NEL SALOTTO DI COBURGO de GNON. Giovanna, la granita pugliese e la scenata della Omaggio 

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Nascere in un certo tipo di famiglia alla fine può risultare un bene, ma può significare anche condurre una vita difficile. Io sono stato fortunato: dal 1964 in poi, la mia vita si è incrociata con tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo e della politica. Abbiamo una casa grande: a quei tempi unica, perché la sola con quattro bagni. Quando per gli avvenimenti locali, come le feste patronali, arrivavano conduttori o cantanti o comici che allietavano le serate, chi poteva ospitarli se non noi? Sia per rinfrescarsi che per cena dopo-spettacolo, erano costantemente nostri ospiti

Non so quanti si ricorderanno di Giovanna, cantante famosa negli anni 60. La sua caratteristica erano gli incisivi leggermente divaricati. Particolare che la diversificava e la faceva identificare immediatamente. Pochi sanno il suo cognome, che è Nocetti. Bene, andai a prenderla all’aeroporto di Brindisi, ed era arrivata con il suo compagno. Parlando per strada, le annunciai che a Gallipoli facevano una delle granite migliori che lei avesse potuto assaggiare. Quindi ci fermammo a gustarne una, fregandocene dei tempi stretti. Per la prima volta, sentii l’espressione “fa schifo”! Mi allarmai, per poi scoprire che era detto in senso contrario, ovvero è cosi buona che fa schifo! Comunque andammo a casa, ed eravamo in ritardo mostruoso. L’abito che Giovanna doveva indossare era così gualcito che chiesi alla governante se poteva stirarlo. Richiesta stupida, tanto non avrebbe potuto di certo dire di no, ma non volevo che fosse un ordine. Comunque lei si rinfrescò nel bagno rosa e poi, vestitasi, andammo al teatro. La conduttrice dello “Zecchino d’oro” tavianese, era Maria Rosaria Omaggio, che le fece una scenata per essere arrivata in ritardo. Poco signorile, visto che vi erano dietro le quinte un po’ di persone che ascoltavano. Giovanna non si sconvolse, e le rispose che aveva dovuto tardare per motivi personali, che era lei l’ospite d’onore e che se arrivava a cantare 10 minuti dopo non succedeva nulla. La serata, non era affatto conclusa. Chiaramente rimase a cena da noi e pernottò nella stanza rosa. Quando andai a dare la buonanotte, lei mi disse: “Tu sei uno giusto o mi sbaglio”? Le risposi che aveva perfettamente intuito. La mattina dopo, fatta una bella colazione con i nostri tipici pasticciotti, la riaccompagnai in aeroporto a Brindisi. Peccato non averla più rivista! Paolo Limiti, nel corso di una sua trasmissione l’aveva ripescata, poi è ritornata alla vita da persona comune. Se non erro, dovrebbe essere la titolare di una fabbrica di biciclette che porterebbero il suo nome. Mi dispiace averne perduto le tracce.