Antonella Ruggiero incastona l’ennesimo gioiello

E’ nei negozi “Come l’aria che si rinnova”, nuovo album di Antonella Ruggiero. Inoltre è disponibile per la prima volta in streaming e download la discografia completa composta da 27 album

di Maurizio Gregorini

Ci aveva lasciati con uno splendido album (disponibile esclusivamente sullo shop online dell’artista shop.antonellaruggiero.com. Prodotto da Roberto Colombo e Maurizio Camardi per l’etichetta discografica Libera), registrazione del concerto tenutosi nella Basilica di Sant’Antonio a Padova l’8 febbraio 2020, in occasione del Concerto per la Pace organizzato per l’inaugurazione di Padova capitale europea del volontariato 2020 (la caratteristica esibizione, ultima dell’artista prima del lockdown, ha conseguito una Basilica stracolma composta da pubblico attento, incredibilmente appassionato). Con lei, sul palco, una formazione che ha visto Maurizio Camardi ai saxofoni, duduk e flauti insieme a Sabir, un quartetto di musicisti acustici formato da Alessandro Tombesi all’arpa, Ilaria Fantin all’arciliuto, Annamaria Moro al violoncello e Alessandro Arcolin alle percussioni e, ovviamente, da Roberto Colombo, al vocoder e organo liturgico. E, data l’occasione del nuovo lavoro antologico, troviamo anche chance di commentare un disco live a cui -erroneamente- non si era dato adeguata attenzione, un impegno che si mostra tra i più ragguardevoli e intriganti della Ruggiero, che così commentò l’edizione: “Per chi ha voluto questo evento, per chi mi ha invitata, per chi c’era e, in particolar modo, per chi non è potuto essere presente, ho voluto intitolare il concerto ‘Empatía’, parola significativa che accomuna tutti i volontari e che meglio rappresenta il loro prezioso lavoro, soprattutto in questo momento storico. Il concerto è stato davvero intenso e ricco di spunti musicali derivati dalla rilettura di brani che ho eseguito altre volte nel corso degli anni e questa formazione musicale, del tutto inedita, ha arrangiato i brani in maniera molto suggestiva”. Quindici i brani che strutturano l’imperdibile live, scelti ed interpretati dalla cantante: “Nos padre”; “Ave Maria” di Fabrizio De André; “La danza” (Tu Mhi Shiva); “Echi d’infinito” di Mario Venuti, “Ave Maria Stella” del compositore contemporaneo Mark Thomas; “Veni veni Emmanuel”; “Cavallo bianco”, la prima canzone interpretata nei Matia Bazar e qui ripresentata in una resa suggestiva, da brivido, forse il momento più eccelso dell’intero spettacolo; il canto sacro più amato ed eseguito in Sardegna “Deus ti salvet Maria”, rielaborato tantissimi anni fa dall’indimenticabile Maria Carta; “Kyrie” (Missa Luba); “Creuza de ma” di Fabrizio De André e Mauro Pagani; “Respondemos”; “Armaduk” di Maurizio Camardi. E poi la lucente “Il viaggio”, di cui però ha cambiato il testo: “M’è capitato di differenziare le parole due volte, per adattarle al contesto: la prima volta è stato per un concerto a Berlino, nella sinagoga di Rykestrasse, la più grande tra quelle rimaste in piedi dopo la ‘Notte dei cristalli’. Era musica della tradizione ebraica, e con ‘Il viaggio’ ho voluto intercalare termini che si disponessero all’evento. E’ noto a chiunque scriva: con i propri brani si può fare ciò che suggerisce la creatività e la mente”, afferma. Infine, “Barene” e “Soltanto”. Un carico di elevata affluenza spirituale questo di ‘Empatia’, affrontata già quando viaggiò in India per la prima volta: “Un interesse sempre presente, sin da quando seguivo i Beatles e la loro esaltazione per questo continente. In India ci sono andata con lo stesso trasporto che può avere un antropologo: andare a vedere le persone e cosa succedeva da quelle parti. Ho visto e sentito musica avvincentissima, incontrato persone notevoli e, all’unisono, ho visto contraddizioni che mi hanno fatto capire che in fondo non c’era tutto quel gran misticismo che mi aspettavo. Non a caso nell’ultimo viaggio in cui andai, notai che certi monaci avevano il cellulare e allora mi sono detta che era proprio finita. Credo che nel 1999 io abbia fatto esperienza dell’ultima coda di ciò che era stato il mito dell’India. Ad ogni modo ho trattenuto influenze legate ai suoni che ho tirato fuori nel tempo, atmosfere da musica sacra, vale a dire un’arte dei suoni antica in cui vi sono elementi che tirano fuori una predisposizione alla ricerca interiore”. Ora, chi non ha avuto occasione di ordinare questo gioiello sullo shop della Ruggiero, può ascoltarlo in streaming o in download, dato che, in occasione di “Come l’aria che si rinnova”, l’intera produzione discografica dell’artista viene resa disponibile, per la prima volta, sia in streaming che in download, sulle principali piattaforme digitali https://BMGItaly.lnk.to/AntonellaRuggieroPR, iniziativa straordinaria sia per i fan di Antonella Ruggiero, sia per gli appassionati di musica italiana che può divenire una occasione imperdibile per riscoprire, con uno sguardo nuovo, la totalità dell’opera di un’interprete unica, considerata universalmente una delle voci più versatili e suggestive del nostro scenario musicale. La discografia si compone di ventisette album (per un totale di 372 canzoni), che includono sia i lavori da studio che quelli dal vivo (tra i quali spicca il concerto a Betlemme, nella grotta della Basilica della Natività). Canzoni scritte per la Ruggiero come solista, ma anche reinterpretazioni di brani dei Matia Bazar e di autori celebri, italiani e stranieri (tra i quali Conte, Tenco, Gershwin, Ellington). Molti i “featuring”, tra cui una “chicca per appassionati”, il brano “And will you love me” scritto e arrangiato per Antonella dal Maestro Ennio Morricone (è da precisare anche che, con la pubblicazione online dell’intero catalogo della label, inizia la collaborazione tra “Libera” e BMG, che si occuperà della gestione dell’intera produzione discografica dell’etichetta). In decisiva, si può asserire si tratti di un progetto filologico importante, che ha il pregio di raccogliere le composite sfaccettature della sua multiforme opera: non a caso e come raramente accade, la Ruggiero ha saputo spaziare tra generi e linguaggi musicali lontani fra loro, con coerenza artistica e rigore, regalandoci un repertorio vastissimo che va dal pop alla musica classica e sacra, dall’elettronica al tango passando per il folklore, fino alla musica per big band, caratterizzando sempre le sue interpretazioni per rara intensità, raffinatezza e un’abilità interpretativa fuori dal comune. Ed ora la novità titolata “Come l’aria che si rinnova”, diciotto canzoni scritte da e per la Ruggiero tra il 1996 e il 2018, che rivivono in una nuova veste grazie agli arrangiamenti inediti rielaborati da Roberto Colombo; pezzi scelti direttamente dall’artista che così si esprime sul lavoro intimo eseguito: “‘Come l’aria che si rinnova’ vuole esprimere il bisogno di una rigenerazione. Quel momento in cui ci guardiamo intorno per passare in rassegna quello che è stato, trattarlo con cura e metterlo sotto la luce del presente, così da fare spazio a quello che verrà”. Tra i brani della collezione citiamo  “In volo” e “Il viaggio”, 1996;  “Amore lontanissimo”, 1998; “Non ti dimentico”, 1999; “Occhi di bambino”, 2001; “Di un amore”, 2003; “Memoria”, 2008.