per consacrarsi all’Eccelso tramite la meditazione (e non accade solo per necessità ecclesiali: succede pure a chi si apparta dal mondo per vivere solitario in luoghi remoti, non solo per offrirsi alla contemplazione, alla penitenza, alla preghiera, ma per testarsi in una ‘religiosità dell’esistenza’ che non conosce confini), è sedizione di bellezza, ultimazione di un ideale di beatitudine che non intende armistizi. Registrato in studio con Carlo Guaitoli (pianoforte, direzione) e I Solisti Filarmonici Italiani, “Eri con me” (edito da Arecibo/Bmg, in versione CD e doppio vinile. La produzione esecutiva e il management dell’album è di Francesco Cattini/Elisa Sitta IMARTS) è frutto di un prospetto ch’intravede le origini nella cooperazione artistica tra Alice e Battiato iniziata nel 1980 col singolo “Il vento caldo dell’estate” e il conseguente album “Capo Nord”. Nel 1985, con “Gioielli rubati”, per la prima volta Alice ha interpretato canzoni di Battiato non scritte per lei; poi per molti anni e in altrettanti progetti discografici ha ripreso il suo abituale ruolo di cantautrice.

Poi, in “God is my DJ” del 1999 omaggiò Battiato coll’inserimento de “L’ombra della luce” e “Un’oceano di silenzio”. Nel 2003 viene pubblicato “Viaggio in Italia”, un album di sole cover dedicato a grandi autori italiani; qui la canzoni di Battiato presente era “Come un sigillo”, ma nei concerti che seguirono aumentarono sempre più, per il rinnovato piacere d’interpretarne le composizioni. In seguito ci saranno altre collaborazioni tra Alice e Franco Battiato, come per l’album “Samsara” del 2012 (col brano “Eri con me”) e per l’album “Weekend” del 2014 (col pezzo “Veleni”) del 2014, fino all’occasione del lunghissimo straordinario tour realizzato insieme nel 2016.Nel 2020 inizia il tour “Alice Canta Battiato” (riprenderà nei teatri a marzo dell’anno prossimo), insieme al pianista Guaitoli, già speciale collaboratore di Battiato stesso per oltre vent’anni. Al tour hanno partecipato molti ensemble, in particolare i Solisti Filarmonici Italiani, coinvolti anche nell’attuale registrazione. Ha da poco ricevuto il “Premio Tenco 2022” (nel 1985 aveva ricevuto la “Targa Tenco” come interprete femminile dell’anno per “Gioielli rubati”) con questa motivazione: “L’incontro con Franco Battiato ha decisamente segnato la sua carriera. Le collaborazioni con lui – e con il suo entourage – hanno prodotto canzoni rimaste nella memoria musicale italiana e, soprattutto, tedesca: in Germania ha conosciuto infatti un enorme successo, probabilmente superiore a quello riscontrato in patria. La sua frequentazione della migliore canzone d’autore italiana è stata costantemente dimostrata dalle interpretazioni di brani di De André, De Gregori, Guccini, Gaber, Fossati e del duo Battisti-Panella. Una serie di collaborazioni che l’hanno meritatamente portata all’assegnazione di questo Premio Tenco”.

Colla sua personalità vocale unica e un percorso artistico sempre in evoluzione, grazie a questo atteso disco, Alice si fa tuttora strumento della musica di Battiato e di ciò che egli ha trasmesso, attraverso queste sedici canzoni a cui sente di aderire pienamente: “Come mai accaduto precedentemente, è mio profondo desiderio essere semplice strumento insieme a Guaitoli, per quel che possiamo cogliere e accogliere, di ciò che Franco Battiato ha trasmesso attraverso la sua musica e i suoi testi, in questo suo straordinario passaggio sulla Terra”, ci dice. E prosegue: “Inutile confutare come Battiato sia e resti l’autore e compositore che sento più vicino e affine, e non solo musicalmente; da molto tempo, nei vari progetti live e discografici, canto le sue canzoni, quelle a cui sento di poter aderire pienamente. Già nel 1985 gli ho reso omaggio con l’album ‘Gioielli rubati’ e l’attuale, seppur dissimile nell’esecuzione, in qualche modo ne è il naturale proseguimento. Alcuni sono brani che appartengono ai suoi diversi periodi compositivi, e che ho portato in concerto, insieme ad altri mai eseguiti prima, più altri ancora che abbiamo cantato insieme, io e Franco, per la prima volta nel 2016, nel tour ‘Battiato e Alice’. Poi non ho potuto fare a meno di una breve incursione anche nelle sue cosiddette canzoni mistiche, senza dimenticare quelle nate dalle nostre numerose collaborazioni a partire dal 1980 e che abbiamo scritto insieme, i nostri duetti oserei dire storici e anche i brani che lui ha scritto più recentemente per me”.

