MELONI. Sono ottimista: Italia cresce più di Francia, Germania e Spagna

VIA GAZZETTA TRICOLORE. Giorgia Meloni ha concluso la festa per il decennale di FdI augurando un po’ più di ottimismo agli italiani e all’Italia per l’anno nuovo. «Cresciamo più di Francia, Germania e Spagna nell’ultimo trimestre, possiamo farcela».

“Hanno tentato di appiccicarci etichette che non ci appartengono”

Il momento più difficile? “Chiedimi qual è stato quello facile – risponde – per noi di facile non c’è stato mai niente. Eravamo come il criceto nella ruota, non riuscivi mai a vedere i risultati di quello che stavi facendo. Sapevo però che per noi sarebbe stato più difficile arrivare al 5% di quanto non fosse dal 5% arrivare molto più avanti”. E confessa di avere pensato di mollare, di dare le dimissioni se alle europee del 2019 FdI non avesse superato la sogli di sbarramento. FdI raggiunse il 6,4%. Com’è stato possibile? Giorgia meloni ricorda una frase da lei pronunciata al congresso di FdI di Trieste: “Noi siamo un capriccio della politica. Hanno tentato di appiccicarci tante etichette, ma noi siamo una proposta politica e culturale troppo profonda per essere esaurita in una etichetta. Noi non siamo diversi da quello che eravamo ma siamo molto diversi da quello che altri volevano raccontare di noi”.

La manovra? Alla Cgil non piacciono le scelte di sinistra

Meloni si dice poi fiduciosa sulla durata del governo. “Tra 5 anni non penso di essere rieletta, magari mi riprendo la mia vita. Ma per ora non farò le cose guardando i sondaggi ma i dati su pil, ricchezza, occupazione, su quanti figli si fanno. Difende la manovra perché, benché approvata in dieci giorni, contiene gli impegni presi con gli elettori. “Ma non temo la piazza, io che ho organizzato tante manifestazioni…”. Respinge però le critiche di Confindustria: mi devono dire dove trovare le risorse per fare di più. E quelle dei sindacati. “Ho trovato bizzarre le posizioni di alcuni sindacati. La Cgil dice che è una manovra contro i poveri, poi difende il Pos e dice che è discutibile la scelta di indicizzare di più le pensioni minime piuttosto che quelle alte, è una cosa che da un sindacato di sinistra non mi aspetterei”.

“Non ritiro la querela a Saviano”

La querela a Saviano? “Non la ritiro io ho querelato Saviano da leader dell’unico partito di opposizione. Non la ritiro non perché io non sia avvezza alla critica. Ma Saviano mi ha dato della bastarda affibbiandomi la responsabilità della morte di un bambino in mare. Per me è un’accusa infamante. Chiedo alla magistratura se è così. Io non voglio politicizzare la questione. Questo lo sta facendo Saviano. Io da cittadina ho querelato un altro cittadino. Io rispetto tutti e gli altri devono rispettare me. E’ finita l’Italia in cui chi è di centrodestra ha meno diritti di chi è di sinistra. Nessuno è al di sopra delle legge, tutti si devono assumere la responsabilità di quello che fanno”.

“Rifarei la norma sui rave abusivi”

Il dl rave? “Lo rifarei sicuramente. E’ una cosa che volevo fare”, rivendica Giorgia Meloni. Con la norma contro i rave abusivi, tutti – sottolinea la premier – possono fare quello che vogliono rispettando le regole, “ma non puoi più organizzare rave illegalmente: paghi le tasse, chiedi le autorizzazioni… fai tutto quello che devono fare i poveri cristi”. Poi la provocazione: i rave “non hanno il Pos, come si fa a pagare con la carta di credito se non c’è il Pos ai rave party? Ci sono delle contraddizioni surreali. E’ finita l’Italia dello Stato che si accanisce sulle persone perbene. E’ finita. Adesso anche l’Italia si fa rispettare”.

“Lunedì annuncio il candidato del Lazio”

Le battute finali sono state dedicate al candidato alla presidenza del Lazio. Sulla scelta del candidato “non sciolgo oggi il nodo – ha detto Meloni –  ma chiaramente l’indicazione del candidato alle regionali spetta a Fdi. Tengo molto anche al fatto che ci sia un nome condiviso dagli alleati” per cui “domani farò una rosa di tre nomi agli alleati ed entro lunedì annuncerò il nome del candidato alla presidenza della Regione Lazio”.