IN MORTE DELLA SOVRANA. Elisabetta lascerebbe un patrimonio di 90 miliardi di euro                        

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Elisabetta II era fra le donne più ricche del mondo. Ma quanto vale l’immenso tesoro della Regina? A quanto ammonta il patrimonio e quanto costa il regno ai sudditi? Con la morte di Elisabetta il nuovo Re Carlo III e la Regina consorte Camilla ereditano un patrimonio che “Forbes” ha stimato in 90 miliardi di euro netti sebbene nessuno conosca con esattezza estrema tutti i beni della sovrana. La stima di 90 miliardi della rivista americana è una cifra che va divisa fra i vari membri della famiglia reale. Sono ricchezze che si sono accumulate nei decenni grazie alle cospicue eredità lasciate ai Windsor dai vari lasciti testamentari degli antenati. Ogni lascito è avvolto da segretezza per almeno un secolo. Così è stato anche per il testamento di Filippo, il consorte di Elisabetta, che secondo alcune stime le avrebbe lasciato beni del valore approssimativo di 35 milioni di euro. A luglio scorso “The Guardian” ha potuto consultare 33 testamenti su cui era da poco caduto il vincolo di segretezza. Pur trattandosi di membri laterali della famiglia reale, sono emersi lasciti alla corona per 215 milioni di euro, tutti nella disponibilità di Elisabetta. La Regina peraltro aveva pure un appannaggio annuale, pagatole dal parlamento britannico per svolgere il suo “lavoro” in tranquillità: ora sarà nella disponibilità di Carlo e Camilla. Nel 2021 l’appannaggio ha superato per la prima volta il controvalore di 100 milioni di euro. Oltre allo stipendio esiste anche il reddito proveniente dalle proprietà del Ducato di Lancaster. Si tratta di quattro fondi, corrisposti sempre dal 1399: uno finanziario, uno agricolo, uno commerciale e uno residenziale. Sul sito è scritto: “Alla fine di marzo 2022, il Ducato di Lancaster aveva 652,8 milioni di sterline di attività nette (pari a 750 milioni di euro) sotto il suo controllo, con un surplus netto di 24,0 milioni di sterline. Si tratta di attività immobiliari e finanziarie. Le attività immobiliari possono essere suddivise a grandi linee in agricole, commerciali e residenziali e comprendono alcuni dei diritti storici del ducato sulla costa e sui minerali”.

Al Windsor regnante vanno anche i proventi del Crowne Estate, patrimonio immobiliare di proprietà diretta che è valutato secondo le ultime stime circa 15 miliardi di euro. Oltre a palazzi, castelli e abitazioni varie ci sono più di 100 mila ettari di proprietà anche coltivati. La rendita annuale del Crowne Estate ammonta a circa 500 milioni di euro, nella piena disponibilità di chi siede sul trono. Fra i vari beni posseduti che non debbono essere divisi con altri rami della famiglia ci sono i gioielli della Corona, rigorosamente vigilati e protetti da sistemi di sicurezza sofisticati nella Jewel House all’interno della Torre di Londra costruita nel 1066 da re Guglielmo. Il loro valore di mercato è di difficile stima, ma sono valutati nel patrimonio comunque per una cifra non banale: 4,3 miliardi di euro. Fra i beni immobili di diretta proprietà c’è anche il castello scozzese di Balmoral, dove a 96 anni, la Regina si è spenta. È la residenza estiva tradizionale dei sovrani ed è valutata circa 150 milioni di euro. Più del doppio dei 70 milioni di euro stimati per la residenza invernale di Sandringham, dove la famiglia reale è solita trascorrere le festività natalizie. Complessivamente quindi dai vari beni di proprietà il nuovo re Carlo con la sua Camilla potrà contare su una liquidità annuale di circa 700 milioni di euro, che può essere ovviamente investita secondo le indicazioni del Re.