Il turismo post covid si rilancia solo riqualificando le professionalità 

ASSOCIAZIONE LE CHIAVI D’ORO: LA CARENZA DI PERSONALE E’ UN PROBLEMA MAL POSTO, I PROFESSIONISTI SONO RIDOTTI A TUTTOFARE

«Attenzione a parlare di carenza di personale nelle strutture alberghiere. In realtà, senza voler alimentare polemiche con gli imprenditori ma anche per fermare la costruzione di un luogo comune, è bene precisare alcuni aspetti»: Giuseppe Sicurella, neo-presidente de ‘Le Chiavi d’Oro’, associazione che riunisce i portieri d’albergo e front office di Roma afferma di avere una visione diversa da quella corrente: «Molti soci in questo periodo denunciano uno stato di ridimensionamento del numero degli addetti al ricevimento risalente al periodo emergenziale della pandemia che, attualmente, non è più sostenibile visto il costante e verticale aumento delle presenze nelle strutture alberghiere. Con grande responsabilità il personale del ricevimento ha in questi difficili anni assunto mansioni non proprie aiutando gli albergatori a sopravvivere allo tsumani pandemico. Abbiamo anticipato il ministro del Lavoro Orlando attuando unilateralmente quella cogestione da lui auspicata nel suo discorso del 1^ maggio».

«Il problema della carenza di personale – puntualizza il presidente – è secondo noi mal posto. Sta venendo meno quel capitale umano rappresentato dai professionisti dell’ospitalità che è il volano imprescindibile dell’industria turistica. Le professioni turistiche sono state duramente colpite da una crisi mai vissuta prima. La mancanza di una tutela adeguata come una cassa integrazione dedicata al turismo e la sussistenza di contratti lavorativi inadeguati non solamente dal punto di vista economico, ha praticamente dato vita ad una diaspora delle professionalità dell’accoglienza alberghiera verso altre professioni più garantite, meno usuranti e soprattutto meglio pagate. Gli albergatori che si rivolgono alla nostra associazione quando ricercano il personale del front office vogliono dei professionisti multilingua capaci di districarsi tra contabilità, amministrazione, gestione prezzi e offerte oltre chiaramente alle funzioni del ricevimento offrendo, di contro, dei contratti a bassissima remunerazione per di più a tempo determinato. In una fase di competitività globale – prosegue Sicurella – la qualità del servizio è fondamentale per la sopravvivenza delle nostre imprese alberghiere. Questa qualità ha un prezzo che attualmente, secondo noi, gli imprenditori alberghieri non sono disposti a pagare dimostrando di non essere pronti a quello scatto verso il futuro, verso l’Europa come suggerito dal ministro Orlando nel suo intervento sopra citato. Per fare la cogestione alla tedesca i soggetti devono essere due». E conclude: «Bisogna secondo noi investire sulle professioni alberghiere dando loro finalmente quel riconoscimento giuridico che consentirebbe ai giovani di entrare nel mondo del lavoro con una formazione altamente qualificata come richiesto dal mercato del lavoro. Il riconoscimento giuridico darebbe alle professionalità alberghiere un attestato di qualità e di eccellenza come ambasciatori del made in Italy».

NELLA FOTO: al centro il neopresidente Giuseppe Sicurella, alla sua destra l’ex presidente Carlo Duca e alla sua sinistra Michele Gruttadauria vice presidente Faipa.