MIGRANTI. RAMPELLI: Solidarietà internazionale ai disperati che non attraversano il Mediterraneo 

«Gli sbarchi selettivi servono a coniugare umanità e legalità, distinguendo finalmente, in perfetta linearità con le leggi dello Stato e le convenzioni  internazionali, coloro che vogliono richiedere asilo e possono farlo anche a bordo delle navi Ong, unitamente a coloro che sono di fatto immigrati economici perché non provenienti da nazioni dove esistano guerre, da chi è in precarie condizioni di salute e ha bisogno di cure immediate. Nessuna nazione del mondo è nelle condizioni di accogliere tutti coloro che si manifestano alla frontiera. Non è possibile. Noi abbiamo fatto questo sforzo, abbiamo portato a terra donne, bambini, soggetti fragili, dicendo, come dovrebbe fare uno Stato serio, agli immigrati economici che devono tornare indietro perchè le procedure per emigrare, trovare un lavoro all’estero e integrarsi sono diverse e seguono la programmazione dei flussi dei singoli Stati nazionali, dove non si può entrare liberamente. 

Si tratta di un principio e un valore, non soltanto di una legge. Se c’è invece un tema di solidarietà occorre rilevare che non si può soltanto guardare ciò che accade nel Mediterraneo, dove comunque occorrerebbe fermare le partenze dal nord Africa per salvaguardare la vita umana, visto che, nonostante i soccorsi, sono annegati nei decenni decine di migliaia di esseri umani.

La gran parte della sofferenza di cui dovrebbe farsi carico l’Occidente sta nell’Africa sub sahariana, e colpisce coloro i quali non hanno i soldi per pagare i trafficanti di uomini, non hanno energie per attraversare il deserto e poi attraversare il Mar Mediterraneo. Chi vuole fare solidarietà, se è in buona fede, dovrebbe guardare a quei soggetti lì: anziani, donne, bambini, disabili che non possono permettersi quest’avventura. È un altro punto d’osservazione che la comunità internazionale deve tenere in considerazione evitando di guardare il dito invece che la luna.

L’Italia può svolgere un ruolo fondamentale per invertire questo rapporto e trascinare Europa e Occidente laddove c’è bisogno di sviluppo, occupazione, cibo, salute, infrastrutture. L’Africa deve emanciparsi, sono d’accordo con l’Arcivescovo di Palermo su questo, dallo stato di sottomissione permanente indotto dal neoliberismo selvaggio e neo imperialista dell’Occidente, ma anche della Cina». 

«La cura europea della redistribuzione degli immigrati. Il Regolamento di Dublino deve essere applicato nel rispetto del codice della navigazione: le persone che sono sulle navi Ong battenti bandiera tedesca o norvegese hanno messo piede in quelle nazioni il cui confine è il bordo della stessa imbarcazione. Questo risolverebbe solo il 30% del problema perché la gran parte dei soccorsi vengono effettuati dalla flotta italiana, ma sarebbe già un primo segnale. Chi ritiene che questo approccio sia razzista è invitato ufficialmente a vedere come vengono trattati e di cosa si occupano gli immigrati nelle periferie delle città o nel lavoro sui campi. È il cupo e nascosto razzismo che li sfrutta per lo spaccio di droga, la prostituzione, il racket, il lavoro nero. Altro che umanità»: lo dichiara il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli ospite su Rai3.