Cesati Cassin: «Scorgere l’essenza dei messaggi divini attraverso l’esperienza del dolore»

Marco Cesati Cassin in libreria con “La formula di Dio. Alla ricerca delle prove della vita dopo la vita” 

IN ESCLUSIVA IL POETA MAURIZIO GREGORINI

Da circa vent’anni Marco Cesati Cassin, nato a Milano nel 1961, è sia un sensibile ricercatore che uno studioso di fenomeni legati al destino, alle coincidenze e alla sfera spirituale, e su questi temi tiene conferenze e seminari in tutta Italia. Dopo esser divenuto un affermato manager del settore turistico (il suo lavoro lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo e a conoscere i luoghi più remoti di Africa, Asia e Sud America), quindici anni fa, per una combinazione non casuale che lo porta tramite una medium a dialogare con la madre morta anni prima (esigenza intima e concreta, che deriva dal lutto subìto), dandogli una prova inequivocabile della esistenza di un’altra dimensione, si sporge all’esigenza del paranormale. Così una serie di convergenze allusive si affacciano nella sua vita; Cesati Cassin prosegue, sì, la sua passione di viaggiare, ma lo fa per approfondire i suoi interessi: ricerca e raccoglie storie, incrocia e registra coincidenze significative. Di qui intraprende l’amore per la scrittura e l’informazione, una scelta che lo porta a pubblicare vari saggi in cui si testimonia la vivezza di un aldilà possibile; tra questi sono da segnalare. “Non siamo qui per caso. Il potere delle coincidenze” (“Le coincidenze sono i lampioni che si accendono su quel viale alberato, oscuro e ombroso, che è il nostro Destino”, spiega commentando un testo in cui si indaga sulla fatalità: da secoli filosofi e scienziati si interrogano sulla sincronicità di fenomeni simili. Per Cesati Cassin l’unica risposta possibile è che il caso non esiste “Poiché è attraverso le coincidenze che il desino ci parla, mostrandoci la nostra via”. Per quest’opera egli ha raccolto testimonianze ed esempi sia dalla storia che dalla cronaca, imparando a cogliere il disegno nascosto di eventi imprevedibili, spiegando come riconoscerli, seguirli e abbracciarli con fiducia”), “I guardiani della soglia. Il romanzo del tempo e del destino”, “Presenze positive. Le coincidenze misteriose che ci guidano e ci proteggono”. E’ da poco uscito in libreria il suo ultimo lavoro, “La formula di Dio”, un raziocinante testo che, come commenta lo stesso autore “Parla in prima persona, perché la ricerca di una prova dell’aldilà – che è anche la prova della nostra non finitezza, di una vita che non si conclude con un punto e basta – è prima di tutto, per me, una ricerca personale. Sono e resto uno scrittore e un ricercatore della sfera spirituale, occupandomi principalmente di temi del destino, delle coincidenze e del pensiero positivo”. 

Lei ha dedicato il nuovo libro agli scettici, ivi compreso suo padre.

“Di scettici su questo argomento ve ne sono una enormità, una massa silenziosa; una assenza di partecipazione principalmente dettata dalla paura sia della morte come dell’ignoto. Ma è pure un silenzio dettato dall’ignoranza, inesperienza su cosa accade dopo aver lasciato il corpo. Per millenni la gente si è affidata a condizionamenti religiosi che sono in seguito divenuti vera e propria fede, ossia, vede la morte come qualcosa che tocca agli altri ma non pensa affatto che sarà una vicenda che prima o poi tasterà anche loro. Se si cambiasse il nome alla morte e la si chiamasse la ‘porta di accesso’, forse questo timore ancestrale smetterebbe di esistere nel cuore dell’essere umano. Quando nasciamo siamo già morti, ossia passiamo da una dimensione interplanetaria a questa terrena, e alla dimensione da dove siamo giunti, torneremo. Mi chiede come tradurre ‘La formula di Dio’? Non basta avere fede, bisogna passare per prove concrete, non aver timore di indagare l’ignoto, che poi tale non è. Ovvio che dopo svariate indagini sul campo ognuno avrà la sua formula, così come è capitato a me. Dobbiamo mettere a latere la razionalità ed andare incontro al soprannaturale senza trepidazione: ecco cos’è il nuovo libro: ulteriori prove e riscontri su come non si muoia affatto, ma si prosegue verso la strada della perfezione in unione con l’Essere Supremo”.

