CIAO QUEEN ELIZABETH. Dietro le quinte delle esequie del secolo

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Come i matrimoni reali, anche i funerali subiscono regole e protocolli, e per fortuna, non sono più quelli che una volta regolavano tutte le cerimonie, i protocolli della casa reale spagnola. Comunque si assiste alla presenza di teste coronate e capi di stato, che porgono l’ultimo saluto ed omaggio, ad una grande regina, ad una più grande donna. Il protocollo prevede vari step. Si parla dell’Operazione London bridge. Nome in codice del piano per gestire i funerali. Il piano, originariamente creato negli anni Sessanta e poi aggiornato più volte, prende il nome dalla tradizione di avvertire il primo ministro britannico con la frase in codice “London bridge is down” per comunicare la morte di un sovrano. L’organizzazione coinvolge dipartimenti del governo, la polizia della città di Londra, l’esercito britannico, la Chiesa d’Inghilterra, i media e i Parchi reali di Londra. Alcune decisioni chiave riguardo al piano sono state prese dalla regina Elisabetta stessa, mentre altre sono in capo al successore, il figlio Carlo che assurgerà al trono con il nome di Carlo III. Inizia per lui un nuovo capitolo, dovrà lavorare da monarca, cosa che fino ad ora non ha ancora fatto, e credo che alla sua veneranda età, sarà difficile fare. Ma il suo lavoro è iniziato proprio con gli incontri con il premier e i funzionari incaricati per il funerale, oltre il discorso alla nazione. Al momento della morte della regina, infatti il trono è passato immediatamente e senza cerimonie all’erede, l’ex principe di Galles. Ora la famiglia reale è composta da Camilla, William con la moglie Kate, Harry con Meghan, figli di lady Diana. Il Povero Carlo, vissuto sempre all’ombra di figure femminili carismatiche come la stessa madre e poi la moglie lady Diana, finalmente dopo una più che lunga attesa, diventa re e deve salvare la monarchia con l’aiuto di William e Kate. Il time nel 2013 lo definì il principe dimenticato o meglio poco considerato, considerando il fatto che non era molto amato dai sudditi britannici. 

Ma torniamo al protocollo dei funerali.  E’ sparato un colpo di cannone per ogni anno vissuto dalla regina. Contemporaneamente, anche le campane all’Abbazia di Westminster, della Cattedrale di St Paul, ed al Castello di Windsor, suonano mentre le bandiere dell’Union Jack sventoleranno a mezz’asta.
Carlo deciderà anche la durata del lutto di corte, e per i membri della famiglia che dovrebbe essere lungo un mese. 

Alla conclusione delle celebrazioni la bara è quindi trasportata al castello di Windsor dove, nel pomeriggio, Elisabetta II è sepolta nella King George VI Memorial Chapel accanto al principe Filippo.