MEDICINA. Con le tecniche minimamente invasive estrarre i denti non fa più paura

CON L’INTERVENTO DEL PROFESSOR NICOLA ILLUZZI DELL’UNIVERSITA’ LUMSA. CONSIGLIERE COMMISSIONE ALBO ODONTOIATRI – ORDINE PROVINCIALE DI ROMA DEI MEDICI CHIRURGHI ED ODONTOIATRI

di Marialuisa Roscino

L’estrazione dentaria è uno degli atti chirurgici più temuti dai pazienti. Ci sono, infatti, tanti fattori che inducono le persone a preoccuparsi in modo ossessivo quando si palesa la possibilità di dover togliere dei denti. Tra questi ci sono sicuramente il dolore durante e dopo l’intervento, il turbamento psicologico di perdere un dente, il trauma meccanico legato all’atto chirurgico stesso, la paura di perdere o alterare definitivamente il tessuto osseo e gengivale a sostegno del dente e il timore di non riuscire a sostituirlo con un dispositivo adeguato, che garantisca quindi la stessa funzione.

LA PREVENZIONE

“Fortunatamente l’aumento della prevenzione primaria e secondaria ha permesso una netta diminuzione del numero di estrazioni dentarie effettuate negli studi dentistici”, spiega il Prof. Nicola Illuzzi, professore a contratto all’Università di Camerino e all’Università Lumsa di Roma. ‘’Ci si reca dal dentista sempre più precocemente per evitare che i danni siano più gravi: si effettuano pulizie dentali e gengivali di routine; si utilizzano prodotti ad uso professionale e domiciliare per rafforzare lo smalto e diminuire o eliminare le problematiche gengivali; si esegue un’igiene orale più assidua e puntuale con l’ausilio di strumenti sempre più efficienti”.

NUOVE TECNOLOGIE

‘’Grazie al maggiore utilizzo delle tecnologie innovative – aggiunge il Prof. Illuzzi – si riescono a curare denti con problematiche molto complesse che in passato portavano quasi sempre all’estrazione”. Negli anni quindi molto è cambiato spiega Illuzzi: “oggi gli strumenti di diagnosi precoce permettono di intercettare precocemente demineralizzazioni e carie ai primissimi stadi”.

Cosa succede invece quando l’intervento è inderogabile e si deve procedere all’estrazione di un dente irrimediabilmente compromesso? ‘’Dobbiamo agire sui 4 fattori che causano la paura al paziente – chiarisce il Prof.Illuzzi –  e pertanto diventa necessario tranquillizzarlo sulla questione dolore facendogli capire che l’anestesia prima dell’intervento e la terapia farmacologica prima e dopo l’atto chirurgico possono ridurre ed attenuare complicanze e sintomatologia. Non solo, è nostro compito informarlo anche sulle tecniche chirurgiche minimamente invasive e le innovative tecnologie in campo protesico che permettono la riabilitazione immediata del dente e riescono a minimizzare il trauma riducendo anche l’impatto psicologico”

Gli strumenti e le metodiche studiate appositamente per ridurre il trauma meccanico riescono inoltre a minimizzare l’impatto sui tessuti circostanti creando le miglior condizioni per un’ottima guarigione. “Le tecniche estrattive mirate a lavorare solo sul dente –  prosegue Illuzzi – non indebolendo i tessuti circostanti, insieme alle metodiche rigenerative post estrattive dei tessuti ossei e gengivali, permettono di poter mantenere e addirittura fortificare i tessuti di sostegno per la futura riabilitazione protesica. Infine, le innovazioni nel settore digitale hanno permesso di poter riabilitare il paziente rapidamente ed efficacemente portandolo ad ottenere un’ottima funzionalità ed estetica, un fattore decisamente importante per la motivazione del paziente ad eseguire i trattamenti odontoiatrici’’. 


TECNICHE ESTRATTIVE MINIMAMENTE INVASIVE
Particolare attenzione viene riservata quindi alle tecniche estrattive che si caratterizzano per una invasività inferiore, minori complicanze, conservazione dei tessuti gengivali e del volume osseo. “Lo scopo – conclude – Nicola Illuzzi (foto) – è quello di estrarre gli elementi dentali senza fratture e danni ai tessuti di supporto dell’alveolo, in quanto la frattura di pareti ossee buccali o linguali contribuisce a contrarre i diametri trasversali e verticali, complicando o rendendo impossibile l’inserimento implantare. Prima dell’estrazione, quindi, bisogna valutare bene la forma del dente, l’anatomia radicolare e la morfologia del tessuto osseo e gengivale e procedere con gli strumenti più adeguati lavorando esclusivamente sul tessuto dentario salvaguardando i tessuti di supporto.  Un ultimo concetto da considerare è legato al tempo in quanto, la rapidità dell’estrazione, unita alla precisione, è fondamentale per ridurre il trauma fisico dei tessuti circostanti e di conseguenza, anche l’impatto psicologico sul paziente”.