NEL SALOTTO DI COBURGO de GNON. La dieta ferrea dei Dik Dik e la ricetta “persuasiva” di papà 

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Nascere in un certo tipo di famiglia alla fine può risultare un bene, ma può significare anche condurre una vita difficile. Io sono stato fortunato: dal 1964 in poi, la mia vita si è incrociata con tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo e della politica. Abbiamo una casa grande: a quei tempi unica, perché la sola con quattro bagni. Quando per gli avvenimenti locali, come le feste patronali, arrivavano conduttori o cantanti o comici che allietavano le serate, chi poteva ospitarli se non noi? Sia per rinfrescarsi che per cena dopo-spettacolo, erano costantemente nostri ospiti

Ero un 15enne, e mai mi sarei aspettato di vedere i mitici Dik Dik essere ospiti dei miei. Ricordo che arrivarono piuttosto presto, e me li ritrovai in salone. Con loro vi era il loro cane. Un bel cagnone, e se la memoria non m’inganna era di colore caffè latte. Diciamo che non era ancora ora di cena, ma era l’ora giusta per un pre-cena. Per loro era stata preparato un piatto che in casa si faceva solo per le festività. Per comodità la si appellava insalata russa, ma non lo era. Papà l’aveva mangiata per la prima volta a Sanremo, a Villa King, un albergo esclusivo, frequentato soprattutto da inglesi. Gli era piaciuta così tanto che la ordinava tutti i giorni. Finché alla fina chiese al cuoco se poteva avere la ricetta. Conoscendo papà, credo che l’abbia ottenuta per consunzione del cuoco, che alla fine per disperazione gliela consegnò. Quello che ricordo è che dissero che non avevano fame al momento, ed annunciarono che sarebbero partiti subito dopo l’esibizione, non rimanendo a cena. Papà insistette molto che almeno la assaggiassero, e fu decisamente convincente. Presero le fette di pane tostato ed iniziarono a mettere questo pasticcio sulle fette… fetta dopo fetta, fecero fuori tutto il piatto… e poteva bastare per un reggimento. Potete immaginare quanto potessi essere contento di averli ospiti, visto che erano tra i gruppi che più ascoltavo, e che mai avrei immaginato poterli avere in casa. Purtroppo in quel periodo non esistevano ancora i cellulari e tutto doveva essere affidato alla memoria.