Avevamo già indicato poco tempo fa, in occasione del suo concerto romano di settembre scorso, come Alice, senza nulla togliere a chicchessia e senza indurre a contestazioni, sia l’unica esegeta in grado di recare armonia, magnificenza, sensibilità, sofferenza e un sentimento di gioia ad ampia parte della produzione di Battiato; è come se lei si rivolgesse a lui affermando: “Caro Franco, la tua strada è la mia strada”, proprio perché con le sue interpretazioni sintetizza l’essenza degli insegnamenti del suo affezionato: l’accorato appello per la conquista della libertà dell’anima, la presa di coscienza di una spiritualità che ci è propria fin dal nostro accadimento nel mondo tramite il corpo, l’incitamento verso la ricerca di una verità possibile, gli svariati aspetti dell’esistenza umana, meditazioni riflessive sull’amore, la solitudine, la gelosia, il potere, le ideologie: insomma, il rapporto fra l’individuo e la società in cui gli tocca di vivere. Come Battiato, anche Alice sfida il limite del razionale arrivando a superare schemi dell’intima essenza del ‘Reale’ (e questo splendido disco ne è dimostranza illimitata). Non possiamo non asserire che “Eri con me” è sia un messaggio d’amore profondo per un amico, ma anche per il prossimo, senza distinzioni culturali o religiosi, un cablogramma che dovrebbe educare noi tutti a come liberarci dai condizionamenti della mente. Alice ne è protagonista, rappresentante, proprio per l’incontro di due anime in cui una vera ‘relazione’ empatica ha permesso un ‘contatto’ del cuore, dell’animo, senza anteriori: “Sono stati due anni intensi non solo a capire e realizzare una idea, ma soprattutto a togliere quell’eccessivo che in Battiato però non è mai sussistito; il titolo lo devo a Francesco Messina: eravamo accomodati sul divano di casa e mi chiedevo in che modo potessi titolarlo; Francesco mi guardò esclamando: chiamalo ‘Eri con me’, non potrebbe essere che così. Ma a lui devo anche la realizzazione della copertina, il compimento del lavoro in ogni suo aspetto. Ho scelto quei brani a cui sento di aderire perfettamente: mi interessa essere strumento di voce per ciò che Franco ha dato e trasmesso con le sue composizioni, con una delicatezza d’animo che non è affatto genericità ma, nel senso più profondo del termine, reclama di essere un senso del risveglio a cui dovremmo volgere la nostra considerazione. Viviamo un momento difficile tra guerre, violenze, soprusi, e anche se le bombe non ci cadono sulla testa, pure a noi ci tocca di subire una brutalità che di incorporeo, spirituale, non ha nulla. Spetta ad ognuno di noi sostentare l’opposto dell’aggressività, con ogni mezzo possibile. Lo dichiaro perché l’ho notato di persona nei concerti eseguiti: il pubblico auspica ad una tregua pensabile, ad una consonanza d’intenti che sappia alleviarci dalla sofferenza, anzitutto dall’afflizione d’esistere. Ognuno di ni può contribuire all’incanto di una vita gioiosa, e questo nuovo lavoro che, come dice lei Gregorini, si avvicina al classico, intende essere la nostra adesione nella ricerca di una quiete auspicabile. Queste sono scritture, canzoni, parole che possono essere intese come l’eventualità di una rinascita che non apprende inesperienza o spasimo”. 

Alice presenta il nuovo album in due appuntamenti esclusivi: oggi, alle 18.30, presso La Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano moderata da Enzo Gentile, in occasione della Milano Music Week; lunedì 28 a Roma nella Feltrinelli di Via Appia Nuova moderata da Maurizio Gregorini (per chi non potesse essere presente, si può seguire l’evento al link rintracciabile nella pagina web dell’artista).