LETTURE. Fatima è l’esplosione del soprannaturale in un mondo imprigionato dalla materia

IL CULTO DI MARIA E’ ELEMENTO DI UNIONE FRA CRISTIANESIMO E ISLAM

La “Madonna di Fatima” non apparve a Fatima. Apparve nel paesino di Aljustrel, in località “Cova da Iria”. Se con il tempo prevalse il nome di Fatima lo si deve all’incanto e alle leggende che circondano quel bel toponimo arabo, carissimo ai musulmani quanto il nome “Madonna” è carissimo ai cristiani cattolici. Quando Alfonso, il primo re di Portogallo, riportò la vittoria sui Mori, per prima cosa si affrettò a porre il suo regno sotto la protezione della “Vergine Maria”. È scritto in una pergamena del 1139: «Desidero, in accordo con i miei vassalli, che con il loro coraggio hanno liberato il popolo dal dominio moresco, che il mio popolo resti sotto la tutela e la protezione della Beata Vergine Maria». 

Il Corano riserva alla Vergine Maria un privilegio senza uguali. È il solo nome proprio femminile citato nel Corano: vi compare ben 34 volte, in 13 diverse sure (capitoli). Di più: una di esse si intitola “La sura di Maria”. Abbinare al nome di Fatima, figlia prediletta di Maometto, il nome di “Maria Vergine”, unica donna al mondo ad aver partorito un figlio rimanendo Vergine, costituisce un punto di incontro tra musulmani e cristiani. “Quando nel giorno della resurrezione saremo chiamati, la prima ad avanzare nel rango degli uomini sarà Maria. Su di lei sia la pace”. (Corano). Parlare della “Madonna di Fatima” il cui paese è il cielo, significa annunciare la vita eterna. 

Queste donne non sono come le altre 

Alcune suore, tornando dalle funzioni della settimana santa ancora rivestite del mantello bianco, passarono davanti a una moschea (un’antica chiesa cristiana) e vi entrano. Ignare degli usi islamici finiscono nel luogo riservato agli uomini proprio nel momento della preghiera, suscitando vive proteste. La calma venne riportata dall’Imam: “State quieti, queste donne non sono come le altre. Sono donne pie, e vestono come vestiva “Sitti Maryam”. Le suore vennero invitate ad accoccolarsi in semicerchio e a pregare la Vergine Maria a modo loro ed esse recitarono il rosario. Era il 13 Aprile del 1962. 

La “senhorita de luz” 

Il 13 Maggio 1917 tre bimbi, nei pressi della grotta, pascolavano le loro pecorelle. Lucia Jesus, di anni dieci, con i suoi due cuginetti, Francesco anni 9, e Giacinta, 7 anni. Scoppiò all’improvviso un lampo: ne furono abbagliati. Seguì un secondo lampo vicinissimo e luminosissimo. E nella luce apparve una “Senhorita de Luz”. “Aveva quindici anni ed era bellissima”. La sua veste, tessuta di luce, era bianca più della neve e le scendeva fino ai piedi, delicatamente poggiati su una minuscola elce (un alberello conosciuto come Leccio), alta quanto la piccola Giacinta. Un manto esso pure bianco e orlato d’oro, le copriva la testa e la persona tutta. Teneva, tra le mani giunte, la corona del rosario. Il volto era velato da un’ombra di tristezza. “Da dove vieni?” chiese Lucia “Come ti chiami?” La “Senhorita de Luz” rispose che il suo paese era il cielo, ma che sarebbe scesa in terra, a parlare con loro, il giorno 13, di ogni mese, per sei mesi. Il suo nome? Lo avrebbe svelato il 13 di Ottobre.  

13 anni dopo le apparizioni 

I preti non credettero al racconto dei fanciulli. Il 13 giugno alcuni paesani li accompagnarono alla Cova da Iria: non si sa mai! Osservarono i fanciulli in estasi. L’apparizione parlava con la sola Lucia: Giacinta la vedeva e la sentiva parlare; Francesco la vedeva ma non udiva la sua voce. Il 13 del mese seguente si adunò una piccola folla, che andò aumentando di mese in mese. Il 13 Ottobre ebbe luogo l’ultima apparizione. Nonostante una pioggia insistente, una folla di 70.000 persone potè assistere alla fantastica “danza del sole”. I bagliori luminosi e il roteare del sole indicano la stessa realtà percepita nel secolo IV dal vescovo Severiano di Gabala, il quale affermava che “Maria abita in una regione di luce nella terra dei viventi”. Significa annunciare che il Cristo è risorto dal buio della morte, e che la Chiesa e l’umanità tutta risorgerà per vivere eternamente “in una regione di luce”. 

