L’ESTATE STA FINENDO. Gallipoli fuori dal giro internazionale dopo la chiusura di Samsara e Gondar  

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

L’estate volge al temine. Già all’entrata di questo mese moltissimi fra noi sentono nell’aria la fine delle vacanze. Ho vissuto quest’estate nel mio Salento, e precisamente nei pressi di Gallipoli, ove posseggo una casa. Il mio rammarico, che potrei definire dolore, è constatare come hanno deciso di distruggere la grande affluenza, preesistente al covid. Ma l’attacco è avvenuto già qualche anno prima, chiudendo, a torto o a ragione, i capisaldi del turismo giovanile e della grande movida gallipolina, che era ormai famosa in tutto il mondo. Parlo della chiusura del “Lido Samsara” e del “Gondar”. Perché mi chiedo io, quando le cose funzionano, ci si deve mettere d’impegno a distruggerle? Come non prendere esempio da riviere come Rimini e Riccione, ove (pur non godendo di un bel mare come quello del Salento) hanno basato tutto sul divertimento. Mi chiedo che interesse abbia il comune a distruggere quello che singoli cittadini hanno costruito ed investito in tempo, energie e denaro. Lo stesso dicasi per la Capitaneria di porto. Non si rendono conto che deteriorano non solo l’economia locale, ma tutta una serie di benefici che la terra Gallipolina ottiene sia in campo di prestigio che economico. Il Samsara fu eletto uno dei 10 lidi glamour del bacino mediterraneo, e questo fa capire quanto possa essere importante mantenere i capisaldi, che fanno da locomotiva trainante. Il Gondar, era il luogo ove si avvicendavano concerti di star della musica internazionale, richiamando un afflusso di persone che portavano un avanzo nell’economia locale. Muovere un passo indietro e ripristinare le cose sarebbe solo utile al Salento.