IN MOSTRA/DALLA. Un gigantesco Poeta che ha cambiato il corso della canzone d’autore 

All’Ara Pacis la mostra “Lucio Dalla. Anche se il tempo passa”: «Mi stupisco sempre più del rapporto che c’è tra me e Roma. Una città unica al mondo, un palcoscenico straordinario che unisce tutte le classi sociali, in cui non c’è contrasto, c’è voglia di stare insieme».  

A CURA DEL POETA E MUSICOLOGO MAURIZIO GREGORINI

IN ESCLUSIVA PER IL MEDITERRANEO 

Ha debuttato a Roma al Museo dell’Ara Pacis la grande mostra-evento dedicata a Lucio Dalla, godibile fino al 6 gennaio 2023; è stata voluta nel decennale della sua scomparsa, per celebrarne il genio umano e musicale. Un viaggio visivo e sensoriale, un’esperienza immersiva, che ha trasformato lo spazio espositivo in una scatola scenica. La Capitale è un’altra importante tappa di un percorso iniziato a Bologna che proseguirà nel 2023, in occasione dell’ottantesimo della nascita, a Napoli, Pesaro, Milano e successivamente all’estero

Dalla e Roma, una passionale corrispondenza d’amore, anni memorabili per il cantautore. L’Urbe è luogo dal potere magnetico per la sua poetica visionarietà, è ispiratrice di canzoni scritte tra i vicoli nelle “notti dei miracoli”, è magico ritrovo dello spirito del cantore. Nel quartiere di Trastevere, in Vicolo del Buco 7, dove abitò fino alla metà degli anni Ottanta, campeggia una targa con una strofa de “La sera dei miracoli”, canzone simbolo del suo legame con la città, interpretata magistralmente anche da Gabriella Ferri in occasione di Premiatissima ’84, edita solo in una sua compilation introvabile che fu ideata dalla BMG per la vendita negli Autogrill dell’autostrade (ma se volete potete goderne la magnificenza su youtube).

 

«Mi stupisco sempre più del rapporto che c’è tra me e Roma. Una città unica al mondo, un palcoscenico straordinario che unisce tutte le classi sociali, in cui non c’è contrasto, c’è voglia di stare insieme» aveva dichiarato l’artista. Inserita nell’elleppì “Dalla”, che fu il più venduto del 1980, vi si trovano anche canzoni che entrarono a pieno titolo nella cultura musicale italiana dell’ultimo scorcio del Ventesimo secolo. Contiene inoltre il pezzo “Meri Luis”, considerata dallo stesso Dalla la sua traccia “più vera, più autentica”, tant’è che in una intervista il cantautore dichiarò che l’inizio strumentale del brano è ispirato a “Milestones” di Miles Davis, album che Dalla considerava il migliore del grande jazzista statunitense. La copertina è una fotografia realizzata da Renzo Chiesa realizzata agli Stone Castle Studios di Carimate e s’incentra sul cappello di lana dell’artista sovrastato dai suoi occhiali, immagine divenuta iconica per il cantautore. 

Circa nove anni dopo la pubblicazione dell’album la canzone “La sera dei miracoli” fu usata come sigla di chiusura del programma televisivo di inchiesta giornalistica “La notte della Repubblica” di Sergio Zavoli. Il brano, ovviamente e come già annunciato sopra, è dedicato a Roma. Considerata una tra le composizioni più fascinose di Dalla (ma forse una delle canzoni italiane più eleganti in assoluto),  “La sera dei miracoli” è un racconto che sicuramente ha ispirato tante canzoni pop romane di questi anni, anni in cui la figura di Dalla è diventata stella polare per tantissimi artisti. Il racconto della sera romana è una delle più dolci e toccanti (“Questa sera così dolce che si potrebbe bere da passare in centomila in uno stadio, una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio, anzi la manda in onda”), c’è quest’aria mite che lui racconta usando verbi di movimento, ma mai strappi: la città si muove, galleggia, se ne va, camminerà, vola (“Si muove la città, con le piazze e i giardini e la gente nei bar, galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà. Ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola”). Ci sono i delinquenti e bisogna fare attenzione, ma ritorna anche l’immagine delle stelle, a lui tanto cara: “Scrissi ‘La sera dei miracoli’ di getto, con una ispirazione insolita, fervore che è una celebrazione di Roma in festa. Era la Roma di Nicolini e delle Estati romane. Una specie di pre-intuizione di quella che sarebbe stata poi la Notte Bianca. Ma comunque tra me e questa incredibile città, c’è un legame che va al di là di ogni canzone possibile”. 

Roma è stata anche la città complice di incontri memorabili, due su tutti: Federico Fellini e Andy Warhol, con cui gli capitò di giocare a flipper al Notegen in via del Babuino, senza sapere chi fosse. Gigantesco poeta che ha cambiato il corso della canzone d’autore, Dalla ha creato indimenticabili pietre miliari nella storia della musica e vinto numerosi premi, tra cui tre Nastri d’Argento e due David di Donatello. La colonna sonora di “Borotalco” di Carlo Verdone è stata un punto di svolta nel rapporto tra musica e cinema, soprattutto per l’inserimento di “Cara”, canzone d’autore che continua ad accompagnare il successo ‘evergreen’ del film. La mostra racconta il ruolo di Lucio Dalla nel cruciale passaggio culturale dagli anni Sessanta in poi, la modernità del suo pensiero, l’eclettismo del suo agire. Dalla, protagonista di una continua ricerca espressiva di sonorità, innovatore e precursore di stili, esponente di spicco del movimento sperimentale, è ancora oggi senza uguali. 

