SUONI NOBILI. Le “congiunzioni ideali” del maestro Lorenzo Porta Del Lungo

Stasera presso il Teatro Torlonia (Teatro di Roma), ore 20.00, il concerto di Lorenzo Porta Del Lungo. Al pianoforte eseguirà musiche di Couperin, Bach, Haydn, Debussy

di Maurizio Gregorini

Stasera, alle ore 20.00, presso il Teatro Torlonia di Roma, recital di Lorenzo Porta del Lungo con musiche di Couperin, Bach, Haydn e Debussy. Il concerto, promosso dall’Associazione Suono e Immagine, è realizzato nel rispetto delle misure anti-Covid (è consigliato l’uso della mascherina). Il programma proposto per questa serata estiva è un raffinato percorso attraverso la cantabilità, la melodia e la dolcezza espressiva nelle composizioni di F. Couperin, F. J. Haydn, J. S. Bach per arrivare a C. Debussy; dagli “Ordres” francesi velati e misteriosi alla monumentalità espressiva di brani come “L’Isle joieuse” di Debussy (è il primo compositore impressionista, sebbene abbia rifiutato energicamente il termine. Fu tra i più influenti della fine del Diciannovesimo secolo e dell’inizio del Ventesimo. 

Con le prime influenze – tra cui la musica russa e dell’Estremo Oriente – Debussy sviluppò il suo stile di armonia e colore orchestrale, deriso – e resistito senza successo – da gran parte dell’establishment musicale del giorno. Le sue opere hanno fortemente influenzato una vasta gamma di compositori tra cui Béla Bartók, Olivier Messiaen, George Benjamine il pianista e compositore jazz Bill Evans) passando per le poetiche “Suites Francesi” di Bach (si tratta di sei suite che ha composto per il clavier (clavicembalo o clavicordo) tra gli anni 1722 e 1725. Sebbene le suite da 1 a 4 siano tipicamente datate al 1722, è possibile che la prima sia antecedente. In seguito alle suite fu dato il nome ‘francese’, reso popolare dal biografo di Bach Johann Nikolaus Forkel, che ha scritto nella sua biografia di Bach del 1802: “Di solito si chiamano suite francesi perché sono scritte alla maniera francese”, un’affermazione tuttavia imprecisa: come le altre suite di Bach, seguono una convenzione in gran parte italiana. 

Non esiste un manoscritto definitivo sopravvissuto di queste suite e gli ornamenti variano sia nel tipo che nel grado tra i manoscritti. Ad esempio, i ‘courantes’ della prima – in re minore – e della terza – in si minore – sono in stile francese, i ‘courantes’ delle altre quattro suite sono tutti in stile italiano. In ogni caso Bach impiegò anche movimenti di danza (come la polonaise della sesta suite) estranei alla maniera francese. Di solito, il secondo movimento rapido dopo l’allemande è chiamato courante, ossia stile francese, o corrente – ossia stile italiano -, ma in tutte queste suite i secondi movimenti sono chiamati courante, secondo l’elenco del catalogo di Bach, che supporta il suggerimento che queste suite sono ‘francesi’ e le ampie linee espressive della “Sonata in La Bemolle Maggiore” di Haydn (fu composta nel 1794 a Londra per la pianista Therese Jansen-Bartoluzzi, l’ultima in ordine di tempo che Haydn abbia scritto; è anche la sua opera pianistica più celebre. Taluni accenti eroici del primo ‘Allegro’, il fervore lirico dell’‘Adagio’ centrale, lo humour del ‘Finale’ (Presto): qui le anticipazioni del mondo emotivo di Beethoven diventano altresì chiare. Ma è soprattutto sul piano formale che Haydn precorre, qui, i tempi. Uno studioso dell’autorità di F. F. Redlich la considera quasi come “Uno studio sui rapporti fra tonalità distanti. Benché i suoi primi due movimenti siano in mi bemolle, lo sviluppo del primo tempo avviene in mi maggiore con una trasposizione del secondo tema in una tonalità che sarà usata per l’intero secondo tempo lento. Questa, a sua volta, termina con un accordo di mi maggiore, che contiene il terzo grado, un sol diesis. Incominciando il finale con il sol bemolle – ora usato come terza della nuova nota fondamentale dell’accordo di mi bemolle, maggiore – Haydn raggiunge un impressionante contrasto tonale, che anticipa i più audaci esperimenti di Beethoven”). 

Il Maestro Porta del Lungo (ha compiuto gli studi di Pianoforte e Composizione presso i Conservatori “S. Cecilia” di Roma e “L. Cherubini” di Firenze. Da molti anni svolge l’attività concertistica come solista, in duo, in formazioni cameristiche e con orchestra in Italia ed all’estero. Nel suo repertorio sono rappresentate tutte le epoche della composizione per tastiera, compresi i principali autori di musica contemporanea, oltre i limiti di genere. All’attività concertistica affianca inoltre l’attività di ricerca. E’ autore di un CD registrato “live” presso il Teatro Valle di Roma, intitolato “Immagini del ‘900. Autori ed Opere di una svolta linguistica”, che include un vasto programma in cui si documenta l’enorme rapida trasformazione del linguaggio musicale intercorsa tra l’opera ultima di Chopin e quella iniziale di Schoenberg, passando attraverso quella di Brahms, Scrijabin e Debussy) congiunge idealmente le opere e i linguaggi di questi grandi autori, evidenziandone in particolar modo le comuni ricchezze ritmiche, la ricerca di una caleidoscopica brillantezza timbrica e la ricercatezza sonora, in una compiuta e naturale osmosi tra il repertorio clavicembalistico e quello per pianoforte. 

Il biglietto del concerto è acquistabile presso la biglietteria del Teatro Torlonia in Via Lazzaro Spallanzani, 1A – Roma dotata di terminale POS, un’ora prima dell’inizio del concerto. Biglietti: intero euro 15,00; ridotto euro 12,00 (over 60 – under 25). È consigliata la prenotazione scrivendo a: [email protected]; cell. 349 4271927 (solo whatsApp)