IL NODO ENERGIA. Vice Presidente Camera: no a scostamento bilancio. Ue intervenga su Amsterdam

«Ci sarà probabilmente una stagione di austerità però è paradossale che il risparmio lo si chieda al singolo cittadino nella sua quotidianità perché è innanzitutto lo Stato che deve indurre i grandi gestori di energia a rinnovare le proprie vecchie reti di distribuzione, che deve varare leggi per eliminare gli sprechi e indurre l’Europa a collegare tutte le reti per consumare meno energia»: lo dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. 

«Occorre intervenire per dare sostegno a famiglie e imprese. In questi anni Fdi è stata all’opposizione e ciò che hanno fatto quelli che hanno  governato è stato terribile. Sono stati chiusi i rubinetti delle piattaforme estrattive nel mare Adriatico mentre le ha aperte la Croazia, pescando dagli stessi giacimenti. Riattivando le piattaforme estrattive bloccate da Draghi e Conte – aggiunge – potremmo avere gas domestico in quantità notevole, tra i 220 e i 300 miliardi di metri cubi. Aggiungendo il gas dell’Arzebaijian e quello dell’Algeria potremmo affrontare la transizione ecologica in autonomia dal gas russo. Con il disallineamento di cui si parla in questi giorni si deve invece separare il prezzo del gas dal prezzo dell’energia prodotta dalla altre fonti e quindi occorre bloccare profitti enormi e inaccettabili da parte dei gestori dell’energia». 

Sullo scostamento di bilancio, precisa Rampelli: «Non siamo convinti che possa essere la soluzione perché se c’è una speculazione sul prezzo del gas che parte dalla borsa di Amsterdam significa rischiare di vanificare qualunque cifra si disponga nello scostamento di bilancio. Potrebbero non bastare 100 miliardi se non si arresta prima la speculazione. Si dovrà intanto intervenire con i fondi disponibili nel bilancio dello Stato e fare un intervento a ristoro delle aziende».

A chiudere sull’allarme democrazia di Letta, Rampelli  si dice basito: «Penso sia talmente ridicolo che mi scappa di dire che l’unico allarme democratico è dato dal Partito Democratico che è stato capace di stare al governo per undici anni senza mai aver vinto le elezioni. Forse la stampa nazionale e internazionale dovrebbe porsi il tema di questa anomalia perché se c’è qualcuno che non ha i voti e governa lo stesso, è il Pd o PdP (Partito del Potere) significa che il sistema democratico italiano non funziona».