GONZAGA RICORDA LOLLO. Anima nobile: abbandonò tutto per l’Arte

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Carlo Antonelli Gonzaga è un artista a tutto tondo. Dalla moda ai gioielli, all’appartenenza ad una grande famiglia che il cognome fa intuire. Quello che più importa adesso, però, è che è un grande amico di Gina Lollobrigida, che ha frequentato sin dalla nascita. A lui ho rivolto diverse domande, chiedendo chi fosse veramente Gina, che tutti chiamavano affettuosamente Lollo, lasciando da parte qualsiasi notizia gossippara o di pruderie. Personalmente l’ho incontrata durante una serata per il David di Donatello. La mia impressione è stata avere di fronte una persona umile, l’idea della diva decisamente lontana. Non starò qui a computare per l’amico di Gina la solita intervista condita da una pletora di domande e risposte. Ritengo che una, e una soltanto, sia sufficiente. 

Chi era per te la Lollo e come l’hai conosciuta?

Gina che conosco dalla mia nascita, era una donna fantastica. Donna di gran cuore che sapeva ascoltare e dare dei sani e terreni consigli. Smise di fare l’attrice per potersi dedicare al suo amore originale: l’arte a tutto tondo, avendo frequentato in gioventù l’Accademia d’Arte, a Roma in via Ripetta. Il rapporto che avevo era paritario, temporale, avendo lei una mente sempre giovane ed all’avanguardia. La sua condizione indigente che aveva avuto in gioventù, ha influito sui suoi rapporti umani. E’stata una donna che si è saputa costruire da sola, tutto ciò che ha raggiunto era per suo merito e sacrificio. Mi raccontava sempre che nella sua carriera come attrice non ha mai avuto un momento di respiro! Poche sono state le sue vere e proprie vacanze. Appena partiva veniva subito chiamata per un nuovo set. Amante degli animali: dai pavoni alle tigri. Pur essendo diventata ciò che tutti sappiamo era rimasta sempre con i piedi per terra. Una volta si doveva andare a cena fuori. Le chiesi «Hai tanti bei gioielli! Perché ora li indossi di rado?» Mi rispose: «Mi vergogno! Non vedi come vanno in giro le persone?» Ribattei: «Tu sei Gina e puoi farlo”. Mi tacque: «Sono uguale agli altri: nè più e ne meno!». Ed il rullino dei ricordi passa, fermando un’epoca meravigliosa, della quale lei ne era la protagonista.