NOVITA’ DAL SUONO. Il jazz contemporaneo intinto nel barocco di Valentina Fin. Musica Nuda celebra 20 anni 

Esce “A chi esita” della cantante Valentina Fin mentre il duo Musica Nuda festeggia con un nuovo singolo i suoi vent’anni 
Valentina Fin lavora nell’ambito della musica jazz contemporanea, concentrandosi in particolare sull’improvvisazione e sulla poesia in musica senza tralasciare l’approfondimento del repertorio barocco. Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, in occasione del ventennale della loro unione artistica, fanno uscire “Guardami”, il singolo che anticipa il nuovo album previsto a marzo

a cura della redazione cultura diretta dal Poeta Maurizio Gregorini

Anticipato dal singolo “QQ” uscito lo scorso 15 dicembre, è nei negozi “A chi esita”, terzo album della cantante e compositrice Valentina Fin pubblicato dalla Giotto Music (registrato, missato e masterizzato da Carlo Cantini presso il Digitube studio, nel settembre 2022, è disponibile anche in digitale). Laureata in Storia dell’Arte e diplomata al Conservatorio in canto Jazz, guidando un quintetto composto da Manuel Caliumi al sax, Luca Zennaro alla chitarra, Marco Centasso al contrabbasso e Marco Soldà alla batteria, in questo lavoro l’artista si ispira a testi riferenti la poesia e la letteratura internazionale, componendo brani originali e gustosissimi. Otto tracce divise tra pezzi brevi – quasi degli intermezzi – ad altri più lunghi e strutturati, lasciando largo spazio all’estemporaneità. E in questo tendere e spiegare, la sua voce si spinge con estrema leggerezza e disinvoltura, creando giochi d’aria e sospensioni, tessendo trame larghissime in cui si intrecciano, grazie al solido interplay, i dialoghi degli altri strumenti. Ecco perché “A chi esita” si presenta all’ascoltatore come un desiderabile invito all’ascolto, soprattutto di noi stessi, un desiderio a sentirsi più aderiti al circostante, tanto da poter rintracciare in esso quelle risposte che spesso tendiamo a smarrire a causa dell’instabilità della nostra esistenza. Ed è in questo procedere, a tratti liturgico e indubbiamente evocativo, che prende vita la title-track, un pezzo che, oltre a titolare l’opera, è una rielaborazione in musica dell’omonima poesia di Bertolt Brecht, un reale appello alla meditazione e all’intimità; non a caso, inizia con un solo di voce su campana tibetana, per poi aprirsi in una danza quasi rituale e ostinata. “QQ”, come già accennato poco sopra, il singolo uscito i primi di dicembre scorso e che aveva anticipato l’opera, è invece, è una piccola miniatura con sonorità̀ vicine al rock progressive; si dica lo stesso di “Indefinitely”, brano vocalizzato con un inizio in contrabbasso e voce ritmico, che si sviluppa acquisendo sempre più un’identità jazz-rock.

Costantemente sotto forma di intermezzo-miniatura, troviamo “Quasi un madrigale”, eseguita in trio voce alto sax e chitarra, il cui titolo e il testo rielaborano una poesia di Salvatore Quasimodo. Compaiono poi altri brani come “Dreams are Dangerous”, un mantra di dodici misure, ispirato a un passaggio degli audio diari del neurologo Oliver Sacks, dedicati alla fascinazione, a volte pericolosa, dei nostri sogni, e “Piccola Ode al Cambiamento”, germogliata come un vero e proprio inno alla trasformazione, offerta a tutti quelli che hanno il coraggio di infrangere l’abitudinarietà.

