JAZZ. Mattiuzzi e Spinetti licenziano 2 album dalla respirazione universale

Escono “Inner Core”, nuovo album di Gaia Mattiuzzi e “Arie”, il disco di Ferruccio Spinetti, tributo al jazz italiano e ai suoi principali interpreti 

In ambedue i casi si tratta di un abile conferimento d’amore nei riguardi sì, del jazz italico, ma con un’occhiata universale, per espressione e sfera affettiva

A cura della Redazione Cultura diretta da Maurizio Gregorini

Sono in commercio il nuovo album della cantante Gaia Mattiuzzi per l’etichetta berlinese Aut Records (“Inner Core”, anticipato dal singolo “The Way of Memories”, opera dal respiro europeo, che trascende i generi tradizionali e a cui hanno partecipato importanti musicisti e producer della scena musicale italiana e tedesca), e “Arie” il disco di Ferruccio Spinetti (il primo a suo nome), un tributo al jazz italiano e ai suoi principali interpreti con musiche di Rava, Fresu, Marcotulli, Flores e tanti altri. Spinetti, a breve in tour, sarà col suo live a Roma, Milano, Caserta, Ascoli Piceno e Marcialla (FI); queste le prime date. 

Inner Core”: vale a dire lo strato più interno del pianeta, il cuore, il nucleo solido, composto principalmente da ferro, un luogo dell’anima che riporta all’essenza, al centro da cui ripartire. È in questa prospettiva intima che Gaia Mattiuzzi trova l’ispirazione per la sua seconda fatica discografica, raffigurando interamente il suo riservato mondo musicale, attraverso la forma canzone, il jazz, i linguaggi contemporanei, fino alle commistioni elettroniche. In siffatto incartamento creativo, è in alcune liriche di James Joyce – tutte di ispirazione amorosa e contenute nella raccolta “Chamber Music” – che Gaia trova le parole per dare forma alla musica dell’album; una sorta di metalinguaggio per una voce che, in questo caso, non è solo al servizio della melodia e dei testi, ma diventa anche strumento, pura astrazione sonora, che scava nello spettro timbrico, alla ricerca di nuovi colori, dimensioni e possibilità espressive. L’opera, che si articola in sette brani originali (fatta eccezione della prima traccia che riprende una composizione di Phil Miller e Robert Wyatt), ha attraversato due fasi distinte di lavorazione. La parte acustica, in quartetto, è stata registrata in Italia con Alessandro Lanzoni al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria, e con l’apporto creativo del pianista Alfonso Santimone che in tre brani (“Calyx”, “The way of memories” e “Riding a photon”) ha elaborato la parte elettronica in post-produzione. La seconda fase, invece, si è svolta a Berlino, dove Gaia ha vissuto per diversi anni e dove ha avuto la fortuna di incontrare alcuni musicisti con cui è nato un sodalizio artistico che l’ha spinta ad ampliare la fase di post-produzione del disco. La musica ha preso, così, una direzione del tutto inaspettata: nasce “The last flower in my hair”, prodotta dal batterista e producer Ludwig Wandinger, con la partecipazione del sassofonista Philipp Gropper e il contributo del pianista Elias Stemeseder; viene ideata la parte elettronica di “About the end of love”, insieme al sassofonista Wanja Slavin; infine, per concludere il disco, viene prodotto il brano “Winds of may”, frutto dell’incontro con Grischa Lichtenberger, uno dei più interessanti producer di musica elettronica dell’attuale panorama europeo. Prodotto e realizzato durante il biennio 2020/21, tra un lockdown e l’altro, “Inner Core” è un album che scopre la sua corrispondenza tra i territori del jazz, delle vocalità classiche e contemporanee, fino all’elettronica. La struttura canzone si amplia e si evolve con cognizione, scorgendo nuove trame espressive e nuovi spunti musicali da cui ripartire. Diplomata in canto lirico e musica jazz presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna, cantante di formazione classica e jazz, la Mattiuzzi è attiva nell’ambito della musica jazz, classica e contemporanea. Svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, ha collaborato come solista con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Volterra, l’Orchestra Sinfonica Città di Fondi, l’Orchestra da Camera di Imola, l’ensemble di percussionisti Odwalla. Collabora stabilmente con il pianista Fabrizio Puglisi e il batterista Cristiano Calcagnile, con il vibrafonista Pasquale Mirra e con il chitarrista Massimo Felici. 

