FABRIZIO BOSSO. All’Auditorium di Roma l’omaggio a Steve Wonder

Fabrizio Bosso & Julian Oliver Mazzariello Duo at Bluenote Milan © Roberto Cifarelli

Fabrizio Bosso in concerto presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica sabato 7 gennaio ore 21.00. Presenta il nuovo album “We Wonder”, omaggio a Stevie Wonder, insieme al suo quartetto e Nico Gori come special guest. Bosso: «Ricordo con affetto la mia copia in vinile del doppio “Songs in the key of life” del 1976 in cui – in aggiunta, quasi delle bonus track – ero incluso un 45 giri di quattro brani, dimostrazione di una vena compositiva che il doppio elleppì non aveva soddisfatto ampiamente. Un album memorabile, anche apertura di una ulteriore fase della sua creatività»

A cura del Poeta e Musicologo Maurizio Gregorini

Sabato 7 gennaio alle ore 21.00, alla sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il trombettista Fabrizio Bosso è in concerto con il suo quartetto e Nico Gori come special guest, per presentare dal vivo il nuovo album “We Wonder”, un omaggio al genio musicale di Stevie Wonder (platea: 20,00 euro; galleria: 15,00 euro). La tromba di Fabrizio Bosso, il pianoforte e le tastiere di Julian Oliver Mazzariello, il basso e il contrabbasso di Jacopo Ferrazza, la batteria di Nicola Angelucci, insieme al clarinetto di Nico Gori qui, appunto, in veste di special guest, sono i protagonisti assoluti di un tributo alla musica di uno degli artisti più iconici della musica internazionale. 

Non è stato facile per Bosso selezionare i brani da una discografia così ampia e che ha influenzato gran parte della musica del secolo scorso, contribuendo alla nascita di nuovi generi musicali. Col suo quartetto egli rende dunque omaggio al genio musicale tramite la pubblicazione di un CD imperdibile strutturato da nove brani significativi dell’artista americano; “Cosa è per me Wonder?”, afferma Bosso; “Basti dire che ricordo con affetto la mia copia in vinile del doppio ‘Songs in the key of life’ del 1976 in cui – in aggiunta, quasi delle bonus track – ero incluso un 45 giri di quattro brani, dimostrazione di una vena compositiva che il doppio elleppì non aveva soddisfatto ampiamente. Un album memorabile, anche apertura di una ulteriore fase della sua creatività. E anche se ho amato quel che è stato inciso in seguito, ‘Songs in the key of life’ credo resti un capolavoro ineguagliato: per lui rappresentò l’apertura di una nuova fase artistica che avrebbe prodotto negli anni successivi molti altri apprezzabili lavori. Ma come opera rimase ineguagliata: consumato il vinile a suon di ascolti, esso riproduce, nella mia esperienza di ascoltatore, uno dei più riusciti frutti dell’arte di comporre ed interpretare canzoni. Ventuno brani, ciascuno dei quali avrebbe avuto la dignità di occupare il lato A dei 45 giri di una volta, come accadde coi brani ‘I wish’ e ‘Sir Duke’, balzati alla sommità della Billboard chart, con altri invece divenuti hits come ‘Isn’t she lovely’. Logico che col mio tributo intendo esprimere tutto l’amore che ho nei suoi riguardi, senza però astenermi di inserire un contributo personale, ovviamente rispettandone l’originalità della sua ispirazione”. 

Stevie Wonder (nome d’arte di Stevland Hardaway Morris, nato Stevland Hardaway Judkins, Saginaw nel 1950), cantautore, compositore, polistrumentista e produttore discografico), è da annoverare tra i più famosi artisti pop del Ventesimo e Ventunesimo, per l’innovazione e l’influenza nella storia della musica. Indispensabile il contributo all’evoluzione del soul e del R&B, grazie alle prolifiche contaminazioni con pop, jazz, funk e reggae. Tant’è che rinnovò il linguaggio della musica afroamericana, usando i sintetizzatori per creare intrecci contrappuntistici e melodici come se si trattasse di archi o fiati; questi, insieme alla sovraincisione della sua stessa voce al fine di creare multiple voci soliste, sono alcune delle innovazioni stilistiche a lui ascrivibili, diventate oggetto di culto e studio. Oltre a essere un compositore di raro talento è anche un abile vocalista, un ottimo pianista ed eccelle come virtuoso di armonica cromatica. Tra le sue opere principali vi sono album come “Music of My Mind”, “Talking Book”, “Innervisions”, “Fulfillingness’ First Finale” e il già ampiamente citato “Songs in the Key of Life”, considerati tra i migliori dischi della musica internazionale e quasi tutti interamente scritti, composti e arrangiati in totale autonomia. E’ pure uno degli artisti solisti maschili più premiati e più di successo di tutti i tempi; attivista e leader dei diritti civili, giocò un ruolo fondamentale nel rendere festa nazionale il compleanno di Martin Luther King, a cui, nel 1980, ha dedicato l’album “Hotter then july”. Nel 2009 è stato nominato ‘messaggero di pace’ dalle Nazioni Unite

E’ impegnato in campagne a favore dei non vedenti: in particolare ha partecipato alla conferenza diplomatica che ha portato al Trattato di Marrakech per introdurre una deroga al diritto d’autore per le pubblicazioni per i minorati della vista. In definitiva il successo come poli-strumentista e interprete con una profonda coscienza sociale, ha significativamente influenzato l’R&B e la pop music. Per valutarne l’importanza basta considerare il fatto che le sue composizioni sono tra le più riproposte come cover dai maggiori cantanti e musicisti internazionali, di estrazione sia rock/funk/dance, sia pop. Non a caso Wonder si è caratterizzato nel tempo per lo stile naïf, raffinato e ambizioso con dei brani che hanno mostrato dagli anni Settanta in poi, una cura sempre maggiore negli arrangiamenti, accompagnati dalla strumentazione sinfonica ed elettronica, nonché da una voce in grado di intercalare tonalità calde e avvolgenti ad acrobazie aspre e pungenti. 

Tornando a Bosso, la scaletta del concerto prevede alcuni tra i brani più significativi di Stevie Wonder, scelti da un repertorio molto ampio che abbraccia un periodo che va dalla fine degli anni sessanta fino all’ultima pubblicazione discografica del 2004: “Another star”, “Isn’t she lovely”, “My cherie amour”, ma anche “Sir Duke”, “Moon blue” e altre. Non mancherà “Overjoyed”, già pubblicato il 13 maggio come singolo su tutte le piattaforme digitali, in occasione del compleanno di Stevie Wonder, scelta non a caso dato che la canzone tratta di sogni che si realizzano: è, infatti, un Fabrizio Bosso “felicissimo”, quello che non solo qui interpreta uno dei brani più famosi di Wonder, suo idolo sin da quando ha cominciato a suonare le prime note alla tromba, ma che rinnova con questo nuovo progetto anche la scelta fatta quando era poco più che adolescente, ovvero, diventare musicista. L’energia e la vitalità che caratterizzano lo stile inconfondibile di Wonder, la forza espressiva delle sue più celebri ballad, insieme alla tecnica e al lirismo della tromba di Fabrizio Bosso, la cura degli arrangiamenti e la personalità musicale di ciascun musicista del quartetto, sono tutti elementi che rendono unico e prezioso l’attuale progetto-concerto.