BERTE’: un prezioso box composto (anche) da perle riemerse. L’analisi di Gregorini

 

Esce venerdì “Reloaded 1974 – 1983”, il cofanetto esclusivo che ripercorre i primi dieci anni della sua carriera “rimasterizzata dai nastri originali”. Nove CD con materiale mai edito prima, un libretto di 60 pagine e un poster originale rendono il box un prodotto imperdibile per i fan

A cura del Poeta e Musicologo Maurizio Gregorini

In esclusiva per Mediterraneo Today 

Sarà nei negozi “Reloaded 1974 – 1983 (etichetta Nar International, distribuzione Warner Music Italy), un esclusivo cofanetto che racchiude i primi 10 anni della carriera discografica di Loredana Bertè. Nove CD rimasterizzati partendo dai nastri analogici originali e contenenti novantacinque canzoni, di cui i primi otto sono gli album originali, mentre il nono contiene gioielli finora nascosti. Per i suoi settant’anni, caduti il 20 settembre del 2020, il progetto editoriale del suo festeggiamento aveva incluso cinque ristampe in vinile edizione limitata col logo ideato dalla stessa artista: il primo è stato “Loredanabertè”, pubblicato originariamente nel 1980 con la hit In “Alto Mare”, uno dei suoi album più rappresentativi, considerato l’album di svolta “funky” della cantante e strutturato da canzoni indimenticabili come “In alto mare” o “Buongiorno anche a te”. Poi per la ‘Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza Contro le Donne’ è uscito il 45 giri di “Fiabe / Anima vai”; e ancora “T.I.R.”, l’album che la consacra “Rivelazione dell’anno 1977”; “Traslocando”, inserito dalla rivista Rolling Stone nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre, per concludersi con “Bandabertè”, quarto album della sua discografia contenente “E la luna bussò”. Ma perché riportiamo ancora l’iniziativa editoriale di due anni fa? Sebbene “Reloaded” sia uno scrigno imperdibile, per il 90% non fa altro che reimmettere nel mercato dischi già rieditati poco tempo fa (ancorché in vinile; ma pure le versioni in CD sono di facile reperibilità; quindi: ce n’era davvero l’esigenza? O questo è l’atro ennesimo modo per far sopravvivere un meccanismo discografico che sta tramontando inesorabilmente? Oramai, tra ristampe, rimasterizzazioni, repacking e ennesime strategie, compriamo da anni lo stesso materiale che abbiamo già in casa in altrettante differenti versioni: qui c’è una foto in più, là un inedito gettato a caso, dall’altro lato una versione acustica e forse una traccia recuperata negli archivi degli archivi degli archivi, il tutto ovviamente rimasterizzato con chissà quali procedimenti, che risultano inavvertibili se il tuo impianto stereo non sia di ottima qualità, o quantomeno semi-professionale). 

Indubbiamente l’unicità di questo prezioso box set è rappresentata dalle perle emerse durante il processo di riscoperta e acquisizione dei nastri originali: due brani inediti, un provino inedito in studio, oltre a quattordici brani extra e rarità, tra cui versioni alternative di canzoni già pubblicate, versioni in lingua dei maggiori successi, audizioni; va ammesso: tutti scelti e lavorati con dedizione, rispetto e professionalità. La confezione è arricchita da un libretto di sessanta pagine con foto inedite, manoscritti originali dei testi usati durante le fasi di registrazione, frammenti di articoli e interviste dell’epoca, e un poster originale del 1974 (e non si poteva immettere nel mercato un solo album/CD in cui sarebbero state accolte queste ‘perle’? Considerando che il cofanetto verrà venduto non meno di 85,00 euro… che non sono pochi se si pensa che si tratta di album acquistati decine di volte e che spesso si trovano sul mercato a soli 5,00 euro, ossia le edizioni economiche immesse dalla stessa discografia). 

