RENZI DA TOKIO. Meloni ringrazi Letta: ha scientificamente sbagliato tutto 

«Scusate il blackout di queste ore, ma sono in Giappone per ricordare un amico, Abe Shinzo, ex primo ministro giapponese. Abe è stato ucciso qualche settimana fa e le autorità nipponiche hanno voluto omaggiarlo con gli ex colleghi di tutto il mondo. È stata davvero una cerimonia toccante, specie quando le note della Cavalleria Rusticana di Mascagni hanno riempito la sala: potenza universale della musica italiana»: Matteo Renzi, uno dei grandi sconfitti dell’ultima tornata elettorale, scrive da Tokio. Ovviamente, le attenzioni di tutti voi sono sulle questioni politiche, come è giusto che sia. Provo a sintetizzare i miei pensieri nel modo più rapido possibile.

1. Meloni ha vinto. Deve ringraziare i suoi elettori, la sua tenacia, la sua coalizione e soprattutto Enrico Letta, sul cui disastro non insisto. Dico solo che – se Letta non avesse scientificamente sbagliato tutto negli ultimi due mesioggi Meloni non avrebbe la maggioranza assoluta. Se Letta non si fosse impegnato così tanto, oggi la Meloni non avrebbe i numeri assoluti.

2. La destra italiana non è fascista. Va respinta questa narrazione, non c’è alcun rischio democratico nel nostro Paese. Ieri l’ho detto alla CNN e lo dico a tutti i numerosi interlocutori internazionali che incontro anche qui: non c’è alcun rischio per la democrazia con Meloni premier. E lo dice chi si sta attrezzando per fare opposizione, dura ma civile.

3. Ho ricevuto tra ieri e oggi già quasi 700 inviti/email soprattutto di giovanissimi che mi chiedono di far cadere il governo: ragazzi, capisco che è diventata la mia specialità, ma prima di buttare giù il Governo bisogna che almeno lo facciano! 🤣

4. Con la destra, dunque, al massimo rischiamo il portafogli, perché io li ritengo incapaci di governare (e spero di essere smentito). 

5. Noi siamo andati molto bene! Qualcuno sperava di più? Certo: tutti sperano sempre di più, ma raggiungere quasi l’8%, alla pari di Forza Italia e Lega, è un grande risultato. Bravi tutti i candidati, cominciando naturalmente da Carlo Calenda, fino ai candidati di servizio e a quei candidati che hanno ricevuto nelle scorse ore la doccia fredda della mancata elezione. So cosa si prova in questi casi. Intanto, un abbraccio cumulativo, poi al rientro mi farò vivo.

6. Il progetto Renew Europe, in vista delle elezioni del 2023, è partito ed è bellissimo. Una grande casa per difendere e coltivare la democrazia europea con l’Italia centrale. Faremo un grande lavoro, insieme a Carlo Calenda, e condividiamo entrambi che dobbiamo coinvolgere quante più esperienze possibili. Nei prossimi mesi, ci sarà molto da lavorare e lo faremo insieme, senza polemiche.

7. Meloni premier avrà la nostra opposizione. Voteremo contro la fiducia, presenteremo i nostri emendamenti. E, se chiederà un tavolo per fare insieme le riforme costituzionali, noi ci saremo perché siamo sempre pronti a riscrivere insieme le regole.

8. Tra le realtà nelle quali siamo andati meglio segnalo due città su cui ci siamo impegnati, tutti insieme, molto: Milano (16%) e Firenze (15%)»

Renzi chiude con una considerazione: «Gli stessi che hanno detto per anni che non sarei mai più tornato in Parlamento, che non avremmo fatto il 3%, che nei sondaggi eravamo morti – scrive – dopo aver rivisto rientrare in Parlamento trenta persone con l’8%, fanno finta di nulla e dicono che avremmo dovuto fare il 10%. Sono o non sono meravigliosamente simpatici? Un abbraccio a chi ci ha considerato tante volte finiti: ci hanno seppellito più volte, non sapevano che siamo semi».