Heldin, il mago del Papa, racconta in un libro il suo rapporto con Francesco  

«Mio papà Giuseppe è stato un agente teatrale per circa quarant’anni e io fin da piccolo ero affascinato da questo mondo. Tra le varie discipline del mondo dello spettacolo che giravano attorno al lavoro di mio padre, ero sempre di più incantato dai vari prestigiatori illusionisti che lavoravano con mio padre come Silvan, Tony Binarelli ed altri. All’età di 6/7 anni ho iniziato a studiare dei giochi di prestigio su alcuni manuali e a 10 anni per la prima volta ho calcato un palcoscenico, con un’evidente emozione che determinò l’inizio di un percorso artistico»: così torna col ricordo ai suoi esordi il Mago Heldin, che ha da poco dato alle stampe il libro “Sorridere e giocare fa bene al cuore (tutto quello che è avvenuto a 30 cm dal Papa)”. 

Magia e impegno sociale hanno sempre contraddistinto la tua vita….

Ricordo quando il mio amico Fabrizio Frizzi (felice memoria), mi fece capire come si fa la vera beneficenza e quanta gioia regala dentro. Sono una persona molto disponibile verso il prossimo e se posso fare qualcosa, mi dà gioia farla. Una frase storica di P.T. Barnum è il mio motto, sia sulla scena che nella vita privata: “L’Arte più nobile è quella di rendere gli altri felici”

Raffaella Carrà, Fabrizio Frizzi, oltre a questi personaggi quali figure sono state determinanti nella tua carriera?

Decisamente anche Pietro Garinei, Gino Landi e Michele Guardi. Con Pietro ho imparato quanto è importante la formazione artistica a 360° e quindi ho approfondito il canto, il ballo e la recitazione tirando fuori (come diceva lui), un artista completo, Gino e’ sempre stato per me un punto di riferimento per qualsiasi decisione professionale, attraverso Michele Guardi ho avuto la possibilità di imparare cosa vuol dire lavorare in uno studio televisivo. 

Sei definito il mago del Papa, come mai?

Ormai è risaputo, dopo quell’evento unico al mondo, ho una piacevole etichetta quando si parla di me, cioè quella di essere stato l’unico illusionista ad aver divertito e coinvolto Papa Francesco in un numero di magia trasmesso in mondovisione. Ricordo ancora l’emozione e soprattutto i suoi occhi divertiti a 30 cm da me. Come gli occhi di un bambino che cerca di scoprire il trucco. Su quella esperienza, ho scritto un libro edito da Santelli con la prefazione di Michele Cucuzza già disponibile in libreria. Presto avrò un’udienza privata con il Santo Padre per donare la prima copia di stampa che al momento è custodita all’interno di un cofanetto. Non vedo l’ora di emozionarmi nuovamente, ma questa volta mi tremeranno meno le gambe, perché avrò al mio fianco Alessandra Graziosi, responsabile per l’Italia della Fondazione Pontificia di Papa Francesco “Scholas Occurrente” alla quale devolvo parte del ricavato dal libro. 

E poi, cosa prepari?

Come ogni anno allestisco un mio nuovo Show da portare in giro per i teatri d’Italia e ad eventi vari: assieme alle mie ballerine e a un pizzico di magia, regaliamo emozioni al pubblico che ci segue.