La situazione nei Pronto Soccorso si fa sempre più grave. Ma il governo non interviene 

«Il recente caso venuto agli echi di cronaca dell’ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande del Mezzogiorno,  dove  venticinque medici su quarantatré dell’area dell’emergenza hanno annunciato le dimissioni perché ritenevano di non essere più in grado di svolgere adeguatamente il proprio lavoro, rappresenta l’iceberg di una condizione che si riscontra in tutta Italia» 

«Le dimissioni dei medici del Cardarelli  sono state minacciate  a seguito della gravissima condizione lavorativa del pronto soccorso e per l’impossibilità di garantire l’assistenza e la cura ai pazienti. Questo episodio è  la dimostrazione di una crisi profonda dei pronto soccorso e reclama più che mai  di un riordino  del sistema dell’emergenza/ urgenza» così Fabiola Fini Vice Presidente Vicario, della Federazione Veterinari e  Medici,  (FVM) e Vice Segretario Nazionale  SMI.

«Il Governo  deve per destinare ulteriori risorse nazionali per il personale della medicina d’accettazione e d’urgenza e dell’emergenza sanitaria territoriale e vagliare nuove norme  volte determinare il transito del personale del 118 dal rapporto convenzionale al rapporto di lavoro dipendente con il Servizio Sanitario Nazionale. Allo stesso tempo occorrono   ulteriori  risorse per il rilancio del sistema ospedaliero,  per la costruzione di una solida rete di servizi sociosanitari territoriali  e per l’abbattimento delle liste di attesa, occorre una maggiore attenzione alle patologie gravi ed alla prevenzione».

«Per i medici e il personale della medicina di emergenza/urgenza è quanto mai urgente  far fronte al danno esistenziale che hanno subito  non solo  nel periodo di pandemia covid, prevedendo per loro e per tutti gli operatori sanitari  aumenti economici contrattuali  legati ad apposite indennità per il  rischio e per il lavoro usurante. Bisogna fare presto altrimenti  la fuga dei medici dal SSN sarà inesorabile».

«Dobbiamo dare risposte immediate con  il riconoscimento di tutele ai medici convenzionati  che operano nel sistema 118 che hanno le stesse funzioni dei colleghi dirigenti ma meno diritti e tutele in ambito lavorativo. Richiediamo  una  rivisitazione dei profili di responsabilità e dei profili stipendiali per i diversi settori sanitari con particolare attenzione per il personale  addetto all’emergenza/urgenza, con un abbattimento del disagio lavorativo, del superlavoro, dello stress psicofisico».

«La grave situazione dei pronti soccorsi e del sistema dell’ emergenza sanitaria preospedaliera è sotto gli occhi di tutti, per questo deve essere prontamente affrontata con misure straordinarie, con  investimenti per adeguare gli organici del sistema dell’emergenza urgenza, come pure  devono essere potenziati gli organici dei reparti  e aumentati i posti letto o assisteremo  al collasso dell’intero SSN .Abbiamo bisogno di stare dentro la media  di posti letto  per mille abitanti dell’Europa  e farla finita con  la politica dei tagli lineari dei posti letto e delle dotazioni organiche,  che nel corso degli anni hanno messo in ginocchio  il sistema dell’emergenza/urgenza» conclude.