Altro breve interludio è “Langsamer”, di Luca Zennaro, che fa riferimento a un termine tedesco che sta ad indicare “Più lentamente” e che in questo caso intende srotolare l’evidente profondo ‘interplay’ del trio voce, contrabbasso, chitarra. Infine, troviamo “Marina cade dal muro”: resoconto d’ispirazione di un artista che va a musicare, sempre in trio e con atmosfere sognanti e rarefatte, uno dei diciotto aforismi del ‘manifesto d’artista’ scritto dalla performer serba Marina Abramovich. Con questo nuovo album, Valentina Fin intende celebrare una forma di spiritualità e invita con garbo aristocratico l’astante a osare, a sentirsi parte di un “uno” più grande, di qualcosa che è totale e che avvolge, nel suono, la propria esistenza, poiché in ampi casi la musica assurge anche a trascendentale, tant’è che questa registrazione possiede i connotati per una connessione dell’invisibile capace di catturare ogni fluttuazione dell’universo in cui trova ‘equilibrio’ l’esistenza fisica della nostra anima. Valentina Fin ha vinto a fine 2021 il premio “Tomorrow’s Jazz” di Veneto Jazz e ha ottenuto il secondo premio a “Riga Jazz Stage 2022”. Grazie ai due premi, ha potuto organizzare un tour europeo con la sua musica nell’estate 2022 esibendosi a Tallinn (XX Festival Visioon) con Marco Centasso al contrabbasso e 3 musicisti estoni, a Riga (Rigas Ritmi Festival) in trio con Marco Centasso e Luca Zennaro e in quartetto con il batterista americano Domo Branch, a Venezia (Women for freedom in jazz) e all’Aquila (Il Jazz Italiano per le terre del sisma). Nata a Vicenza, ha esordito con il quintetto Rame, con cui ha registrato due album. Come leader ha pubblicato “Tumiza” in trio, disco dedicato a Norma Winstone, e “Kurt!” con pianoforte e quartetto d’archi. Lavora nell’ambito della musica jazz contemporanea, concentrandosi in particolare sull’improvvisazione e sulla poesia in musica; approfondisce anche i repertori barocchi e si esibisce regolarmente in festival, sia in Italia che all’estero.

E in occasione del ventennale della loro unione artistica è disponibile in digitale il singolo “Guardami” del duo Musica Nuda, composto da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti. Il brano, composto da Spinetti e Frankie hi-nrg mc, con i testi di Luigi Salerno, anticipa l’uscita di un nuovo album che vedrà la luce a marzo per l’etichetta 6T3, insieme a un tour che toccherà tutte le principali città italiane. Il 10 gennaio del 2003, al Tam Club di Grottazzolina, in provincia di Fermo, si esibirono per la prima volta Petra e Ferruccio. Vent’anni dopo, lo stesso giorno, sono saliti sul palco del Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio per festeggiare la loro lunga amicizia e un sodalizio artistico che li ha resi celebri in Italia e all’estero. E’ invece del 2004 il loro primo album (intitolato semplicemente ‘Musica nuda’) registrato in un pomeriggio per gioco. La voce della cantante di Pisa si esibisce in cover di canzoni già famose con il solo accompagnamento del contrabbasso di Spinetti; è del 2006 il doppio CD “Musica nuda 2”, dove nel primo ci sono solo Petra e Ferruccio e nel secondo un ospite in ogni brano, da Stefano Bollani a Nico Gori, Mirko Guerrini, Fausto Mesolella, Monica Demuru, Erik Truffaz e Nicola Stilo. Con questo album vincono il Premio Tenco nel 2006 nella categoria “Interpreti”. Dopo altre registrazioni nel 2017 esce l’album “Leggera”, dodici brani per la prima volta tutti in italiano, scritti da Peppe Servillo, Fausto Mesolella, Francesco Cusumano, Frankie hi-nrg mc, Luigi Salerno, Kaballà, Tony Canto, Alessio Bonomo, Susanna Parigi, Lelio Luttazzi, lo stesso Ferruccio Spinetti a cui è aggiunta una cover di Bruno Lauzi. L’ultimo lavoro è del 2018, “Verso Sud”, disco live registrato durante il concerto del 2016 al Teatro Comunale di Vicenza, diciotto pezzi che rappresentano un ideale viaggio nel sud dell’Italia e del mondo.