Estate al MAXXI con gli omaggi a Pino Daniele e Franco Battiato

Due appuntamenti nella piazza del Museo tra racconti, testimonianze, immagini e tributi musicali live. Gli omaggi musicali sono realizzati con il contributo di Regione Lazio e Roma Capitale-Assessorato alla Cultura in collaborazione con SIAE, in coproduzione con ITsART e fanno parte del programma Estate Romana 2022

di Maurizio Gregorini

Si parte stasera alle 20.30 con l’omaggio a Pino Daniele, presente Alessandro Daniele, a cui seguirà concerto di Fabrizio Bosso & Julian Oliver Mazzariello; domani sera invece, sempre ore 20.30, omaggio a Franco Battiato con Giovanni Caccamo e Giovanni Canitano e a seguire concerto di Maria Pia De Vito + Giacomo Ancillotto, Matteo Bortone e Michele Rabbia (biglietti 15,00 euro; per il programma visitare https://bit.ly/estatealMAXXI2022  | maxxi.art | #estatealMAXXI).

E così, dopo la serata dedicata a Lucio Dalla, continuano gli ossequi del MAXXI ai miti assoluti e indimenticati della musica italiana. Daniele e Battiato sono i protagonisti degli ultimi due appuntamenti nella piazza del museo, tra racconti, testimonianze, aneddoti, contributi video e omaggi musicali live di alcuni tra i principali esponenti della scena musicale del nostro paese, per un progetto realizzato con il contributo di Regione Lazio e Roma Capitale-Assessorato alla Cultura in collaborazione con SIAE e fa parte del programma Estate Romana 2022. E’ coprodotto con ITsART che, prossimamente, renderà disponibili gli eventi in esclusiva gratuita sulla sua piattaforma streaming dedicata alle meraviglie dell’arte e della cultura italiana cliccando al link:  bit.ly/estatealMAXXIsuITsART. 

A ricordare Pino Daniele stasera vi sarà Alessandro Daniele, figlio e personal manager del cantautore, oggi alla guida della Fondazione Pino Daniele. Dopo il talk, un concerto completamente originale ideato appositamente per l’occasione. Sul palco una delle più grandi coppie del jazz italiano di oggi, quella formata da Fabrizio Bosso alla tromba e Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, un set mai ascoltato prima, con le interpretazioni originali di brani del grande repertorio del cantautore napoletano. Il “tandem” dei due musicisti ripercorre le diverse traiettorie musicali di Daniele, cercando di restituire un ritratto inedito del cantautore napoletano, puntato soprattutto sulla musica. “Perché Pino Daniele”, come sottolineano i curatori, “era soprattutto ed essenzialmente un musicista, diventato cantautore quasi per caso, legato profondamente al suo strumento, la chitarra, e curiosissimo frequentatore di musiche di mezzo mondo, ‘nero a metà’ in grado di parlare tante lingue musicali diverse”. “La musica e la poetica di Pino Daniele”, dichiara Fabrizio Bosso, “hanno influenzato generazioni di musicisti, me compreso. Nelle sue melodie non c’è mai una nota fuori posto e non c’è solo il blues, il rock o il funky ma anche tantissimo jazz. Tutti abbiamo cantato Pino Daniele nella nostra vita. Insieme a Julian Oliver Mazzariello la nostra sarà un’emozione molto grande, sarà come essere in tre sul palco”. (L’evento sarà disponibile in esclusiva gratuita su ITsART dal 2 agosto alle ore 21.00). 