Una pallottola nella corona… 

La “Senhorita de Luz” manifestò il suo nome: era la “Madonna del Rosario” e desiderava tanto in quel luogo una cappella. La cappella venne subito costruita, ma non si trovò un solo prete disposto a benedirla! Solo il 13 ottobre 1930, 13 anni dopo le apparizioni, il vescovo di Leira autorizzò il culto di “Nostra Signora di Fatima”. Oggi la piccola cappella è diventata un grandioso santuario con al centro un porticato ellittico, sul davanti un gigantesco piazzale capace di un milione di persone. La statua della “Madonna del Rosario” ha in testa una corona d’oro e nella corona è incastonato il proiettile sparato al cuore di Papa Giovanni Paolo II… (Addirittura i medici che lo operarono dicono che giunta ad un centimetro dal cuore, la pallottola deviò il suo percorso…). 

…e suor Lucia salvò la vita al Papa 

Il 13 maggio del 1981, dopo aver fatto colazione alla pensione “Isa”, Alì Agca si era diretto verso Piazza San Pietro. Aveva un ordine da eseguire: uccidere Giovanni Paolo II. Il papa stava facendo il giro della piazza, in piedi sulla jeep aperta… Alì Agca sollevò la sua pistola calibro 9 e sparò: uno, due colpi… Il terzo colpo non riuscì a spararlo: una giovane donna lo aveva coraggiosamente afferrato per le braccia, consegnandolo al corpo di guardia… La giovane donna si chiamava Suor Lucia! Gli otto km che separano Piazza San Pietro da policlinico Gemelli furono percorsi dall’ambulanza in solo 8 minuti. Andrè Fossard, lo scrittore francese che intervistò il Papa durante la convalescenza, scrive che il papa, anche se debole, restò sveglio per tutto il tempo, pregando a voce alta e osservando che le cinque del pomeriggio del 13 maggio era l’ora in cui la Vergine era apparsa ai pastorelli di Fatima, nel 1917. 

Il frate dei miracoli fu miracolato 

Giovanni Paolo II non fu il solo santo ad essere stato miracolato dalla Vergine di Fatima. Il 5 agosto 1959. Padre Pio è steso a letto da giorni, morente… In cielo volteggia l’elicottero con la statua della Vergine Maria giunta pellegrina da Fatima a San Giovanni Rotondo. Il frate è condotto, su una sedia, alla finestra per salutarLa prima che l’elicottero sparisca nel cielo. “Madonna, mamma mia – mormora il frate – “Tu, Vergine Maria, sei entrata in Italia ed io mi sono ammalato. Ora, Vergine Maria, te ne vai e mi lasci ancora ammalato”. Il giorno dopo si sparge la voce di un nuovo miracolo a San Giovanni Rotondo. Questa volta il miracolato è Padre Pio, il frate dei miracoli, miracolato dalla “Madonna di Fatima”. 

I tre segreti di Fatima 

La Madonna confidò ai tre pastorelli tre “segreti”. Il primo riguardava la vita dei bambini: Francesco, sette anni, e Giacinta, otto, sarebbero morti presto: entrambi morirono di spagnola. Lucia, 10 anni, sarebbe diventata suora. Il secondo “segreto” era di questo tenore: Dio avrebbe punito il peccato castigando i peccatori che non si fossero pentiti. La storia del terzo “segreto” era cominciata nel 1943. Suor Lucia si era ammalata. Il vescovo le aveva chiesto di mettere per iscritto quella rivelazione segreta. Lucia aveva fatto pervenire lo scritto al patriarca di Lisbona. La busta, chiusa e sigillata, finì nell’archivio segreto del Santo Uffizio. Paolo VI aprì la busta e, solo dopo aver letto il “segreto”, la rimandò subito all’archivio del Santo Uffizio con l’ordine di non pubblicare il testo.” “Ho la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel Tempio di Dio”, ebbe a dire. Sembra che la lettera parli della Russia e del suo avvenire… Può essere, ma è meglio non legare troppo strettamente il soprannaturale alla storia, o alla cronaca per dimostrare ciò che ci preme… Più che preti e teologi, è stato un poeta, un certo Paul Claudel, a percepire il messaggio della Madonna di Fatima: “Fatima è l’evento religioso più grande della prima metà del ventesimo secolo. è l’esplosione traboccante del soprannaturale in questo mondo imprigionato dalla materia”.