PASOLINI 100. Al Biondo Tevere un reading di poeti ne celebra il pensiero 

Il primo novembre a Roma, presso il ristorante “Biondo Tevere”, si terrà “Pasolini live” un reading di poeti in occasione del centenario dalla nascita. Ideato e organizzato dal poeta, performer e regista Cony Ray, si avvale del Patrocinio del Municipio di Roma VIII

A CURA DI MAURIZIO GREGORINI

In occasione dei cent’anni dalla nascita di Pasolini e con il Patrocinio del Municipio di Roma VIII, il primo novembre, presso il rinomato ristorante Biondo Tevere (via Ostiense 178, alle ore 18.00; ingresso libero) andrà in scena “Pasolini live”, un reading di poesie organizzato dal poeta e musicista Cony Ray. Il ‘Biondo Tevere’ è il posto dove Pasolini ha trascorso gli ultimi momenti di vita nella città di Roma, prima di essere vittima del tragico evento, ossia essere assassinato all’Idroscalo di Ostia nella notte tra il primo e il 2 Novembre del 1975 (Nato il 5 marzo del 1922, Pier Paolo Pasolini è stato un poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore e drammaturgo italiano. E’ considerato tra i maggiori intellettuali italiani del Novecento. Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista). 

Alcuni poeti del panorama romano della poesia contemporanea daranno vita ad un Reading, declamando i versi di Pasolini, dai quali emergerà il carattere, la personalità, il pensiero sulla società, sulla politica, sugli intellettuali, su Roma, insomma sull’essere ‘corsaro’ del poeta brutalmente pestato e massacrato, come se, in questa occasione, Pasolini fosse ancora tra di noi, in carne ed ossa, e ci parlasse attraverso i suoi versi e di traverso sulla sua disperata vitalità, il suo essere umanamente profetico. Poeta, performer e regista, Cony Ray è tra i verseggiatori “underground” protagonisti del docufilm “Poeti” del 2009 su regia di Toni D’Angelo. Nel 2008 ha pubblicato “Interno 4” (un film da leggere e vedere tra i versi), la sua prima opera letteraria, di cui è editore indipendente, ideandone e realizzandone grafica e copertina. Si tratta di un poema in chiave moderna, nel quale ha dato voce a persone e personaggi che vivono un disagio sociale e una costante inadeguatezza nel vivere, da cui ha tratto, nel 2016, uno “short film” dal titolo “Epilogo”, di genere drammatico, anche questa prima opera cinematografica, ideata e realizzata come un video di poesia per la partecipazione alle selezioni del ‘Zebra Poetry Film Festival 2016’ di Berlino. L’abbiamo intervistato.

Cosa l’ha spinta a ideare un evento al Biondo Tevere?

In occasione del centenario dalla nascita di Pasolini, ho pensato di realizzare un reading di poesie dell’autore, dove ogni poeta in scaletta declamerà i suoi versi. Il mio intento è che, tramite la interpretazione di questi versi, il pubblico abbia la sensazione di un qualcosa di vivo che tocchi ogni sensibilità, come se Pasolini fosse ancora tra noi, in carne ed ossa; insomma, una sorta di dialogo tra le sue visioni e il pubblico che sarà presente. Perché il Biondo Tevere? Una scelta dovuta al fatto che mi piaceva l’idea che ciò accadesse in un luogo, il ristorante amato dal poeta friulano, locanda che frequento da alcuni anni, dove Pasolini si recava spesso a pranzo e dove era considerato come un membro di famiglia. Non a caso lo ricordano con affetto i titolari di allora, Vincenzo Panzironi e sua moglie Giuseppina Sardegna. Ricordiamo che è il ristorante dove Pasolini ha trascorso gli ultimi momenti romani prima di essere vittima del tragico evento, ossia di restare assassinato all’Idroscalo di Ostia nella notte tra il primo e il 2 Novembre 1975. Intrattenendomi con Roberto Panzironi, attuale gestore della locanda, di ritorno dall’Idroscalo di Ostia dove partecipai ad una lettura in omaggio a Pasolini, venne fuori che mai si era tenuto un reading di poesie di Pasolini nel ristorante. Di qui l’idea di omaggiare Pasolini proprio al Biondo Tevere

Che significato ha per lei la produzione poetica pasoliniana? 

Tuttora considero Pasolini e la sua opera un faro illuminante per il suo essere umanamente profetico; se penso alla storia politica e sociale che ha attraversato e che attraversa il nostro Paese, la sua previsione, così attuale ai giorni nostri, assurge ad una sorta di guida che diviene mappa dell’anima per comprendere le contraddizioni del nostro tempo. Ed è un disegno insolito, misterioso, per una Italia dove, ancora oggi, vige il tutto e il contrario di tutto, dove in modo ‘gattopardesco’ tutto cambia per non cambiare niente. Dove più furbi di noi appaiono il ‘nulla’, il ‘niente’, da lui divinato. Dove prevale l’anarchia del potere e una sorta di neo fascismo teso a sviluppare il consumismo, quindi a far sì che gli italiani non siano più cittadini ma consumatori. Ovviamente, la mia idea si basa sull’intera lettura dei suoi testi e sulla visione dei suoi film, da me approfondita con minuzia a partire dal 2005, ossia in occasione dei trent’anni dalla sua tragica morte. Mi faccia anche aggiungere che è un vero peccato che in occasione del centenario, oltre alla biografia che scrisse Siciliano, non siano stati ristampati due libri fondamentali su di lui scritti dal suo amico poeta Dario Bellezza: ‘Morte di Pasolini’ del 1981 e ‘Il poeta assassinato’ del 1996, testi fondamentali per capire sia la personalità del poeta friulano, sia cosa è potuto accadere quella tragica notte che ne ha decretato la morte. Che dire? una mancanza di attenzione da parte dell’editoria che la dice lunga su cosa sia divenuta oggi la divulgazione della cultura da parte di certi editori”

In che modo crede che questa rassegna lo possa rappresentare?

L’intento da parte mia, con la complicità dei poeti che hanno accettato con entusiasmo e stima per Pasolini di partecipare a questo evento, è di non dimenticare mai ciò che Pasolini ci ha consegnato con le sue opere letterarie e coi sui film. E’ un evento che tenta di mantenere vivo il fuoco dei suoi versi, il suo modo di intendere e fare poesia e, tramite ciò, tentare di analizzare la storia di un paese nel tempo in cui a lui è toccato di consumare la sua esistenza. E’ un invito a vivere di nuovo la realtà trasversalmente, con versi significativi su una concretezza che lo circondava, anche tragica e disumana se vuole, però tentando di andare oltre, ad esempio, immaginando le conseguenze di nefasti atti storici, dei comportamenti violenti ed intolleranti, con uno sguardo attento agli ultimi, e verso tutto ciò che non si omologa ad una sorta di pericoloso pensiero unico, al conformismo borghese e bigotto. Come dire?, è chiedersi allo stesso tempo se ha ancora un senso battersi contro un demone quando un sentimento totalitaristico pare sia rifiorendo e stagni dentro il cuore di una certa politica”.