ANTONELLA RUGGIERO omaggia l’Ucraina e “riscrive” i Matia Bazar 

Registrazioni moderne”, per la prima volta in doppio vinile, con l’aggiunta di due bonus track, il suo album di successo contenente le hit dei Matia Bazar riarrangiate con la collaborazione degli artisti della scena ‘Indie rock’ per festeggiare i settant’anni

Poche settimane fa la pubblicazione di “Povera patria. Ozemle maty”, versione italo-ucraina del celeberrimo brano di Franco Battiato che testimonia la vicinanza del popolo ucraino

A CURA DEL POETA E MUSICOLOGO MAURIZIO GREGORINI

In esclusiva per MediterraneoToday

Qualche settimana fa, “Povera Patria (O Zemle Maty)”, il celeberrimo brano di Franco Battiato del 1991, è stato inciso in una versione italo-ucraina da Antonella Ruggiero e dall’artista ucraino Oleksandr Iarmola, cooperazione sbocciata da un’idea del compositore Franco Eco, per dare un piccolo apporto in un periodo di feroce angoscia del/per il popolo ucraino: “Insieme ad Oleksandr Iarmola diamo un contributo, seppur piccolo, attraverso il canto e le parole scritte da Franco Battiato, per testimoniare la nostra vicinanza alla gente dell’Ucraina che sta vivendo questo dramma”, ha affermato la Ruggiero, proseguendo come simile iniziativa e vicinanza è intesa ad estenderla “anche alle popolazioni dell’Iran e dell’Afghanistan, anch’esse sottoposte a vessazioni inimmaginabili per noi che viviamo in una condizione privilegiata, nonostante le gravi difficoltà in cui ci troviamo. Qualsiasi altra parola è superflua”; mentre Iarmola ha dichiarato: “Franco Battiato? Trovo sia un musicista molto interessante, lo chiamerei il Frank Zappa italiano. Cantare questa canzone è rimasta una sfida e un esperimento interessante, perché qui sia la musica che lo stile di canto sono molto diversi dal mio”. 

Il testo è stato riadattato da Iarmola insieme alla giornalista ucraina Iryna Panchenko che attualmente vive in Italia; ha inviato la sua traduzione del testo originale e su questa Oleksandr Iarmola ha accresciuto il testo finale, fortemente influenzato dalla guerra in Ucraina, mentre a Franco Eco ha spettato l’arrangiamento e la e produzione del brano. Mix e mastering sono stati affidati a Roberto Colombo, mentre Fabrizio De Masi si è occupato dell’artwork; “Povera Patria (O Zemle Maty)” è disponibile sulle principali piattaforme di streaming. Il progetto è stato realizzato dal produttore e compositore di musica per film Eco che in passato ha scritto le musiche per due film ucraini, tra cui uno sulla guerra del Donbass. Senza dimenticare le sue musiche per il documentario “Samosely – I residenti illegali di Chernobyl”, trasmesso anche dal Tg1. Sempre Iarmola ha spiegato come abbia “conosciuto Eco lavorando insieme al film di Zaza Buadze ‘Cherwonyj (Red)’, per il quale ha composto la musica, mentre io – con la band ‘Haydamaky’ – , nella colonna sonora, vi abbiamo inserito un brano. Eco ha visitato l’Ucraina molte volte, ci ama e ci sostiene nella nostra guerra di liberazione. È stata una sua iniziativa quella di realizzare una canzone ucraina-italiana che attirasse l’attenzione della società italiana”; una pensata che inoltre vuole inoltre essere un’occasione per sostenere i rifugiati ucraini (per chi volesse aiutare, è possibile donare alla Fondazione Astalli)

