IL NOSTRO CHEF CONSIGLIA. Le orecchiette gialle 

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Durante l’estate, si preferiscono i piatti freddi a quelli caldi, poi in quest’estate in particolare, date le temperature, ancora di più. E come non fare una pasta fredda. Da buon salentino, anche se non propriamente DOC, non potevo non farla con un elemento salentino, e non solo. Le orecchiette. Sono un tipo di pasta che si potrebbe dire pugliese senza ombra di dubbio, anche se poi a Bari, assumono una forma allungata. Difatti nel capoluogo pugliese, si fanno non le orecchiette con le cime di rapa, ma le strascinate con le cime di rapa. Sarebbe, come detto prima, un’orecchietta allungata, perché nel cavarla anziché girarla sul dito a forma di cappelli, si lascia allungata. Ma torniamo alla pasta fredda. 

Bene, adoro sperimentare e poi adoro i colori, ed oggi mi sono preso la briga di colorare tutto di giallo. Le orecchiette sono state colorate con i colori per alimenti. Avrei potuto farle gialle con la curcuma, ma poi, questa spezia, avrebbe dato un sapore e profumo che non volevo. I colori per alimenti non hanno gusto né profumo. Mentre le orecchiette, rigorosamente fatte a mano dalla mia governante, la signora Maria, si cuocevano, preparavamo i pomodori datterini gialli, più dolci e gustosi di quelli rossi. Una volta scolate le orecchiette, e freddate, ho aggiunto i pomodori datterini tagliati a spicchi o a pezzi. A secondo della grandezza. Tantissimo formaggio cacio ricotta rigorosamente di pecora, e poi abbondante olio evo e basilico. Il tutto riposto in frigo per ottenere un fresco piacevole.