Fred Wesley omaggia James Brown

Il concerto di Wesley è in calendario domani. Il programma della giornata è interamente dedicato alla black music, alle sonorità blues, funk, soul, rhythm & blues

di Maurizio Gregorini

Domani, seconda giornata del Tolfa Jazz Festival, sarà eseguito un programma interamente dedicato alla black music, alle sonorità blues, funk, soul, rhythm & blues. Il rhythm & blues è un genere musicale appartenente alla black music; si può risolvere in genere dal ritmo marcato e costante, con armonia e struttura semplici di carattere blues. Appena coniato, il termine indicava la musica popolare afro-americana del tempo. Nel distinto, sostituì il ‘Race Music’, definizione poco reverente nei confronti degli afro-americani. Nel tempo, il rhythm & blues ha subìto mutamenti stilistici, differenziandosi dalla tipica espressione degli anni Sessanta. In esso, nei Settanta, vi subentrò la musica soul, immutata nell’ininterrotto di blues e ritmo, che il genere R&B aveva instaurato, anche se negli Ottanta la descrizione di R&B è stata riadoperata per circoscrivere un nuovo stile emerso col crepuscolo della musica Disco: cioè, assorbiva la stessa componente di ballabilità e continuità ritmica della dance music, congiunta però a diversi altri stili quali funk, soul, pop. Quindi domani, protagonista assoluto del rhythm & blues, sarà il leggendario Fred Wesley con un concerto omaggio a James Brown, che si terrà alle 22.00 nell’anfiteatro della Villa Comunale di Tolfa. James Joseph Brown (nato a Barnwell il 3 maggio del 1933 e morto ad  Atlanta il 25 dicembre 2006) è stato cantante, compositore, musicista e ballerino statunitense. Considerato una delle più importanti e influenti figure della musica del Ventesimo secolo, pioniere nell’evoluzione della musica gospel e rhythm and blues, nonché del soul, del funk, del rap e della disco music, resta celebre per l’esuberante presenza scenica; operò una sorta di rivoluzione dei classici assetti melodici. Il suo modo di stare sul palco e il suo stile furono ripresi da artisti come Mick Jagger, Prince e altri. E’ stato l’idolo e il massimo ispiratore di Michael Jackson. Nei Settanta è stato bandleader del gruppo The J.B.’s, citato spesso con nomi alternativi quali ‘The James Brown Soul Train’, ‘Maceo and the Macks’ e ‘The Last Word’. A detta del sito WhoSampled, James Brown è l’artista più campionato di tutti i tempi, mentre Rolling Stone lo inserisce al settimo posto nella sua lista dei cento più grandi artisti della storia, e al decimo in quella dei migliori cantanti. Appuntamento con la musica alle 18.00 per le vie del centro storico con le sonorità di New Orleans con l’immancabile “Fire Dixie Jazz band”, ormai una delle street band residence del Festival, presente sin dalla prima edizione. Sempre al centro storico, alle 19.00, una delle novità di questa rassegna: Elli De Mon, con un progetto solista per chitarra, grancassa, sonagli, voce e amplificatore saturato. Una vera e propria one-girl-band. Influenzata da Bessie Smith, Elli propone un blues fatto di “slide” selvaggi e contaminato da influenze punk e psichedelia indiana. Gira tutto il mondo suonando nei più importanti festival, per lei la musica è la vera ragione di vita. Nei giardini della Villa Comunale, alle 18.00 spazio ai più piccoli con ‘Disco Jazz’, letture jazz per bambini. E alle 22.00 il concerto più atteso: Fred Wesley e i New JB’s, una band composta da Fred Welsey al trombone e alla voce, Bruce Cox alla batteria, Dwayne Dolphin al basso, Reggie Ward alla Chitarra, Peter Wadsen alle tastiere, Gary Winters alla tromba ed Hernan Rodriguez al sax. I generi musicali di elezione di Wesley sono il jazz e soprattutto il funk; sono di rilievo particolare le sue collaborazioni con James Brown, Maceo Parker e George Clinton durante gli anni Sessanta e Settanta. Nato a Columbus, in Georgia, e cresciuto a Mobile, in Alabama, Wesley ha iniziato la sua carriera come trombonista con Ike e Tina Turner. In seguito, è stato direttore musicale, arrangiatore, trombonista e compositore principale per James Brown dal 1968 al 1975, per passare poi con i Parliament e i Funkadelic di George Clinton. Nel 1978 si unì all’orchestra di Count Basie, ampliando dunque il suo orizzonte artistico al jazz. Il suo primo album jazz come leader è “To Someone” del 1988, seguito da “New Friends” (1990), “Comme Ci Comme Ca” (1991) e “Swing and Be Funky” ed “Amalgamation” (dal vivo, 1994). Nei primi anni Novanta tornò a collaborare con i JB Horns (con Pee Wee Ellis e Maceo Parker). Quando Pee Wee Ellis lasciò il gruppo prese il nome di The Maceo Parker Band, e Wesley ne fece parte fino al 1996 quando fondò la sua band: The Fred Wesley Group. Nel 2002 ha scritto un’autobiografia intitolata “Hit Me, Fred: Recollections of a Sideman, an autobiography about his life as a sideman”. Nello stesso anno ha registrato un album dal titolo “Cuda Wuda Shuda” con un gruppo dal nome Fred Wesley Band. Fra il 2004 ed il 2006 è stato anche professore aggiunto presso il Jazz Studies department nella School of Music dell’University of North Carolina at Greensboro (UNCG). Wesley è stato il sideman più famoso del mondo, con i suoi groove ha definito il linguaggio del funk. Ha suonato con tutti i più grandi artisti al mondo, tra cui, Ray Charles, Pancho Sanchez, Van Morrison solo per citarne alcuni. Oggi, appunto, suona e registra con la sua band jazz-funk, i New JB’s. E’ anche arrangiatore e produttore e artista in studio, e condivide la ricchezza delle sue conoscenze musicali con musicisti giovani e studenti di musica, in contesti educativi di tutto il mondo. Dopo il concerto di Fred Wesley, la serata del sabato si concluderà con un’altra novità, un vero e proprio spazio blues dove, nell’intima atmosfera del “Corner Village” della villa comunale, si esibirà Marco di Folco & The Power Shakers, andando avanti fino a notte fonda, degustando ottime prelibatezze della cucina tolfetana, accompagnate da fiumi di birra artigianale. Domenica 24, ultima serata dedicata al jazz made in Italy, da Marcello Rosa a Lorenzo Tucci con ospite Fabrizio Bosso, ormai ospite fisso del Tolfa Jazz.