Il suo libro è anche una seria documentazione scientifica…

Poiché mi rivolgo agli agnostici, le mie narrazioni ovviamente hanno anche riferimenti scientifici. Quindi offro degli strumenti utilizzabili da chiunque, e siccome parte dei miei lettori sono scettici ad oltranza, i libri proposti sono un ulteriore passo per accettare una visione ulteriore. Sono molte le persone che, colpite da un lutto (un padre che ha perso il figlio/a, un marito che ha perso la moglie, un fratello che ha perso il suo familiare e così via) mi contattano per avere una possibilità di dialogo con quelli che comunemente chiamiamo morti. Il mio lavoro è avvicinare questa gente a medium seri e preparati, oppure offrire loro altre tecniche di contiguità che ampiamente spiego nei miei corsi o nei libri. E cosa espongo nei miei testi? Che il mondo reale non è quello in cui stiamo vivendo ma quello in cui riappariremo, appiano, cioè, che per accedere a informazioni simili bisogna cambiare la propria visione di questa vita. Se lo fai, quello in cui entri ti parrà un mondo pazzesco. Una volta una donna che stava morendo a causa del cancro (quando sì è vicini al trapasso spesso la sensibilità si acuisce e si percepiscono realtà parallele) mi disse: ‘Se vogliamo aprire questa porta, la porta della trasmigrazione, si sappia che la maniglia per poterla dischiudere l’abbiamo noi, e non lo capiamo affatto’. Ecco, se c’è un compiacimento che deriva dal mio lavoro è proprio questo: avere persone che ti ringraziano perché hanno trovato sia pace che risposte ai loro dubbi”.

La vita dopo la vita…

E’ oramai noto come questa terra sia per noi un campo di prova: scendiamo ogni tanto qui, entriamo nella materia, nel corpo, per fare esperienze ulteriori. Su questo non ci sono solo le mie documentazioni, ma da decenni esiste una svariata letteratura mondiale. Non possiamo sottrarci a questa legge divina che impone allo spirito di vivere ulteriori vite affinché sia esente da ogni scoria che non permette una evoluzione. Quindi, non si abbia paura di ciò che non conosciamo, anche se non è tanto la morte a intimorirci quanto il pensiero di essa. Per ciò che mi riguarda, dopo tanti esperimenti consumati negli anni, so bene cosa ci aspetta, non ho bisogno di credere, è oramai per me una realtà tangibile: ‘io so’. Si tratta si messaggi d’amore, di bene, affinché ci si renda partecipi di quello che l’anima è dal suo principio immutabile, che è eterno. La strada per aderire gli altri a questa visione? I libri sono una opportunità. Li scrivi immaginando che tutti i possibili lettori siano allo stesso punto di partenza, ecco perché spesso ripeto nozioni già proposte in edizioni precedenti; inoltre, replicare, significa operare una sorta di mantra in cui il lettore può entrare e orientarsi. E ogni volta è una sfida, poiché non sai se sarai capito oppure no. Non sono né veggente, né medium, non ho poteri o doni ultraterreni. Il mio compito è quello di essere alla pari con chi mi legge, potendogli però offrire, data la mola delle mie esperienze, nuovi punti d’incontro e ulteriori osservazioni per sconfiggere il timore della fine. Oggi possiamo affermare con sicurezza l’esistenza di un Aldilà, di una rinascita. Sono esperienze che permettono a chi ne fruisce di poter vivere questa vita in armonia, accettarla, senza alcun dramma nell’ipotizzare che dopo questa vita ci aspetti non il buio, ma il raggio, lo splendore che permettere di rientrare nella nostra casa celeste”.