ARTE. In mostra le Donne di Altri Pianeti di Chiara Susanna Crespi 

“DONNE DI ALTRI PIANETI E PESCI VOLANTI”. Opening alle ore 18 di venerdì 6 Gennaio. Appuntamento alla Casa D’Aste Capitolium Art in via delle Mantellate 14/b, già sede e studio del Maestro Mario Schifano

«Loro sono le mie donne. Io sono loro, loro sono me, nella lontananza di epoche diverse, siamo unite e ci guardiamo. Bambine, ragazze, vecchie, tutte donne, sono tutti pezzi di me. Ci teniamo insieme mentre i pesci volano silenziosi, se potessero urlare in mare non ci si potrebbe fare il bagno per il frastuono». 

Tutto comincia dalla scoperta di un vecchio baule e da un manuale di medicina del 1958, dove donne dai corpi e con personalità non conformi sono denudate e classificate: malate, grasse, rachitiche, mascoline, storpie, isteriche, pazze. In foto piangono o guardano sfrontate in camera, hanno paura e freddo. 

Chiara Susanna Crespi ha raccolto queste donne lontane nel tempo e se n’è presa cura: le ha risarcite dalle ferite inferte da uno sguardo patriarcale e accusatorio, donando loro un mondo nuovo dove vivere libere, in comunione con l’acqua, i pesci e i colori più belli. Le opere, in tecnica mista, di Chiara Susanna Crespi – esposte venerdì 6 Gennaio dalle 18 alle 21, alla Capitolium Art in via delle Mantellate a Roma – sono collage con colori a olio, acquerello su legno, tela e carta. 

CHIARA SUSANNA CRESPI 

Nasce a Roma il 14 novembre 1964. Nel suo percorso artistico conferisce una grande importanza alle immagini: i suoi studi si indirizzano verso scuole d’arte e di grafica. Nel 1980 comincia a lavorare in alcuni studi grafici in qualità di assistente, per poi fondare nel 1990 la “Su e Giù Grafica”, insieme a Giuseppe Dormio. In quegli anni inizia a collaborare con Don Luigi di Liegro e, insieme a Stefano Montesi, realizza lavori per la Caritas Diocesana e il Vicariato di Roma.

Da sempre vicina e sensibile ai temi sociali e dei diritti, documenta il mondo dell’attivismo con la sua macchina fotografica, costituendo nel tempo un archivio di notevole rilievo storico e culturale. Il movimento studentesco della Pantera, hip hop romano degli anni Novanta e writing a Roma.

Tra gli Anni 80 e 90 comincia a frequentare in maniera attiva l’ambiente underground romano: nascono proficue collaborazioni lavorative. Con il nome “Forze Grafiche”, realizza le copertine dei primi dischi dello storico gruppo rap Assalti Frontali, “Batti il tuo tempo” (1990), instant rap “Baghdad 1991” (1991), “Terra di Nessuno” (1992), “Conflitto” (1996) e “Banditi” (1999), occupandosi della linea grafica del gruppo al tempo degli esordi. Notevole il suo lavoro di documentazione sulla nascita del writing a Roma, in particolare della crew 00199, tra le prime attive nella capitale, raccolto in un archivio di foto con centinaia di scatti dei graffiti tra Roma e Milano.

Agli inizi del Nuovo Millennio, partecipa alla rivista Torazine. Pillole di controcultura pop, entrando a far parte della redazione con i suoi lavori di fotografia e collage (2000-2005). Contemporaneamente, inizia la sua collaborazione con la casa editrice DeriveApprodi, fornendo materiale fotografico e collage per la produzione editoriale.

Nel 2002 partecipa alla Mostra collettiva “I corpi che avanzano” con Fabio Lapiana e Flavia Fasano al Centro di Assistenza Sociale e Culturale della Banca d’Italia.

Negli stessi anni comincia ad esporre in spazi indipendenti, fino ad arrivare alla mostra personale “Angeli Incustoditi” (2007), organizzata da Graziella Lonardi Buontempo alla galleria Doozo di Roma. Il catalogo è impreziosito da una prefazione a firma di Bruno Mantura.

In maniera completamente autodidatta, Chiara sviluppato e perfeziona nel tempo le sue capacità artistiche: da bambina trascorreva ore tra matite colorate e pastelli, ritagliava giornali, usava vecchie foto o quant’altro colpisse il suo occhio e componeva collage; crescendo e con l’avvento del computer i suoi collage diventano digitali, le immagini sono fotografie che la stessa Chiara Susanna Crespi fa in giro per il mondo, o foto provenienti dall’archivio fotografico della famiglia Crespi (Domenico Crespi 1867-1932, Gabriele Crespi 1914-1969), creando così una ragnatela che – raccontando se stessa e la sua vita – fa nascere opere che rappresentano e raccontano il mondo in cui viviamo. 

Nel 2009 partecipa a una mostra collettiva presso la Fiera di Roma dal titolo EcoArtProjet, sul tema dell’ambiente.

Dal 2005 torna a cimentarsi con le tecniche pittoriche tradizionali, prevalentemente colori a olio, acquerello, matite colorate, forbici e colla, dando il via a una produzione a carattere artigianale dei suoi collage, per i quali utilizza materiali di riciclo e di recupero, quali tavole di legno trovate vicino ai cassonetti, nei cantieri dismessi o sulle spiagge, portate dal mare. 

Di questo nuovo ciclo di produzione fa parte il lavoro appena terminato “Donne di altri pianeti e pesci volanti”, composto da più di 40 tavole. Lavoro mai uscito dal suo studio, tutte regine che scalpitano per uscire. Nei suoi collage vivono stratificazioni di tempi, un incontro tra persone vissute in altri secoli e il contemporaneo. In altre galassie, tra pianeti sconosciuti, corpi nella loro massima sezione aurea, nella ricerca dell’armonia e della bellezza, delle giuste proporzioni, nella perfetta estetica e nella deformazione; nella chiusura della sofferenza e della anormalità di corpi sospesi in spazi stravolti, sintesi cosmica, spazio tempo.