Anoressia e bulimia fra le donne: la crescita è preoccupante  

REPORTAGE. DIPENDENZE PATOLOGICHE E DELL’ALIMENTAZIONE: CURARLE INSIEME SI PUÒ. L’ESPERIENZA DELLA COMUNITA’ LO SPECCHIO  

Fornire una risposta alle persone che in numero sempre crescente soffrono sia di dipendenze alimentari che di dipendenze patologiche. È l’obiettivo che si prefigge la comunità “Lo Specchio” di Iglesias in Sardegna, l’unica struttura terapeutico-riabilitativa in Italia di tipo residenziale e semi-residenziale specializzata nella cura di entrambe le patologie. Queste ultime stanno crescendo in modo preoccupante, in particolar modo tra le donne e le ragazze minorenni, anche a causa delle restrizioni legate alla crisi coronavirus.  

Fino a poco tempo fa, in Italia, per i pazienti ospitati all’interno di strutture residenziali per dipendenti patologici non era prevista alcuna presa in carico specialistica e professionale dei DAN (Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione). Una grave lacuna, che permetteva di curare soltanto in modo parziale. Da qualche mese, nella comunità di Iglesias, convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), curare entrambi i disturbi è invece possibile. Lo Specchio è inoltre l’unica struttura della regione Sardegna che ospita persone adulte e minori con disturbo dell’alimentazione e della nutrizione, anche con figlio minore al seguito.

Uno dei principali promotori di questo approccio integrato è il dott. Leonardo Mendolicchio, medico psichiatra e psicanalista, tra i maggiori esperti di DAN in Italia, Responsabile U.O.C. Riabilitazione DAN dell’Istituto Auxologico italiano di Piancavallo, che ricopre il ruolo di Direttore scientifico della comunità “Lo Specchio”. Insieme alla presidente della Cooperativa Casa Emmaus Giovanna Grillo, al Direttore Sanitario Dr. Pablo Belfiori e alla coordinatrice Fabrizia Falco, il dottor Mendolicchio ha strutturato un protocollo innovativo per la contestuale cura di entrambe le comorbilità. Da anni la comunità “Lo Specchio” cura sia i DAN che le altre dipendenze patologiche separatamente, ma l’ulteriore passo avanti costituito da questo protocollo innovativo rappresenta uno spiraglio per molti pazienti. I casi di DAN durante la pandemia sono infatti aumentati del 30% in Italia e rappresentano la seconda causa di mortalità fra i giovani. 

“Un’equipe multidisciplinare e qualificata con orientamento clinico dedicato alla individualità di ogni paziente utilizza strumenti psico-educativi per sostenere l’acquisizione di consapevolezza, l’autosufficienza e maggiori competenze. La persona è al centro del lavoro. La psicoterapia e la riabilitazione nutrizionale sono integrate in modo costante, con lo scopo di migliorare l’equilibrio psicofisico di ogni ospite. Questa struttura, pur essendo accreditata presso la regione Sardegna, ha scelto di inserire più ore di psicoterapia, sia per la valenza clinica che nell’ottica del reinserimento sociale. In particolare, sono previsti: un percorso di psicoterapia familiare, un supporto alla genitorialità e una parte legata ai processi di autonomizzazione”, spiega il dottor Mendolicchio.

Molti i laboratori proposti: orto, cucina, panificazione, giardinaggio, sartoria, teatro, musica, oltre ai corsi formativi di pizzaiolo e agronomo, alle attività educative di cultura generale, ai percorsi di cinematografia. Per i minori è prevista la frequenza alla scuola pubblica, per i più grandi percorsi professionali e successivi inserimenti lavorativi.