Non è certo un’impresa facile raccontare in un’esposizione cinquant’anni di storia. Tutto nasce da una lunga ricerca di materiali, molti dei quali esposti per la prima volta, che documentano l’intero cammino umano di uno dei più amati artisti italiani. Un cantore di vita e suoni che con graffiante ironia e sguardo poetico ha conquistato il cuore di tutti; non solo musicista ma anche attore, scrittore, regista teatrale, amante dello sport, curioso e appassionato cultore di innumerevoli interessi. Attraverso un’ampia raccolta di oggetti, documenti, foto, copertine dei dischi, video, abiti di scena, locandine dei film a cui ha partecipato, manifesti, la ricca collezione di cappelli e berretti, scopriamo l’intimità di Lucio e la potenza della sua musica. Per noi spettatori, anche se il tempo passa, il suo ricordo fa ancora tremare il cuore. Le sue note evocative ci appartengono e restano la colonna sonora della nostra esistenza. Oltre dieci le sezioni: ‘Famiglia-Infanzia-Amicizie-Inizi musicali’, Dalla si racconta: ‘Il clarinetto’, ‘Il museo Lucio Dalla’, la sua musica, il cinema, il teatro, la televisione, ‘Universo Dalla’, ‘Dalla e Roversi’ (nel 1976 Dalla interrompe il sodalizio con Sergio Bardotti e Gianfranco Baldazzi – fino ad allora responsabili di larghissima parte dei testi – e inizia a collaborare col concittadino Roberto Roversi, poeta, intellettuale scrittore, giornalista e operatore culturale di vent’anni più anziano. 

Un resoconto cruciale non solo per i temi sfidati e per il lavoro sulla parola, ma anche di avviamento e sviluppo musicale e mentale, con conseguente creazione di pezzi valorosi, empirici, in tutto e per tutto in sintonia. Una fase creativa che va considerata una tappa chiave del cammino di emancipazione del musicista bolognese, uno tra i momenti più originali e alti della canzone d’autore nazionale), ‘Dalla e Roma’; quest’ultima sezione, appunto inedita, è dedicata al rapporto tra il cantante e la Capitale. Il lavoro di ricerca che ha portato a questa mostra culmina nella sezione ‘Universo Dalla’ che presenta numerose foto di personaggi della cultura, dei più importanti cantanti, dei tantissimi collaboratori che lo hanno accompagnato nel lavoro: un’enciclopedia di oltre duecentocinquanta persone con cui ha avuto rapporti professionali e di amicizia, molte delle quali lo hanno seguito per tutta la vita. Promossa e prodotta da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è organizzata e realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con il sostegno di Regione Lazio. L’esposizione, a cura di Alessandro Nicosia con la Fondazione Lucio Dalla, è patrocinata da RAI con la partecipazione di Archivio Luce Cinecittà. Special partner Lavoropiù. Supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Con la collaborazione tecnica di Universal Music Publishing Group, SIAE Società Italiana degli Autori e degli Editori, BIG|Broker Insurance Group. Catalogo Skira editore. Sponsor tecnico Città del Sole. 

Con l’obiettivo di incentivare la partecipazione di tutti alla vita culturale della città, la Sovrintendenza Capitolina porta avanti, anche in quest’occasione, il suo impegno nell’estendere i servizi di accessibilità alle mostre temporanee. Per favorire la fruizione di una esposizione dedicata alla musica anche ai visitatori sordi, sono presenti in mostra tre video in cui il performer Mauro Iandolo, della cooperativa Segni di Integrazione-Lazio, interpreta in lingua italiana dei segni (LIS) tre celebri canzoni di Lucio Dalla, “La sera dei miracoli”, “Cara”, “4 marzo 1943”. Nei video il linguaggio universale del corpo diventa musica sotto i nostri occhi, restituendo in termini visivi non solo le parole dei testi ma anche le melodie e i ritmi. C’è pure un calendario di visite guidate con interprete LIS, organizzate attraverso il servizio offerto dal Dipartimento Politiche Sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona. Anche le persone con disabilità visiva avranno a disposizione ausili dedicati, ed in particolare un percorso dotato di pannelli in braille e relative audiodescrizioni, realizzato in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero. Sarà inoltre disponibile un calendario di visite tattili gratuite, guidate da operatori specializzati. Per tutta la durata della mostra lo spazio espositivo diverrà anche spazio educativo, con incontri rivolti a tutte le fasce d’età finalizzati ad esplorare l’universo poetico di Lucio Dalla. In particolare, gli studenti delle scuole saranno condotti, grazie alla collaborazione con la Fondazione Lucio Dalla, in un’esplorazione del percorso artistico del cantante bolognese seguendo l’intreccio tra la vita e i testi delle sue memorabili canzoni. Infine, da questa mostra, si evince come Dalla abbia vissuto tante esistenze: clarinettista e sassofonista jazz, cantante di straripante personalità in grado di spaziare tra gli stili – scat, soul, beat, pop e lirica -, autore di musiche e di testi, pianista, occasionalmente attore, appassionato di arti e di sport, docente universitario. Un uomo, un artista, di anomalo talento ed eclettismo che, nel campo della canzone, ha lasciato una smisurata eredità che tratteggia un esplorato articolato, imponderabile, coinvolgente.