Renzi: anche il Pd ha capito che di Conte non ci si può fidare

Il leader di Italia Viva: «I populisti fanno danni a lungo termine»

«Le immagini che arrivano dall’Ucraina – a cominciare da quelle dei civili di Bucha e di Irpin – suscitano sdegno e orrore. Sparare sui civili in fuga non è un atto di guerra: è un crimine di guerra. E nel ribadire le responsabilitàevidentidella Russia sin dal minuto uno del conflitto occorre lavorare per giungere il prima possibile a una tregua. Sarà molto difficile per entrambe le parti vincere la guerra, ma la storia dimostra come è sempre ancora più difficile vincere… la pace. Oggi servono mediatori a tutti i livelli per bloccare l’assurdità della guerra e provare a scrivere insieme il domani»: lo afferma il leader di Italia Viva Matteo Renzi. 

«Nel frattempo – fa di conto – sono morti quasi cento nostri fratelli nel Mediterraneo. Erano profughi anche loro ma non ne parla nessuno. E perché ancora – in alcuni confini europei – chi ha il colore della pelle più scuro rischia di essere rimandato indietro? C’è un grande tema che riguarda l’immigrazione, un tema che stravolge le certezze dei Paesi di Visegrad (l’Est Europeo) e un tema che chiama l’Europa a cambiare passo velocemente. L’Europa deve cambiare: lo ha detto con forza anche Macron, nel suo discorso elettorale, l’unico che farà in un grande evento prima del ballottaggio. Le elezioni di domenica 10 e domenica 24 aprile non si annunciano semplicissime: eppure bisogna dire con forza che se vince la Le Pen il sogno europeo è destinato a sciogliersi come neve al sole. Sono settimane decisive per il futuro della Francia, per il futuro dell’Europa. I populisti non devono prevalere» ragiona il senatore. «Finalmente, ci rendiamo conto che i populisti fanno danni a lungo termine. Pensate a Giuseppe Conte, il cui profilo da personaggio pirandelliano sta facendo i conti con la realtà. Ormai persino il PD ha capito che di Conte non ci si può fidare: quando glielo dicevamo noi, un anno fa, ci rispondevano “O Conte o morte”. Ora finalmente stanno arrivano sulla nostra linea: meglio tardi che mai»