BALLANDO. Ieri scolara del GF. Oggi epigona di “C’è posta per te”. Urge restyling

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Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Il format di “Ballando con le stelle” ha sinceramente annoiato nonostante i colpi di scena decantati, ma non nuovi alla trasmissione. Sebbene si debba riconoscere che qua e là si registrano momenti gradevoli. Riguardo alla finalissima di “Ballando con te”, ad esempio, il vincitore è stato il vero meritevole. E passiamo ai concorrenti che si sono esibiti. Il livello era alto, anche se alcuni si sono persi in prove che non erano nelle loro corde. Forse li ha rilassati la consapevolezza della finale già guadagnata. Giocato al meglio il ripescaggio. La Costamagna meritava. E la giuria vota molto per umore e poco per merito. Il più accettabile è Zazzaroni, che quasi sempre vota premiando chi balla, e poco si lascia fuorviare dal sentimento. Canino si barcamena, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte. Non sempre i suoi giudizi sono non di parte. Carol, la più competente, emana giudizi tecnici, ma si lascia trascinare (sì, anche lei). Certo è umana, e per gli umani l’imparzialità è difficile da mantenere, per quanto ci si sforzi. Che dire della Lucarelli? Sta diventando l’alter ego di Malgioglio? I suoi interventi sono basati su un’unica convinzione: deve apparire la cattiva di turno. Magari un regista potrà scritturarla per una parte da malvagia. Mariotto è sempre più arzigogolato nelle sue elucubrazioni e sforna giudizi che non servono a nulla, se non a mostrare le sue più che conclamate simpatie. Bisogna poi parlare di Gabriel Garko. Ancora un infortunio gli impedisce di ballare, e comunque non molla. La Lucarelli assegna uno zero. Vero è che lui aveva chiesto uno zero a tutti, vero è anche che lo zero mortifica la sua insegnante: ha ballato ed ha fatto muovere un braccio al bel Garko. Più corretto il comportamento dei giurati restanti, che hanno espresso voti bassi ma un voto lo hanno dato. In fin dei conti era sulla pista. La parte natalizia dei parenti che a sorpresa arrivano a ballare con la concorrente non è nuova e poi fa tanto “C’è posta per te”. Con tanti autori a libro paga nessuno partorisce una novità che appaia tale. Il trash resta il minimo comune denominatore. La Erra dà spettacolo sbracciandosi, alzandosi con entusiasmi da stadio, e con interventi ovvi e tanto sdolcinati da procurare il diabete o il coma iperglicemico. Un restayling del format sarebbe auspicabile. Consiglio una giuria di competenti e due vincitori. Uno designato da una giuria tecnica, l’altro da quella popolare. La gara, poi, dovrebbe essere divisa in due trance. Fino ad una certa età, diciamo i 50 anni e l’altra dai cinquanta in poi: perché siano eque le performance. Un ottantenne non può ballare come un trentenne. Meditate autori meditate.