CAPITALE A FUOCO. Vice Presidente Camera: dei nomadi tutti sapevano, nessuno ha fatto niente 

«Sono almeno 10 anni che denuncio i roghi tossici nella Capitale, eventi dolosi sui quali i campi nomadi hanno una responsabilità precisa tanto quanto chi ha fatto di tutto per nascondere il problema, ignorarlo o minimizzarlo. Mica vorrai colpire un’etnia solo perché purifica con il fuoco il ferro e il rame dalle sporcizie? Question time e interrogazioni, incontri con i vari prefetti e questori di Roma, sopralluoghi nei posti dell’appiccamento, nulla è servito neppure la richiesta ai vari ministri dell’Interno (da Minniti in poi) di usare l’esercito. Il bello, si fa per dire, è che si conoscono anche gli acquirenti della merce e della refurtiva che viene “depurata” col fuoco che appesta l’aria. Lo hanno confermato nelle audizioni della Commissione d’inchiesta sul degrado delle periferie attiva nella scorsa legislatura fior fiore di istituzioni preposte alla vigilanza e alla pubblica sicurezza. Ma sono tutti rimasti fermi per non interrompere la filiera criminale. Semplicemente perché secondo la sinistra questa non è criminalità, ma integrazione.E oggi tutto il Pd e il M5s esprimono solidarietà ai cittadini romani. Non c’è limite all’improntitudine»: lo dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.