Invece, in occasione del venticinquesimo anniversario di “Registrazioni Moderne” e del suo settantesimo compleanno, esce per la prima volta in doppio vinile e con due bonus track il secondo album della carriera solista, un lavoro di grande successo pubblicato nell’ottobre del 1997, contenente le canzoni più popolari e amate dei Matia Bazar, riarrangiate per l’opportunità da e in collaborazione con artisti della scena indie rock. “Registrazioni Moderne” (su etichetta Libera e distribuzione BMG) è disponibile in doppio vinile nelle versioni nero e bianco, e offre al pubblico due interessanti inediti: le versioni in spagnolo di “Esta tarde que tarde” (“Stasera che sera”) e “Dónde estás (Ven a mi)” (“Amore Lontanissimo”). L’interesse per la nuova scena rock italiana aveva spinto la Ruggiero a coinvolgere in questo progetto alcuni gruppi e artisti dell’ultima leva. Un’alchimia che si era rivelata vincente: in soli due mesi di lavorazione tredici successi dei Matia Bazar erano stati rivisitati dai vari artisti, che li avevano resi assolutamente attuali e moderni pur mantenendo la linea melodica originale. In alcuni brani Antonella duetta con gli stessi artisti. Prodotto da Roberto Colombo, “Registrazioni Moderne” ha visto la collaborazione dei Subsonica, Timoria, Ritmo Tribale, Bluvertigo, La Pina+Esa, Scisma, Madaski, Ars Ludi, Rapsodija Trio, Banda Osiris. L’album era già stato ripubblicato dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 1998 con l’aggiunta del brano “Amore Lontanissimo”. Con la pubblicazione online dell’intero catalogo della label, l’8 aprile scorso era arrivato nei negozi una nuova collezione di diciotto brani della Ruggiero dal titolo “Come l’aria che si rinnova” (scritti da lei e per lei e rivisitati con nuovi mixaggi; scelte personalmente da Antonella, un lavoro intimo che descrive così: “‘Come l’aria che si rinnova’” significa il bisogno di una rigenerazione. Quel momento in cui ci guardiamo intorno per passare in rassegna quello che è stato, trattarlo con cura e metterlo sotto la luce del presente, così da fare spazio a quello che verrà”), che oltre ad essere una iniziativa originale per riscoprire perle di un’interprete unica, era pure l’inizio della collaborazione tra “Libera” e BMG (a cui spetta oramai la gestione dell’intera produzione discografica dell’etichetta della cantante) e che ha visto l’edizione in streaming e download, per la prima volta, dei suoi ventisette album, discografia per un totale di ben trecentosettantadue canzoni che includono sia i lavori da studio che quelli dal vivo (tra i quali spicca il concerto a Betlemme, nella grotta della Basilica della Natività). Canzoni scritte per la Ruggiero come solista, ma anche reinterpretazioni di brani dei Matia Bazar e di autori celebri, italiani e stranieri (tra i quali Conte, Tenco, Gershwin, Ellington). Molti i “featuring”, tra cui una “chicca per appassionati”, il brano “And will you love me” scritto e arrangiato per Antonella dal Maestro Ennio Morricone. 

Nata a Genova settant’anni fa (festeggiati ieri), una vita adesso spesa tra Lombardia e Berlino, la cantante dichiara che l’età non è un’incertezza, piuttosto “l’occasione di un nuovo inizio, per nuovi progetti e realizzazioni; ciò che è dietro di me è stato bello e significativo: ho goduto del privilegio di poter fare quel che volevo in totale autogestione e libertà. Natalizio che festeggio pure colla ristampa in vinile di un lavoro considerevole, all’avanguardia per i tempi in cui venne pubblicato: io e Roberto Colombo interpellammo le concretezze italiane più intriganti per conseguire un’opera d’immensa esperienza e raffronto con delle band allora giovani, a cui porgemmo l’eventualità di reinterpretare quel che cantavo da anni. Il vinile? Ha una grande inestimabile qualità: è articolo di culto, dato che ne puoi contemplare grafica e compagine bramate dall’artista; ne puoi leggere con comodità i testi, scoprirne le partecipazioni con un corpo di lettura che sia 8 o 10, ossia illeggibile senza il supporto degli occhiali”. Considerata universalmente una delle voci più intense e suggestive del panorama musicale italiano, Antonella Ruggiero ha mostrato negli anni la sua curiosità sperimentando diverse forme sonore e artistiche. Dopo il percorso di grandi successi con i Matia Bazar, durato quattordici anni, e una pausa di sette, inizia la sua carriera solista pubblicando l’album “Libera” nel 1996. Artista dal repertorio eterogeneo per cultura e provenienza, si contraddistingue per un’innalzata dilatazione vocale, che le permette di passare dal registro pop a quello lirico di soprano leggero, percorrendo musica sacra, jazz, soul, blues, musica popolare, tango, elettronica, musica corale e bandistica, musica classica e contemporanea, folklore, fino alla musica per big band, caratterizzando sempre le sue interpretazioni per rara intensità, raffinatezza e un’abilità interpretativa fuori dal comune.