Infine, a un anno dalla sua scomparsa, il MAXXI dedica un omaggio a Franco Battiato. Sul palco, Giovanni Caccamo, cantautore che ha iniziato la sua avventura nel mondo della musica proprio sugli stimoli che Battiato gli diede, e con il suo aiuto musicale e creativo come produttore del suo primo singolo. Accanto a lui Giovanni Canitano, tra i più celebri fotografi musicali, amico di Battiato, con cui, nei molti anni del loro rapporto personale e artistico, ha vissuto momenti belli e importanti. A seguire, dal vivo, le composizioni di Battiato saranno declinate in modo inedito dalla voce di Maria Pia De Vito, accompagnata da Giacomo Ancillotto alla chitarra, Matteo Bortone al contrabbasso e Michele Rabbia alle percussioni ed elettronica, in un progetto ideato appositamente per il Museo. “L’ombra della Luce” è uno spettacolo nato per rendere omaggio ad alcune delle pagine più liriche ed originali della produzione di Franco Battiato. Figura quasi rinascimentale e ricercatore attivissimo, Battiato è stato capace di spaziare tra i generi, arrivando a una forma di musica di frontiera tra la composizione colta, la canzone, le opere classiche e la musica etnica. Ancora una volta sarà la lingua del jazz a fare da filo conduttore, anche se nel caso di Maria Pia De Vito, cantante sopraffina, il discorso musicale resterà fortemente agganciato alla melodia. Il quartetto presenterà una selezione di brani che ripercorrono, attraverso le maglie dell’improvvisazione e dell’elettronica, il percorso spirituale, di misticismo e commozione, di un artista straordinario. L’evento sarà disponibile in esclusiva gratuita su ITsART dal 9 agosto alle ore 21.00. Battiato, scomparso nel maggio 2021, è stato un cantautore, compositore, regista, e pittore. Musicista tra i più influenti degli ultimi cinquant’anni, apprezzato per la varietà di stili musicali che ha approfondito e combinato tra loro, dopo l’iniziale fase di musica leggera della seconda metà degli anni Sessanta è passato al rock progressivo e all’avanguardia colta nel decennio seguente. Successivamente, dall’album “L’era del cinghiale bianco” del 1979, si è allontanato dalla musica sperimentale ed è passato ad un personale pop d’autore, con testi criptici e citazionistici, musiche con influenze new wave e interventi di incursioni classiche negli arrangiamenti. Nel corso della sua carriera, in cui ha ottenuto un vasto successo di pubblico e critica, si è avvalso dell’aiuto di numerosi collaboratori; in particolare emergono due figure chiave, che rappresentano vere e proprie amicizie, con le quali Battiato ha mantenuto costantemente i contatti: il maestro, compositore e violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro. I testi di Battiato riflettono i suoi interessi, fra cui l’esoterismo, la teoretica filosofica, la mistica e la meditazione orientale. Il suo ultimo “Torneremo ancora” resta l’esempio massimo di come un ‘testamento spirituale’ possa – coll’esecuzione di quattordici canzoni di repertorio più un inedito – farsi interprete di una propria civiltà e cultura, dove ad essere unici sono i temi basilari e perpetui dell’essere umano: l’autorità dell’amore e il fascino della bellezza, dando a questi quesiti responsi non certi (magnificenza, affettuosità, rincarnazione, senso del mistero sono fatti che riguardano l’individualità dell’animo e ognuno le gestisce come meglio crede; in questo non esistono né maestri, né guru) ma complesse e suggestive. Sebbene importante ispiratore dei suoi testi è stato, il filosofo armeno Georges Ivanovič Gurdjieff, letterato che negli anni ha teorizzato sullo scopo finale delle religioni (secondo Gurdjieff l’uomo dovrebbe puntare alla coscienza e al risveglio, favorendo il superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che condizionano l’essere umano. Su questo Battiato si espresse così: “Da solo con un’esperienza da autodidatta avevo scoperto quella che in Occidente, si chiama meditazione trascendentale, ma nel pensiero di Gurdjieff vidi disegnato perfettamente un sistema che già avevo intuito e frequentato. Esistono tante vie, esiste Santa Teresa e San Francesco; quella di Gurdjieff mi era molto congeniale. Una specie di sufismo applicato all’Occidente, all’interno di una società consumistica”), in realtà i punti di riferimento furono Rabindranath Tagore e Jiddu Krishnamurti, e come loro, pure Battiato ha tentato, con parole semplici sebbene i significati fossero profondi, di scandagliare gli avariati aspetti della condizione umana: attaccamento, gelosia, lavoro, politica, solitudine, rapporto tra individuo e società, le ideologie, le religioni. Lo testimonia “Torneremo ancora”, il brano che apre l’album, dove un versificare poetico (che non è però poesia; la poesia reale è tutt’altra cosa) tra spirituale e terreno all’unisono, parte dai flussi migratori che sconvolgono il presente per raccontare la condizione di esule dell’essere umano. Dal particolare si sopraggiunge all’universale, a un suono che discende da molto lontano, che è “assenza di tempo e di spazio”, luogo in cui le differenze di genere e razza smettono di esistere e siamo solo uomini, “esseri luminosi”, cittadini del mondo in cerca “di una terra senza confini”, uguali di fronte alla morte, che nel brano di Battiato è un passaggio a una dimensione altra, descritto come un abbandonarsi al sonno (“come sonno il sonno”), e che si sappia: “finché non saremo liberi, torneremo ancora” (questo il suo credo). Pezzo che è anche riferimento alla fuga dei monaci tibetani alle persecuzioni politiche. Ganden è infatti una delle tre principali università monastiche del Tibet. Estate al MAXXI è un progetto promosso dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo; la manifestazione si svolge con il sostegno della campagna CAMBIAGESTO e di BPER BANCA. Sponsor tecnico AMG.