Hilton Molino Stucky: eccellenza da dove godere la Festa del Redentore in posizione privilegiata

dal nostro inviato a Venezia

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Venezia ha celebrato la Festa del Redentore, una delle ricorrenze più amate dalla città e più sentite dai veneziani. Sono passati ben 1601 anni dalla fondazione di Venezia. La celebrazione ricorda la fine della terribile epidemia di peste che colpì Venezia tra il 1575 e il 1577. Quest’anno ho deciso di essere presente, e assistere di persona. Il cosiddetto “Redentore”, come lo chiamano confidenzialmente i veneziani, è ormai parte del DNA degli abitanti della città lagunare. Ma la festa non si ferma solo alla parte coreografica, che è in continuo rinnovo ed evoluzione, ma è fonte di conoscenza per le tradizioni gastronomiche, il folklore e i festeggiamenti tramandati dai loro antenati, e che hanno reso, negli anni, questa festa “venezianissima” nota anche internazionalmente, nonché una delle attrazioni turistiche più grandi della città. Come detto, la festa del Redentore, di base religiosa, ricorda la fine della peste che aveva devastato la città negli anni ’75-’77 del sedicesimo secolo, diventando la seconda peggiore epidemia cittadina dopo quella del 1348. Questa contagiosissima malattia che portò alla morte oltre 50 mila persone: un terzo della popolazione di Venezia. Era il 4 settembre del 1576 quando il Senato della Repubblica Serenissima, scelse di erigere una chiesa a nome del Cristo Redentore, come ex voto per cercare di allontanare la peste. La prima pietra di questa chiesa, il cui progetto fu affidato all’allora proto Andrea Palladio, venne posta il 3 maggio 1577. Da quel giorno fino a oggi, la chiesa del Redentore è il simbolo di un momento decisivo per la città che si liberò, nello stesso anno di inizio della costruzione di questa chiesa, da quella terribile pestilenza che l’aveva devastata da ogni punto di vista. 

Nel giorno del primo Redentore, nel 1577, i veneziani, per festeggiare la fine dell’epidemia, allestirono un ponte di barche che permetteva di raggiungere le fondamenta della Giudecca, dove stava sorgendo la chiesa, in nome del Cristo Redentore, e sul quale ebbe luogo la prima processione di fedeli. A quasi 445 anni di distanza, il ponte votivo, in passato costituito da barche messe l’una a fianco all’altra, è realizzato da più parti in legno assemblate e poggiate su supporti galleggianti, che permettono l’attraversamento a piedi del canale della Giudecca. Ed io sto percorrendo questo ponte partendo dalle Zattere, all’altezza della Chiesa dello Spirito Santo, per raggiungere l’ingresso della chiesa del Redentore sulla riva opposta del canale. Come si festeggiava nel 1800, sia pur con delle modifiche. Oltre al ponte votivo, inaugurato il venerdì sera prima del sabato del Redentore e alla processione e Santa Messa, la Festa del Redentore, viene celebrata sulle rive della Giudecca con tavolate tra amici e familiari, dove si possono assaporare i cibi della tradizione culinaria veneziana, o direttamente in barca, rigorosamente addobbata a festa e ormeggiata in Canale della Giudecca. 

Nella notte tra sabato e domenica, inoltre, sul bacino di San Marco c’è lo spettacolo pirotecnico del Redentore, evento che attrae un pubblico da tutto il mondo e che colora il cielo sull’isola di Venezia, dando ancora più luce alla sua bellezza. La domenica è il giorno dedicato alle regate del Redentore, le competizioni di voga alla veneta, su imbarcazioni tradizionali veneziane, dalle gondole ai pupparini a due remi, che avvengono nel pomeriggio della domenica successiva in Canale della Giudecca, con i campioni del remo nelle varie categorie. E come potevo perdermi un tale spettacolo? Ma mi sono posto il problema di dove “collocarmi” per guardare i fuochi d’artificio e la regata, che tutto il mondo guarda, e direi anche con invidia. Sono manifestazioni che nessuno al mondo può equiparare. Quindi dove posizionarmi per vedere al massimo lo spettacolo? Uno e soltanto uno è il luogo dal quale godersi lo spettacolo (tra l’altro stando comodi: non ho più l’età per essere tra la folla: il famoso albergo che sorge sulle sponde della giudecca. Ora vi prego non consideratemi un nobile, che si rifugia solo in luoghi lussuosi, ma l’Hilton Molino Stucky, è il posto migliore per godere e vivere la festa come se si fosse per strada, per meglio dire sulle sponde del canale.E poi perdonatemi: come non restare anche a cenare visto che lo chef Luca Nania è uno dei migliori. Mentre scrivo sono rientrato in Salento, terra che mi ha dato i natali, e dove ho un mare ineguagliabile, ma negli occhi ho ancora le immagini della regata, dei fuochi d’artificio della festa dei veneziani che la vivono come cosa loro ed i sapori di quello che ho gustato.