Claudio Filippini. Esce “Filippismo” opera trasversale e surreale ma soprattutto sincera

IN DIGITALE, CD E VINILE PUBBLICATI DALLA SUN VILLAGE RECORDS 

RECENSIONE IN ESCLUSIVA PER IL MEDITERRANEO

DEL POETA E MUSICOLOGO MAURIZIO GREGORINI 

Anticipato dal singolo “Cuore Mio”, pubblicato il 29 aprile su tutte le piattaforme digitali, “Filippismo” è il nuovo album del pianista Claudio Filippini appena uscito per per la Sun Village Records, un’opera che rappresenta la sintesi più completa della creatività musicale di uno dei pianisti più interessanti della scena jazz contemporanea. Si tratta di un album liberatorio, in cui il compositore lascia ampio spazio alla propria musicalità, disegnando evoluzioni armoniche e cercando sempre vie d’uscita dai labirinti in ostinato. Un’opera sincera, dove ogni nota trova il proprio posto in quell’ampio mondo sonoro (che è poi il proprio stile) da lui nominato ‘Filippismo’, ancora tutto da esplorare. 

Filippini, nato nel 1982, giunge qui al suo diciassettesimo album come leader, realizzando un lavoro decisamente trasversale. Già al fianco di Wynton Marsalis, Dee Dee Bridgewater, Palle Danielsson, Perigeo, Mike Stern e Fabrizio Bosso, per la prima volta abbandona i panni del pianista jazz, mettendosi in gioco come producer e riaffermando il suo spiccato interesse per i linguaggi musicali. Dopo l’ouverture iniziale, i propositi di Filippini sono rilucenti nelle primissime note di “Cuore mio”, in cui troviamo ampie melodie al pianoforte, sorrette da synth ed elettronica. 

Nelle successive tracce, dieci in tutto di cui nove originali (tutti i brani sono da lui composti, arrangiati e prodotti. Mix e master di Filippo Bubbico al Sun Village Studio, Lecce), le diverse combinazioni timbriche, i ritmi discontinui e contrastanti tra loro, ma anche le sonorità sinfoniche e riflessive, convivono in perfetto equilibrio con il funk, il groove, l’improvvisazione e l’elettronica. L’ascoltatore viene così catapultato in un quadro surreale che muta costantemente nel corso dei brani, senza mai perdere però l’amore per la melodia (il suo amore viscerale per la musica, la sua curiosità verso i linguaggi di ogni luogo ed epoca e la sua continua sperimentazione gli consentono di intraprendere percorsi musicali sempre diversi. 

Appassionato interprete della tradizione jazzistica americana è solito utilizzare, sia dal vivo che in studio di registrazione, anche strumenti come il Fender Rhodes, la celesta e il moog. L’attività jazzistica lo ha portato a confrontarsi musicalmente – ma anche umanamente – con vari artisti provenienti da diversi paesi, culture ed etnie). Unica cover dell’album, in uscita in digitale il 10 giugno, è “Lush Life” di Billy Strayhorn, che Filippini ripropone in una forma ibrida, unendo la versione in studio con quella live, registrata in duo con Carolina Bubbico durante un concerto a Lecce nel 2020. Oltre agli storici membri del trio, Luca Bulgarelli al bassoe Marcello Di Leonardo alla batteria, nel disco compare anche Filippo Bubbico, qui nelle vesti di musicista, oltre che al mixaggio e al mastering. Con lui, Claudio ha già collaborato nei due singoli “Larry Christman” del 2020 e “Eat My Bells” del 2019. 

Di Pescara, Filippini si diploma giovanissimo in pianoforte presso il Conservatorio “G.B.Pergolesi” di Fermo. Da studente ha frequentato diversi seminari e corsi di perfezionamento con maestri come Kenny Barron, George Cables, Barry Harris, Harold Battiste, Jimmy Owens, Joey Calderazzo, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, Otmaro Ruiz, Stefano Bollani, Stefano Battaglia. Nel corso degli anni ha avuto modo di esibirsi in numerosi club e festival di tutto il mondo con la possibilità di suonare insieme a Wynton Marsalis, Dee Dee Bridgewater, Donny McCaslin, David Binney, Palle Danielsson, Tony Scott, Mike Stern, Noa, Mario Biondi, Giovanni Tommaso, Maria Pia De Vito, Fabrizio Bosso, Max Ionata, Lorenzo Tucci, Battista Lena, Francesco Bearzatti, Simona Molinari. Diciasettenne vince la sua prima borsa di studio per il Columbia College Of Music di Chicago e successivamente quelle dei Seminari Senesi di Musica Jazz (2000) e del workshop ‘We Love Jazz’ con Kenny Barron (2001). Nel 2002 gli viene assegnato il 1° premio al Concorso Europeo per piano solo Yamaha Music Foundation Of Europe e l’anno successivo il Premio Massimo Urbani (Giuria e Pubblico). Nel 2004 costituisce un trio con Luca Bulgarelli e Marcello Di Leonardo con i quali pubblica tre album per l’etichetta “Cam Jazz”. Dal 2010 al 2014 è il pianista della band di Mario Biondi. Nel 2015 viene invitato a tenere una masterclass di piano jazz ed armonia presso il Columbia College of Music di Chicago e ad esibirsi in piano solo nell’Auditorium della Sherwood Community presso il medesimo istituto. Nel 2018 partecipa all’ottavo concorso di composizione per pianoforte “Fidelio” tenutosi online. Il suo brano “Voilà” vince il primo premio su un totale di 215 brani presentati da artisti provenienti da quaranta Paesi. Attualmente è impegnato in diversi progetti sia in qualità di leader che di sideman, si esibisce in concerti per pianoforte solista, scrive e arrangia musica su commissione sia per il cinema che per il teatro.  Ha una buona padronanza dei software di produzione e videoscrittura musicale come “Logic Pro X” e “Sibelius”. E’ inoltre docente di pianoforte jazz presso il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli (BA).