TURIN, ITALY – SEPTEMBER 22: The bass player of the Avion Travel Ferruccio Spinetti poses for a portrait session on September 22, 2006 in Turin, Italy. (Photo by Alessandro Albert/Getty Images)

Come già annunciato poco sopra, si chiama “Arie” l’atteso appuntamento discografico del contrabbassista Ferruccio Spinetti, edito dalla Jando Music/Via Veneto Jazz. Anticipato dalla pubblicazione del singolo “The river song”, “Ari”e è un tributo al jazz italiano e ai suoi protagonisti che lo hanno reso celebre attraverso le loro composizioni. Dopo le esperienze ultradecennali con Avion Travel, Musica Nuda e InventaRio, Ferruccio Spinetti mette la firma su un nuovo progetto (il primo, in verità, a suo nome) che coltivava da anni e che ha inciso insieme alla cantante Elena Romano, al pianista Giovanni Ceccarelli, al batterista Jeff Ballard e, come unica guest, alla pianista Rita Marcotulli. Si può dire che questo CD è un atto d’amore nei riguardi del jazz italiano, ma con una respirazione e un’occhiata universale, per espressione e sfera affettiva. Tanti i musicisti da omaggiare, una selezione ampia, che abbraccia più generazioni. Nelle quindici tracce che lo strutturano, compaiono brani di Enrico Rava, Bruno Tommaso, Rita Marcotulli, Paolo Fresu, Enrico Pieranunzi, ma anche Enrico Zanisi, Luca Flores, Paolino Dalla Porta; composizioni che impugnano una nuova vita, grazie anche all’interpretazione di Elena Romano e ai testi, da lei scritti appositamente, con la complicità di Peppe Servillo e dello stesso Spinetti (inoltre, nel repertorio, non mancano dei brani originali di Spinetti e Ceccarelli).

Con la pubblicazione delle quindici tracce di “Arie”, si aggiunge un tassello importante nella carriera di Spinetti; di recete è stato pubblicato anche il vinile di un concerto dedicato a De André, con il duo Musica Nuda, insieme a Petra Magoni. Docente di contrabasso a Siena Jazz e al Conservatorio di La Spezia, direttore artistico del Premio Bianca D’Aponte, dedicato alle giovani cantautrici italiane, Spinetti partecipa sempre alla musica con stile, curiosità e originalità, diventandone ogni volta protagonista. Nato a Caserta il 4 settembre 1970, contrabbassista e compositore, Spinetti nel settembre del 2020 ha edito in duo con Giovanni Ceccarelli (per la Bonsai Music) il disco “More Morricone”, registrato a Parigi nel Settembre 2019 e omaggio sincero al grande compositore italiano; ospite in quattro brani la cantante belga Chrystel Wautier. Nel 2021 scrive la colonna sonora del Film “Anime Borboniche” e musiche originali per il cortometraggio animato “Ramondino Apologue’s” dedicato alla scrittrice Fabrizia Ramondino, con la voce recitante di Mario Martone. Quest’anno, insieme a Fabrizio Bentivoglio, ha dato vita a “Lettura clandestina”, un reading con al centro alcuni tra gli innumerevoli articoli che Ennio Flaiano scrisse per giornali e riviste, selezionati e letti dallo stesso Bentivoglio. Per proporre al pubblico “Arie” a breve ci sarà il tour: i concerti previsti sono il debutto che avverrà il 30 novembre alla Casa del Jazz di Roma; poi il primo di dicembre al Blue Note di Milano, il 2 al Cotton Jazz Club di Ascoli Piceno. Nel 2023 sono previste le dare del 2 febbraio al Club Daytwenty9 di Caserta e del 18 marzo al Teatro Regina Margherita di Marcialla (FI). Le date sono in continuo aggiornamento sul sito e sui canali social di Ferruccio Spinetti, oltre che su quello del management Bubba Music.