I GRANDI AMORI DELLA STORIA. John e Jackie: «Sono stata moglie devota. Ma soprattutto sposa felice»

«La nostra è stata una relazione vittoriana» ha raccontato Jackie

di Massimo Maffei

Nell’immaginario collettivo, da sempre, i Kennedy sono considerati la Famiglia Reale degli Stati Uniti d’America. E la storia d’amore tra John Fitzgerald Kennedy e Jacqueline Bouvier incarna il mito dell’amore e del matrimonio tipici dell’America degli anni 60, dove spesso la moglie chiude gli occhi di fronte a scappatelle extraconiugali del marito e supporta ogni decisione dell’uomo, in particolar modo di quelli di potere. Figurarsi, dunque, per il presidente degli Stati Uniti d’America. In un’intervista rilasciata da Jackie appena dopo la morte di John, la first lady descrive la loro relazione coniugale come “terribilmente vittoriana o asiatica”, con la donna nella parte della moglie totalmente devota e subordinata al marito, a cui offre anche tutte le opinioni nelle questioni importanti. Il suo ruolo, dice Jackie, è quello di mantenere un’atmosfera di serenità e tranquillità nella famiglia e in particolare verso i figli, anche se non manca di descrivere il suo primo matrimonio come felice, senza neanche un litigio. La donna ricorda anche i momenti drammatici della crisi dei missili di Cuba e di aver espresso il desiderio di rimanere a fianco del marito anche se la situazione fosse degenerata e ci fosse il rischio che venisse ucciso. Per quanto riguarda le relazioni del marito (numerose, di cui la più nota è quella con Marilyn Monroe), secondo le indiscrezioni, si sarebbe vendicata concedendosi a sua volta dei flirt. Sempre secondo queste interviste pubblicate con il consenso della figlia Caroline Kennedy, la first lady avrebbe quindi intrecciato relazioni extraconiugali con il divo del cinema William Holden e con l’affascinante Gianni Agnelli, allora giovane erede al trono della Fiat. Ma la tempesta non scalfisce la salda unione che c’è tra i due, uniti fino alla fine. Infatti, poche settimane prima dell’assassino, Jackie e John si riavvicinano al punto da desiderare altri bambini. La storia racconta che non è stato possibile… Quando John e Jackie incrociano le loro vite Jacqueline seduce tutta la famiglia dei Kennedy, con un modello di vita intellettuale, europeo e raffinato. La first lady più famosa del mondo, in effetti, viene allevata in ambienti acculturati e di classe, tra New York, Rhode Island e la Virginia. Come studentessa del prestigiosissimo Vassar College ha occasione di viaggiare moltissimo e di passare i suoi anni migliori in Francia (frequentando, fra l’altro, la Sorbona), prima di laurearsi alla George Washington University nel 1951. Queste esperienze le lasciano in eredità un grande amore verso i popoli stranieri, soprattutto verso i francesi. Nel 1952 Jacqueline trova una sistemazione presso il giornale locale “Washington Times-Herald”, inizialmente come fotografa, poi come redattrice ed articolista. In un’occasione le viene affidata l’opportunità di intervistare il senatore John F. Kennedy del Massachussetts, già accreditato dalla stampa nazionale come il più probabile successorie del Presidente degli Stati Uniti. Tra i due è un vero e proprio colpo di fulmine. Si conoscono precisamente a casa di un amico comune, un giornalista di Washington. Appena la vede, John esclama: “So che lei è cattolica, questo piacerebbe moltissimo alla mia famiglia”. Da quel momento i due fanno coppia fissa e si sposano dopo appena un anno, tra l’approvazione generale, il 12 Settembre 1953 a Newport, Rhode Island. Il matrimonio è considerato l’evento più importante dell’anno, con 700 ospiti, diventati 900 al ricevimento seguito in Hammersmith Farm: all’epoca Jackie ha 24 anni, John 36. Jackie possiede un innato senso del gusto e dell’eleganza, che vuole mostrare anche in occasione delle nozze. La realizzazione dell’abito viene affidata ad Ann Lowe, stilista afro-americana già impegnata nel disegnare abiti da sposa per l’aristocrazia newyorchese. Leggenda narra che per realizzare l’abito siano stati necessari 50 yard (circa 45 metri) di taffetà e 2 mesi di lavoro. Ad adornare lo scollo un semplice filo di perle, mentre gli altri gioielli indossati sono un braccialetto in diamanti donatole da JFK la sera prima dalle nozze e una spilla in diamanti ricevuta dai genitori del marito. Durante il ricevimento nuziale, ad un certo punto tutto si ferma, la musica attacca “Ho sposato un angelo”, John si alza e invita la moglie a ballare, commuovendo tutti i presenti. John si candida alle elezioni presidenziali, e Jackie è sempre al suo fianco, condividendo la battaglia politica di suo marito e appoggiandolo in tutte le occasioni. John e la moglie Jackie sono molto giovani rispetto alle precedenti coppie presidenziali e diventano presto molto popolari nel mondo intero, arrivando ad influenzare anche la moda dell’epoca. La loro presenza alla Casa Bianca porta un’atmosfera nuova. Entrambi sono convinti che la Casa Bianca sia un luogo dove bisogna celebrare la storia, la cultura e le conquiste americane, e per questo organizzano spesso feste invitando artisti, scrittori, scienziati, attori, sportivi e vincitori di premi Nobel. Jackie si è inoltre occupata dell’arredamento di quasi tutte le stanze della Casa Bianca, facendo sistemare nuovi arredi e pezzi d’arte. 

