DIETRO LE QUINTE. L’avversione di RAFFA per il viola

 

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

La prima volta che ho incontrato Raffaella Carrà è stato all’Auditorium della Rai, dove io presentavo la mia collezione d’Alta Moda. Si posizionò in alto, per non essere notata, ma fu un gesto vano. In seguito ebbi il piacere di far parte dello staff dell’ultima edizione di “Carramba che sorpresa”. Mi colpì la sua straordinaria professionalità e l’impegno che impiegava nelle prove per raggiungere il livello che si prefiggeva. Ricordo un episodio, legato alla sua scaramanzia verso il viola. Una delle ospiti della trasmissione indossava una sciarpetta con una fantasia di colore viola: lei la tolse dal collo della ragazza e chiese di portarla via. Eravamo in diretta. So che questo suo “non amore” per il viola era legato ad un episodio avvenuto durante il suo primo provino teatrale, dove si presentò con un abito di quel colore. Fu invitata ad andare a cambiare abito, e tornare o non tornare affatto. La vicenda mi è stata confermata da Giancarlo Magalli ed in seguito anche da Raffaella, quando le chiesi di rilasciarmi un’intervista per il libro che stavo scrivendo sulla storia della Rai vista attraverso i personaggi che l’hanno vissuta. Era una vera signora, e rimasi sorpreso quando mi fece chiamare per sapere come stavo, dopo che aveva saputo di un intervento da me subito. Era una perfezionista, tanto che faceva sostituire alcune parole dal gobbo, perché poi, queste sostituite, servivano a portarla ad avere la reazione di commuoversi in diretta. Vi ricordate la prima trasmissione della mattina che Rai Uno mise tantissimi anni fa in palinsesto, e che la Carrà condusse egregiamente? Bene, non era lei ad essere stata scelta per la conduzione, bensì Gianni Morandi, ma lui a pochi giorni della messa in onda della prima puntata, si ritirò, asserendo che non se la sentiva, che era un cantante e che non avrebbe saputo affrontare interviste ed altro che la conduzione gli imponeva. Praticamente erano nel panico sia Boncompagni, come regista, che Magalli come autore. Boncompagni suggerì di sostituire Morandi con la Carrà. Chiaramente a quell’epoca Raffaella era solo una showgirl, e Magalli aveva delle riserve. Portarono comunque la proposta a viale Mazzini, e riuscirono a far affidare la conduzione della trasmissione alla Carrà. Da lì, nasce la Raffaella che tutti abbiamo conosciuta ed amata, e sarà estremamente difficile poter trovare una sostituta.