IN MOSTRA. “Depero Automatico Acrobatico”. Fino al 26 febbraio a Mantova

In concomitanza col Festivaletteratura si è aperta la mostra al Palazzo della Regione

Sarà godibile fino al 26 febbraio 2023 presso il Palazzo della Ragione di Mantova accoglie la mostra “Depero automatico acrobatico”. E’ la prima esposizione che la città dedica a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960), intelligente creatore dell’estetica futurista teorizzata in Ricostruzione Futurista dell’Universo, manifesto firmato con Giacomo Balla nel 1915. Riunisce circa novanta emblematiche opere comprese tra gli anni 1917 e 1938, periodo intensamente creativo per Depero, e ricco di incontri e di nuove esperienze, molto rilevante nel suo percorso formativo e artistico. La mostra è stata ideata da Electa in collaborazione con il Mart, ‘Museo di arte moderna e contemporanea’ di Trento e Rovereto, in esclusiva per gli spazi di Palazzo della Ragione. La cura è di Nicoletta Boschiero, responsabile della Casa d’Arte Futurista Depero. Nella sua lunga esperienza artistica Depero ha costruito una forma d’arte totale che ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità divenendo uno dei protagonisti del movimento futurista.

La rassegna è un viaggio attraverso questi molteplici ambiti creativi, scandita in tre tappe geografiche del suo percorso artistico: Capri, Parigi, New York. A queste si aggiunge una sezione dedicata all’intensa collaborazione con l’azienda Campari. A Capri, nel 1917, prende il via una delle stagioni più creative, quella legata all’avventura teatrale vissuta con il poeta svizzero Gilbert Clavel. (Di agiata famiglia svizzera, Clavel nato nel 1883 e morto nel 1927, si laureò in archeologia nel 1907 e si stabilì in Italia, tra Capri, dove possedeva la villa “La Saida” e Positano, dove comprò una torre. Così come dalla fine dell’Ottocento la costruzione di Villa San Michele a Capri aveva rappresentato per il medico svedese Axel Munthe il realizzarsi del sogno di una vita, allo stesso modo, a inizi Novecento, la ristrutturazione della normanna Torre del Furnillo a Positano, occupò una significativa parte della breve vita dello scrittore svizzero. Ecco come descriveva nel suo diario l’esperienza: “Voglio fare della torre un castello dal quale il mio spirito potrà fare voli sconfinati. Voglio pervenire all’eccelsa vetta extraterrena, illuminata dalla luce abbagliante dei cosmogonici nuclei vitali. Lì troverò la causa e la spiegazione di tutto. La torre mi consentirà di raggiungere l’obiettivo… La prima sera è stata indimenticabile. Non avevo mai dormito tanto vicino al mare, e non immaginavo che il rumore della risacca s’ingigantisse durante la notte. Dovrò abituarmici un po’ alla volta. Oggi c’è stata una mareggiata. Stamattina il mare era sconvolto da enormi cavalloni che, uno dopo l’altro, s’abbattevano con terrificante violenza contro la base della torre. Non ho resistito alla tentazione di salire sulla terrazza per ammirare lo spettacolo. Ho respirato l’aria salsa a pieni polmoni, lasciando che gli spruzzi, trascinati dalle raffiche di vento, mi bagnassero il viso”. Piccolo, deforme, ma brillante e generoso, riuscì – poliglotta, e forte del fascino della sua cultura cosmopolita – a diventare per diversi anni un punto di riferimento obbligato per gli artisti e intellettuali che frequentavano l’isola di Capri, compresi Djaghilev, l’impresario dei ‘Balletti Russi’, Picasso, Cocteau e Marinetti.

Avvicinatosi ai futuristi conobbe Depero, con il quale instaurò un intenso sodalizio artistico. Depero illustrò il più noto testo di Clavel, “Un istituto per suicidi”, pubblicato a Roma nel 1918). Sempre con Depero, Clavel realizzò i famosi ‘Balli Plastic’ che, presentati a Roma al Teatro dei Piccoli il 15 aprile 1918, rimasero uno dei punti qualificanti di tutta una stagione del Futurismo artistico (collegandosi anche con la famosa Ricostruzione futurista dell’universo). In mostra anche numerosi disegni appartenuti allo stesso Clavel, in cui si definiscono forme e linee del segno di Depero. Esposto anche il capolavoro “Meccanica di ballerina”, e alcune bellissime chine dedicate alla novella gotica “Un istituto per suicidi”, preludio alla nascita dell’automa con lo spettacolo teatrale Balli plastici, che sarà messo in scena a Roma nel 1918. A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero fonda la casa d’arte – sempre affiancato dalla moglie Rosetta Amadori – specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello delle tarsie in panno di cui in mostra alcuni magnifici esemplari. Questi prodotti avranno un grande successo a Parigi, all’“Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes” del 1925. Un’esperienza cruciale per Depero, che in quell’occasione assimila le potenzialità della promozione pubblicitaria. Dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e la moglie si trasferiscono a New York nel 1928 aprendo la “Depero’s Futurist House”. Oltre a mostre personali, durante i due anni newyorkesi collabora per scenografie e costumi con teatri di Broadway; progetta arredi per interni e, soprattutto, è preminente l’impegno pubblicitario con collaborazioni per marchi di rilievo. Numerose le copertine e illustrazioni che disegna per American Printer, Vogue, Vanity Fair, di cui è esposta una selezione significativa. Proprio la pubblicità è l’ambito che consente all’artista di conseguire importanti incarichi e collaborare con diverse aziende, in Italia prima tra tutte quella di Davide Campari. L’ultima sezione della mostra ripercorre, attraverso numerosi esempi, quel lungo sodalizio che ha costituito una delle più interessanti e proficue collaborazioni tra Depero e il mondo aziendale. Attraverso i progetti per la pubblicità Fortunato Depero ha creato nuovi linguaggi espressivi, anche evidenziando il carattere particolare di scritte, titoli o insegne, scoprendo l’essenzialità architettonica che compone le cose. In mostra l’arte di Fortunato Depero è raccontata anche attraverso dei video realizzati grazie a documenti d’archivio. Si tratta di Balli plastici, Broadway New Babel e New York film vissuto.

Quest’ultimo filmato riprende un’idea dello stesso Depero. Secondo le intenzioni dell’artista, l’esperienza newyorchese doveva essere raccontata attraverso un libro sonoro che avrebbe dovuto contenere numerosi aneddoti, foto, collage e dischi con la sua stessa voce. Il film in mostra ne riprende lo spirito e incorpora anche spezzoni girati proprio tra il 1929 e il 1930. Lo stesso principio si ritrova nelle pagine del catalogo, edito da Electa, in cui le opere dialogano con foto d’epoca, manoscritti e documenti composti con numerosi brani antologici. L’allestimento della mostra, su progetto di Massimo Curzi, nella grande aula di Palazzo della Ragione segue la cronologia delle tappe geografiche del percorso artistico di Fortunato Depero, segnato dall’immagine coordinata ideata dallo Studio Sonnoli. Fino a sabato vi è l’apertura straordinaria dalle 20.00 alle 23.00, con biglietto speciale a 6,00 euro.

Servizio a cura redazione cultura (Capostruttura/Editorialista Maurizio Gregorini)