Un coppia rivoluzionaria 

John e Jackie hanno avuto 4 figli: Arabella, che è nata morta nell’agosto del 1956; Caroline Bouvier Kennedy, nata nel 1957; John Fitzgerald Kennedy Jr. (John-John), nato nel 1960 e morto nel 1999 in un incidente; Patrick Bouvier Kennedy, nato nell’agosto 1963 e morto dopo 2 giorni per una malattia. Il maledetto giorno dell’assassino del presidente, Kennedy e Jackie raggiungono il Texas per una visita ufficiale, organizzata sia per risolvere alcuni contrasti interni al partito, sia per farsi apprezzare in uno stato particolarmente ostile. Scesi dall’aereo presidenziale, salgono sulla Lincoln decapottabile insieme al governatore del Texas John Connally e a sua moglie. Nell’imboccare Dealey Plaza, la Lincoln rallenta, per la gioia delle numerosissime persone festanti, venute a salutare il passaggio del presidente. Alle 12:29 Kennedy viene colpito al collo, e la sua testa si piega in avanti. Jacqueline urla: “Oh, mio Dio! Hanno sparato a mio marito!” La vettura, dopo un iniziale tentennamento, si stacca dal corteo e si dirige a tutta velocità verso il Parkland Memorial Hospital. Dopo che il Presidente viene colpito, Jacqueline abbraccia John dicendo “Ti amo tanto Jack”. Provvede a far convocare un sacerdote per fargli avere l’assoluzione e l’Estrema Unzione. Dopo la morte di suo marito rifiuta di rimuovere le macchie di sangue dal suo abbigliamento e protesta perché le lavano il sangue dal volto e dalle mani. Continua ad indossare il famoso vestito rosa con cui appare accanto al vicepresidente Johnson durante il giuramento per la nomina di Presidente. Jacqueline dice a Lady Bird Johnson: “Voglio che vedano ciò che hanno fatto a Jack”. Il coraggio e il contegno dimostrato nei momenti successivi all’assassinio del marito le procurano un’enorme ammirazione. Jacqueline Kennedy, tenendo i figli per mano, segue a piedi il feretro del marito dalla Casa Bianca alla cattedrale di St. Matthew ed accende la fiamma eterna sulla sua tomba nel cimitero nazionale di Arlington. Il London Evening Standard scrive: “Jacqueline Kennedy ha dato al popolo americano una cosa che gli era sempre mancata: la maestà”.

La First Lady era affascinata dall’arte
Come First Lady, “Jackie”, come viene affettuosamente ormai chiamata da tutti i cittadini, dimostra il suo interesse per le arti, costantemente sottolineato dalla stampa e dalla televisione, ispira un’attenzione per la cultura mai così evidente a livello nazionale e popolare. Sarà sempre molto ammirata per il portamento, la grazia e la bellezza mai volgare. Le sue apparizioni in pubblico ottengono sempre un enorme successo, anche se centellinate (o forse proprio per questo). Sempre accanto al “suo” presidente, fino a quel tragico 22 novembre 1963, in cui Jackie è ancora una volta con il marito, seduta accanto a lui quando questi viene assassinato a Dallas.