Sebbene la particolarità e il pregio di questo cofanetto risiedono nel lavoro di rimasterizzazione delle 95 canzoni, realizzato partendo dai nastri analogici originali, per preservare e riattualizzare il suono di questi album iconici, l’iniziativa – avvenentissima, magnifica, non c’è che dire – omaggia sì l’artista, ma, ancora una volta, preleva dalle tasche dei suoi fan parecchi denari. Comunque, senza creare controversie inservibili (ogni fan è contento di strapagare lo stesso materiale decine di volte), nelle nuove versioni si dovrebbe ascoltare, ad esempio, una voce di Loredana più chiara e maggiormente in risalto, ma anche arrangiamenti che fanno spiccare alcune caratteristiche dei brani che prima, si sostiene, erano in ombra. Un lungo lavoro di studio per far vivere ai fan una rinnovata esperienza d’ascolto e lasciare alle future generazioni non solo una qualità del suono al passo coi tempi, ma anche un documento unico che testimonia il valore di un’artista fuori dal comune, che resterà per sempre nella storia della musica italiana. Il box ripercorre il primo e fondamentale periodo della carriera della regina del rock, quando si è affermata come interprete e come artista. Contiene i dischi tra i più rappresentativi e iconici nella storia della musica italiana. Una decade storicamente rilevante, piena di fermento culturale e rivoluzioni sociali, di cui l’universo Bertè si nutre e da cui traggono ispirazione le tematiche e i generi musicali delle sue canzoni. 

Rock, reggae, funky, rock ballad, sono qui espressi con originalità, uniti ad un gusto melodico tipicamente italiano. Il tutto messo in risalto dallo stile interpretativo unico di Loredana, al quale si aggiunge la maestria di autori, compositori, produttori artistici, arrangiatori e musicisti coinvolti, divenuti anch’essi mostri sacri del nostro panorama musicale. Nella raccolta troviamo gli esordi rock di “Streaking”, “Normale o Super”, “T.I.R.”, passando per i clamorosi successi reggae, funky e new wave di “Bandabertè”, “Loredanaberté” e “Made in Italy” fino ad arrivare alla vetta del pop italiano con la pietra miliare “Traslocando”, ai quali si aggiunge il progetto “Lorinedita” del 1983, quando la cantante lasciò la CGD per passare alla CBS. Ogni album è stato impreziosito da dei bonus track (volutamente non inseriti nei lavori originali): l’introvabile versione censurata di “Sei bellissima”; l’inedita versione reggae di “La tigre”; la versione inglese di “Dedicato”; “Radio” (lato B del singolo “Non sono una signora”); “Fiabe” e “Anima vai” (rarità da 45 giri, si afferma, ma ristampata come scritto poco sopra per i suoi settant’anni, quindi rarità di cosa?). Chiude la raccolta “Lorinedita 2.0. Inediti, rarità ed extra”, il nono cd (poteva essere pubblicato come CD e album doppi, in cui sarebbero stati inclusi anche quei brani bonus-track incastrati in ogni CD del cofanetto, senza dover ricorrere alla ennesima riproposizione di album in circolazione, ma tant’è) che contiene gli inediti “Donna come me” (scritto da Alberto Salerno e Oscar Prudente nel 1979, e di cui è stato ritrovato il manoscritto originale del testo) e “Guarirò guarirò” (brano scritto da Mimmo Cavallo che doveva far parte di “Traslocando” e che poi pubblicò Mia Martini nel suo “Quante volte ho contato le stelle”), il provino inedito in studio di “Quando finisce un amore” (capolavoro di Riccardo Cocciante) venuto alla luce grazie al grande lavoro di riscoperta e restauro dei nastri multitraccia; oltre a sette rarità in lingua spagnola (“Volver con un amor tan grande”, “Mejor ser libre”, “Eres Bellìssima”, “Ninna nanna”, “La hucha”, “No soy una senora”) e due canzoni da un 45 giri del 1991 (“In questa città” e “Io non ho”).   

