OGGI LO CHEF CONSIGLIA: fagiolini serpenti

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Oggi posterò un piatto vegetariano. Premetto che non lo sono, ma limito molto l’uso della carne e non cucino nè compro agnellini, abbacchi, conigli e cacciagione.Comunque, oggi propongo questi “fagiolini serpenti”. Li si chiama così, per la lunghezza, addirittura, più lunghi degli spaghetti. Non conosco il loro nome scientifico o usuale. Poco conosciuti, tranne nella zona del barese dove sono coltivati. La loro prerogativa è che sono più dolci rispetto ai loro cugini, e sono con pochi filamenti. Comunque io li ho cucinati come se fossero degli spaghetti, lessandoli in acqua salate. Se volete averli ben verdi, tuffateli in acqua molto bollente, ma prima versate acqua bollente. Tenete alto il bollore per evitare che si anneriscano e non chiudete la pentola con il coperchio. Per condire, un leggero sughetto di pomodoro. Ho usato dei pelati, con il solito profumo di sedano carote e cipolla, ammorbiditi come al solito in olio EVO. Abbondante “cacio ricotta”, tipico formaggio della zona, ed il gioco è fatto. Dietetico? Forse, ma dipende molto da quanto olio si mette nel sughetto e da quanto cacio ricotta.