KARIMA. “XMas” è il veritiero ritrovamento della memoria

Il nuovo disco di Karima, è anche su tutte le piattaforme digitali. Un percorso affettivo artistico e musicale che si sviluppa dalla fine dell’Ottocento fino a i giorni nostri, passando soprattutto per gli anni Quaranta e Cinquanta

a cura della redazione cultura diretta da Maurizio Gregorini 

Il precedente e bello “No filter” raccoglieva undici brani, grandi successi internazionali e senza tempo, rivisitati secondo l’espressione musicale dell’artista livornese, naturalmente esplosiva, fatta di contaminazioni di generi musicali come il pop e il jazz; Karima li aveva sfidati con amore e rispetto data la sua interpretazione personale e autentica: “Dal primo incontro con i miei compagni di lavoro abbiamo sentito l’esigenza di creare un nuovo progetto lontano dalle mie precedenti esperienze musicali, che mi desse nuovi stimoli”, aveva spiegato quando il disco uscì e affermando come stesse Cercando un suono che mi identificasse. Così si è scelto di utilizzare solo strumenti acustici. Escludere l’elettronica ci ha permesso di lavorare molto sulle dinamiche delle esecuzioni, aggiungendo in alcuni brani”. Possiamo dire che lo stesso approccio lo abbia serbato nel nuovo disco: questo di Karima si mostra quale viaggio a ritroso nel tempo attraverso quelle canzoni che hanno toccato il cuore di ogni persona, ovviamente richiamando la magia natalizia: “Xmas”, edito dall’etichetta ‘Emme Record Label’, parte proprio di qui: da un percorso affettivo, artistico e soprattutto musicale che si sviluppa dalla fine dell’Ottocento fino a i giorni nostri, passando soprattutto per gli anni Quaranta e Cinquanta. Tutti abbiamo ben chiaro di come lo scorrere del tempo sia qualcosa che muta culture, società, modi di vivere o il semplice abitare questo mondo, non a caso ogni epoca ha la sua storia, il suo stile, la sua cultura, le sue mode; ma il Natale resta sempre la festa più amata e continua a essere celebrata con passione in tutto l’Occidente. Tuttavia è soprattutto il periodo a cavallo tra le due guerre, in cui lo swing era sulla cresta dell’onda (si tratta di un caratteristico dinamismo della musica jazz, originato dalla concomitanza di vari fattori quali l’uso di strumenti a percussione come propulsori del ritmo, l’accentazione ritmica, il ricorso alle strutture armoniche e melodiche del blues;  si distingue pure per la caratteristica movenza della sezione ritmica e per un tipo di esecuzione delle note con un ritmo saltellante: ecco, tutto questo è swing. Il termine deriva dall’andamento ritmico ‘dondolante’, appunto che sboccia da questa tecnica esecutiva.

Nasce negli anni Venti e si evolve fino a divenire un genere definito negli Stati Uniti nel 1935. Di norma nel gergo dei jazzisti ‘avere swing’ (o swingare) significa essere musicalmente espressivi e comunicativi: in questo senso esso può essere la caratteristica di un brano, di una formazione o di un singolo artista. Ma l’opposto (ossia, non avere swing) è considerato un difetto, seppure molti jazzisti famosi vengano considerati con ‘poco swing’ rispetto agli standard), quello che ha regalato i più grandi successi legati a questa atmosfera tradizionale. Per questo molti dei brani presenti nel disco risalgono a questo periodo e grazie all’estro della cantante acquistano una veste originale, moderna, brillante lasciando comunque vivo l’immaginario legato alla festività. Merito anche della band che accompagna Karima composta da Piero Frassi al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso, Stefano “Cocco” Cantini al sax e Bernardo Guerra alla batteria. “Questo viaggio principia da alcuni canti popolari di fine Ottocento come ‘Silent Night’ e ‘O Holy Night’, spiega la cantante, e prosegue: “però si sofferma sui grandi successi legati all’era swing. Brani conosciuti al grande pubblico firmati da grandi autori, resi celebri da artisti mondiali come Frank Sinatra e Billie Holiday e a volte rivisitati in chiave moderna da altri interpreti come Michael Bublé”. Tra le tredici tracce che strutturano questo lavoro dedicato al Natale, segnaliamo “Let it Snow” che nel suo album diviene più dinamica e moderna rispetto alla versione eseguita da Sinatra nel 1945. “I’ll be Home for Christmas”, canto diventato celebre tra i soldati nella seconda guerra mondiale, è stato ridisegnato con un andamento bossa nova; mentre “I’ve got my love to keep me warm” s’avvia con un walking bass incalzante che sostiene la voce, con il pianoforte brillante e dinamico che entra in un secondo momento. Tra i brani più moderni, invece, c’è “Who would imagine a king” registrato nel 1996 da Whitney Houston e che in “Xmas” emerge come forte valore affettivo. Una canzone dolce ed elegante che Karima ha sempre cantato alla figlia Frida per conciliarle il sonno, da quando era incinta e poi una volta nata durante tutte le notti insonni trascorse insieme. Le canzoni che compongono questo disco”, afferma ancora Karimami ricollegano a quelle sensazioni che vivevo in fondo al cuore fin da quando ero piccola. Quando le interpreto tento di trasmettere ogni sensazione da me vissuta, nella speranza che gli altri possano viverne la stessa magia, ovviamente senza scordare che si è bambini anche da grandi. Personalmente, ogni volta che penso al Natale, chiudo gli occhi e sento un calore nel cuore e nonostante io sia cresciuta senza padre, con genitori separati, una mamma invalida e due fratelli nati da un matrimonio precedente: però non mi sono mai sentita triste o sola. Tutto questo lo devo a mia madre, così brava a trasmettermi quel calore che mi ha sempre reso felice. La casa esplodeva di dolci natalizi, il nostro albero era sempre alto fino al soffitto decorato con tantissime luci colorate e sotto di esso tanti regali. Ogni Natale è stato sempre magico e per me è stato sempre e soltanto rappresentato da una parola: famglia”.