La Vigilanza Privata in piazza per le tutele e la sicurezza

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO 

di Cinzia Garzia – donnainabitimaschili.com 

Il 2 maggio si è tenuto lo sciopero della Vigilanza Privata. Al momento della proclamazione si nutrivano dei dubbi sulla buona riuscita, in quanto i lavoratori GUARDIE GIURATE E FIDUCIARI erano sfiduciati dal tempo trascorso e dalle notizie che pervenivano. Ci si preoccupava anche del fatto che le Prefetture cedessero alle richieste delle aziende precettando i lavoratori perché presidiano molti siti sensibili tipo ospedali, tribunali, uffici pubblici ecc… Ma così non è stato. Alcune aziende sono partite in autonomia e senza diritto, inviando false lettere o minacciando i lavoratori dei Servizi Fiduciari appartenenti a un altro contratto a non aderire. I Sindacati hanno risposto con una lettera di diffida con riferimento art. 40 della Costituzione sul diritto di sciopero. 

L’adesione è stata fortissima circa il 70% e anche di più. Molti sono andati a Roma, altri hanno preferito scioperare restando a casa, altri ancora sono andati sotto la sede di una delle Associazioni ANIVP. Dal giorno successivo sono partite alcune iniziative, una e stata lanciata da alcuni lavoratori in autonomia durante lo sciopero: chiamata sciopero della fame. Insomma le iniziative sono partite e seguiranno finché i lavoratori non otterranno un CCNL degno di rispetto come gli altri settori. 

I motivi che hanno mosso queste persone a scendere in piazza e a scioperare sono stati: 

  • Cambio appalto perché ogni volta le aziende propongono tariffe sempre più basse e il posto di lavoro non è garantito. Quindi a ogni cambio si rischia di perdere il posto di lavoro e il salario che a volte e l’unico reddito. 
  • Aumento salariale adeguato all’attività e agli anni che sono intercorsi dalla scadenza a oggi. 
  • Violazione delle norme contrattuali e sicurezza sul lavoro obbligo e mancato controllo ore
    di straordinario, vessazioni, forniture di DPI (giubbotto antiproiettili) come previsto anche dal DM 269/2010.
  • Piu’ Sicurezza, Più Tutele, Zero morti sul lavoro, Zero infortuni sul lavoro Le richieste erano rivolte anche al Governo. 
  • La settimana precedente allo sciopero il Ministro del Lavoro On. Andrea Orlando ha ricevuto i Sindacati e li rassicurati che contatterà le Associazioni Datoriali, inducendoli a riaprire le trattative.
    Trattative che fino al 18/03/2022 erano infruttuose. Inoltre c’è da dire che fino a quel giorno le Associazioni non hanno mai portato al tavolo proposte dignitose a livello salariale. Inoltre hanno dichiarato di non aver il mandato di tutte le Aziende in quanto nessuna vuole riconoscere un aumento a questi lavoratori, che sono serviti durante la pandemia COVID-19 a ricoprire ulteriori ruoli es: Controllo della temperatura, nei luoghi sanitari, uffici pubblici, controllo GREEN PASS, sempre operativi anche durante il fatidico lockdown. 
Alla manifestazione si sono visti messaggi indirizzati a tutti. Tra i tanti cartelloni c’erano messaggi di denuncia nei riguardi delle persone che gestiscono questi lavoratori e che usano la penna o il mouse nel programmare i turni come fosse una pallina di ping- pong e se uno non vuole esserlo deve piegare la testa e tacitare. Si è parlato anche di DONNE della fatica di entrare in questo mondo maschilista e se nel caso riescono, vengono minacciate, vessate e molestate. Uno dei cartelloni era indirizzato anche ai Politici che si presentano davanti alla gente con giacca e cravatta o bei vestiti e fanno promesse che poi dimenticano, perché passato il momento non servi più. Alla manifestazione sono intervenuti vari volti noti della politica e associazioni sindacali. L’ex Presidente del Consiglio On. Giuseppe Conte, l’ex Ministro Del Lavoro On. Nunzia Catalfo, il Segretario Generale UILTUCS Pierpaolo Bombardieri e il Segretario Generale CGIL-Filcms Maurizio Landini. I lavoratori si sono resi disponibili a collaborare con le varie Istituzioni, Associazioni Datoriali e Associazioni Sindacali al fine di portare un Contratto Nazionale dignitoso. Attendiamo nuove.