Loredana Carmela Rosaria Bertè (nata a Bagnara Calabra il 20 settembre 1950), cantautrice e attrice italiana, sorella minore di Mia Martini, è valutata sin dagli anni settanta come una delle interpreti più note e poliedriche del panorama musicale italiano. Assai discussa anche per le complesse vicissitudini personali, vanta una lunga carriera musicale durante la quale ha pubblicato diciannove album in studio, cinque album dal vivo, due EP e quattro raccolte ufficiali, vendendo oltre otto milioni di dischi. Dopo aver collezionato numerose esperienze come attrice e ballerina, intraprende la carriera discografica rivelandosi all’attenzione del grande pubblico con il brano “Sei bellissima”, mentre il pezzo “Dedicato” fa accrescere la sua popolarità; ma è a cavallo del decennio successivo che perviene l’apice della fama, registrando brani quali “E la luna bussò”, “Non sono una signora” e “In alto mare”. La sua carriera discografica inizia dopo diversi provini, alcuni dei quali successivamente incisi dalla sorella (“Bolero”, canzone che nel 1973 Mia Martini incise nel suo album “Il giorno dopo”, era in realtà destinata proprio a Loredana), viene notata dal discografico Alfredo Cerruti che la vuole lanciare come cantante sexy procurandole un contratto con la CGD, che nel 1974 pubblica il suo primo LP dal titolo “Streaking” (in inglese: irrompere nudi tra la folla), prodotto da Enrico Riccardi. Il disco, uno sperimentale concept interamente incentrato sulla tematica sessuale, mostra subito il suo atteggiamento provocatorio e trasgressivo (il brano “Il tuo palcoscenico” si conclude con l’urlo della parola ‘cazzo’ e una suggestiva coda di chitarra elettrica), scatenando la censura radiotelevisiva dell’epoca, che riesce a farlo ritirare dal mercato, principalmente a causa delle foto interne in cui la giovane cantante appare completamente nuda. La copertina del disco (opera di Mauro Balletti) è molto particolare, praticamente una busta contenente il vinile che si apriva in dodici facciate delle dimensioni del disco; le sei esterne comprendevano la copertina e i testi, mentre le altre sei mostravano la Bertè completamente senza veli e sempre nello stesso anno appare completamente nuda per un servizio fotografico sulla rivista ‘Playboy’, immortalata da Angelo Frontoni. Nel 2015 pubblica della sua autobiografia titolata “Traslocando”, come l’album del 1982, un racconto nel quale la cantante ribadisce anche le pesanti accuse nei confronti del padre, denunciandone non solo il comportamento violento ma anche gli abusi già menzionati nell’intervista apparsa su un mensile di musica anni prima. Considerata lo stile rock della musica italiana, insieme al talento e alla poliedricità, è nota per le vicissitudini complesse che hanno segnato la sua vita turbolenta. Dall’infanzia difficile alla prematura scomparsa della sorella , tramite i suoi lavori la Bertè dà sfogo alla rabbia che contraddistingue il suo animo straziato, anche se dietro questa dura conchiglia si cela un animo sensibile ed emotivo. 

Ribelle, provocatoria, urla la sua complessità non solo con i suoi testi ma anche coi look. Uno stile sopra le righe ed eccentrico, che ha ispirato molte delle cantanti più note del panorama musicale mondiale. Prima di altre, lei ha fatto suo il tulle, gli abiti in latex e il pizzo, anticipando le mode e i trend. Tra pancioni finti e abiti a sirena, ogniqualvolta sale su di un palcoscenico, monopolizza l’attenzione del pubblico. Un vero e proprio animale da palcoscenico i cui look trasgressivi già facevano parte di lei, ancora prima che diventassero un must tra i cantanti odierni. I suoi inconsueti accessori sono da sempre stati un suo marchio di fabbrica, come l’iconico orecchino con ciuccio per neonati appeso o il cappello da pirata. Tuttora detiene delle note che ne contrassegnano lo stile; sceglie di lasciare in mostra le gambe indossando shorts e minigonne, le preferite durante gli anni dei concerti. Per il resto opta per outfit che rappresentino un animo rock: giacche biker, abiti in simil-pelle, borchie e guanti da motociclista. La sua discografia vanta importanti collaborazioni con alcuni fra i maggiori artisti e produttori italiani. Ha partecipato complessivamente a dodici edizioni del Festival di Sanremo. Nel 2008 le è stato assegnato il “Premio alla carriera città di Sanremo” e nel 2019, per placare il malcontento del pubblico in sala dovuto al suo quarto posto, è stato inventato per lei sul momento il “Premio Pubblico dell’Ariston”, che la cantautrice pare non abbia ha mai ritirato. 

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