BALLANDO. Urgono variazioni sostanziali. O meglio riporre il format

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

La maratona di “Ballando con le stelle” si è finalmente conclusa. Questa edizione sarà ricordata per i diversi infortuni capitati ai concorrenti e per le numerose polemiche scoppiate durante le dirette. Ora desidero fare un consuntivo per tutto quello che io penso sulla trasmissione, che da ben 17 anni ci allieta (non sempre, a dire il vero) le serate del sabato. Riconosco al format, di aver inculcato ai giovani la voglia di ballare, ma rimprovero il passaggio negli anni, da una trasmissione di intrattenimento ad un prodotto che del trash fa fatto un punto di forza per gli ascolti. Gradirei fare un esame partendo dai concorrenti di questa edizione, e finendo con la giuria. Devo riconoscere che, mai come quest’anno, si sono confrontati concorrenti capaci di imparare in fretta. Come da copione, sono arrivati in finale solo i giovani. Escludiamo la Zanicchi, approdataci – a mio parere personale – per volere della produzione e forse per le votazioni del web. Ribadisco il concetto che, non si può e non si deve far gareggiare generazioni così lontane. Premettendo il rispetto che ho per la Zanicchi, che in confronto a Mughini ha reso molto di più, devo dare ragione alla Lucarelli. In una delle sue numerose polemiche, asserì che Iva proponeva troppo spesso il valzer. Uno dei balli più facili e consono a chi ha una età non più verde. Gabriel Garko oltre a dimostrare di poter essere un bravo ballerino, si è difeso a spada tratta, pur avendo patito l’infortunio alla spalla. Onore al merito ed onore per essersi ritirato alla finale. Il contentino è arrivato con due premi extra. La lotta per il podio tra l’attore modello Egger, Ema Stokholma e la giornalista pluriinfortunata Costamagna, ha suscitato vari commenti sul web. Avrei assegnato un ex equo per il secondo posto eliminando il terzo. Perché ho il sospetto che la vittoria sia stata pilotata? Se si guardano i vari Facebook, Twitter ed Instagram, si nota che le votazioni sono completamente differenti da quelle annunciate in diretta. Per non discutere sul cambio in corsa del regolamento. Ha previsto un conteggio particolare, che avrebbe esaminato ed escluso i voti non idonei dalle votazioni globali. Perché prima non è stato fatto? E come è accaduto tutto in pochi minuti nonostante un calcolo che avrebbe dovuto impegnare ore? Posso a questo punto avere dei dubbi? Non che la Costamagna non fosse stata all’altezza del podio, ma secondo il web il vincitore doveva essere Egger.

Ritornando ora alla giuria, desidero dire quel che penso. Salvo Zazzaroni per la competenza (avendo participato ad un’ edizione, possiede un minimo di competenza per esprimere un giudizio, rafforzato dai molti anni di osservazione). Canino come può esprimere un giudizio sulla bravura di un concorrente? Sulla base della sola osservazione durante le dirette? Se io guardo una che lavora a maglia o ricama, posso riconoscere i punti ma non certo essere in grado di dire se l’esecuzione del lavoro sia scorretta. Spero di aver reso l’idea. Carol unica competente, è quella che esprime un giudizio credibile sulla perfezione dell’esecuzione, anche se poi di tanto in tanto si lascia guidare dal cuore. E la Lucarelli? Se lo staff autorale si degnasse di navigare sul web, si accorgerebbe di quanto impopolare sia. Spesso è inutilmente polemica e condotta da umore e simpatie. Oltre a diventare l’alter ego di Malgioglio ha anche iniziato ad avvicinarsi a lui per look: stravagante e discutibile per gusto e classe. E per questo giudizio, perdonatemi, posso definirmi un giudice ferrato. Si picca di essere una giornalista, ma dimentica che il primo dovere di un giornalista è l’imparzialità. Il bel Mariotto, che ho il piacere di conoscere bene, si perde sempre in giudizi “filosofici” che alla base spesso non dicono molto. Spesso non sono riuscito a comprendere alcuni suoi giudizi, persi in strane elucubrazioni. Non ho trovato un criterio equo nell’assegnazione dei voti, ma una compromissione causata da simpatie personali. Un cambio in giuria sarebbe auspicabile, con l’introduzione di persone competenti e con due gare separate tra giovani e meno giovani. Passo ad esaminare quella che viene presentata come la rappresentante del pubblico. Ma quale pubblico? Un pubblico che ama lustrini e piume ad emulazione dell’Orietta nazionale a Sanremo? Eccessiva in tutto! Si sbraccia, urla si accanisce… desidero solo ricordarle, che al di la di tutto, è una signora, ed alcuni contegni non si addicono. Il giudizio dei due ex maestri di Ballando, per quanto pertinenti, lasciano il tempo che trovano, visto che non influiscono sul voto, sarebbe meglio che avessero la possibilità di votare. E questo vale anche per il gestore del tesoretto, spesso conferito per simpatia e non per merito. Incomprensibile il via al voto social prima di assistere alle esibizioni. L’ovvia conseguenza è che il voto viene conferito in base alla simpatia che il pubblico nutre per uno o per l’altro concorrente. L’invito per la prossima edizione è di svecchiare la trasmissione, con cambi radicali: da quelli autorali alla giuria ed al regolamento. Si introducano novità che possano dare brio ad una trasmissione stanca. A conclusione voglio stendere un velo pietoso nell’aver permesso alla Zanicchi di dare una versione di sé non all’altezza della sua fama: la spontaneità va bene, ma ci deve essere un limite se non si vuole scendere nel trash. Ed è la sensazione che mi ha suscitato questa edizione tra polemiche, accese discussioni e sbandieramenti di accaduti e percorsi personali.