LADY D. La “regina” del popolo dimenticata frettolosamente 

Antonio Ventura Coburgo de Gnon 

A costo di diventare impopolare, desidero dire la mia, sulla decisione del re Carlo III, circa la diatriba Diana/Camilla. La prima domanda che pongo è: Perché non si è fidanzato sin dall’inizio con Camilla? Non era ancora sposata o se lo fosse stata, poteva divorziare e sposare Carlo. Divorzi e matrimoni tra divorziati, erano già accaduti nella famiglia reale. Ma certamente questo avrebbe messo in pericolo la possibilità di diventare re. Avrebbe dovuto fare come il suo predecessore, che per sposare Wallis Simpson, lasciò la corona nelle mani o meglio, sulla testa di Elisabetta II. Ma certo il principe Carlo non avrebbe mai rinunciato al diventare re. E quindi sposare una ragazza giovanissima, ed alquanto ingenua, gli avrebbe aperto le porte della corona e la simpatia del popolo britannico. Ma non riuscì a mettere da parte Camilla, nonostante nel confronto con Diana, esce perdente in tutto, e continuò la tresca. Ora non capisco perché sua maestà la regina Elisabetta II non sia corsa a ripari estremi per difendere ciò che lei stessa aveva costruito. Poteva proibire a Camilla di continuare la tresca con suo figlio ed all’ormai re Carlo III, minacciarlo di non nominarlo erede a favore di William. Così non è stato. Per cuore di mamma o interessi di Stato? Chi ne ha fatto le spese è stata la povera Diana, che per altro era innamorata del marito. Quindi la sua ribellione non è da condannare, ma da capire. E Camilla? un minimo di senso di colpa? Figuratevi se nella sua testa non avesse già previsto la possibilità di diventare, se non regina, almeno regina consorte. Personalmente speravo che l’ormai re Carlo III rinunciasse al trono in favore del figlio, ma non era nei suoi programmi né nelle sue intenzioni.