ELEZIONI. De Benedetti: la vittoria delle destre sarebbe una catastrofe 

ESTRATTO DA DAGOSPIA – Alcuno stralci delle affermazioni di Carlo De Benedetti. 

«Corriamo il pericolo più grave nella storia della Repubblica. Mai finora avevamo vissuto il rischio di uscire dalla nostra collocazione internazionale, di rompere le nostre alleanze storiche. Neppure nel 1948. Ora, per la prima volta, rischia di deragliare: la vittoria della destra alle prossime elezioni sarebbe una catastrofe. Berlusconi non c’è più. Ci sono le sue badanti, che rispondono a Salvini. E c’è la Meloni. Ha visto il suo discorso in Spagna, dai franchisti di Vox? I toni erano inequivocabilmente e tecnicamente fascisti. Del resto la sua storia, la sua cultura è quella. Ma i contenuti sono anche peggio. La Meloni ha detto in sostanza: abbasso Bruxelles, viva le nazioni. Il suo modello è Orbán. Con lei alla guida, l’Italia diventerebbe come l’Ungheria. Con questa destra tutto è a rischio, anche il Pnrr. Bruxelles, Parigi, Berlino ci frapporrebbero ogni sorta di ostacolo, per evitare il contagio. Si ricordi che in Germania hanno Alternative für Deutschland. In Francia Marine Le Pen è al 42% e ha portato novanta deputati all’Assemblea Nazionale. Poi c’è l’America»… «Berlusconi significava il degrado del civismo, l’evasione fiscale eretta a sistema, le leggi ad personam sulla giustizia. Ma non gli è mai passato per l’anticamera del cervello di rompere con l’Europa e con gli Stati Uniti d’America»… «Salvini è un personaggio da bar. Ha aperto la campagna elettorale proclamando che con lui non entrerà un solo immigrato. Che fa, gli spara a vista? Siamo seri»… «I 5 Stelle sono finiti; non possono provocare altri danni. Hanno fatto una sola cosa giusta: il reddito di cittadinanza, perché non possiamo lasciar morire la gente di fame. Solo che non l’hanno capita, e si sono inventati i navigator…».