Salute. Le mani: asciugarle è più importante che lavarle

Se si lasciano umide i germi riescono a proliferare con una velocità 500 volte superiore. Bisogna anche ricordare che un buon lavaggio non dura meno di quaranta secondi

La bella stagione ci induce a trascorrere molte ore all’aria aperta, magari distesi su una spiaggia o su un prato. E’ una sensazione magica, ma anche un rilassamento, tale da… indurci all’errore. Spesso, infatti, non si prendono le precauzioni necessarie per tenere le mani lontane dai germi, con i quali veniamo puntualmente a contatto milioni e milioni di volte al giorno. E che si annidano fra pelle e interstizi. Senza neppure rendercene conto ci tocchiamo il viso ogni quattro minuti, la domanda è: quante volte, allora, nel corso di un’intera giornata finiamo per farlo con le mani sporche? La conseguenza, in quale occasione, sono le decine di malattie trasmesse o tramite il tatto o direttamente per via orale. L’unico modo per difendersi è prevenire: basta seguire alcuni facili consigli per prenderci cura delle nostre mani.

MAI AVERE FRETTA 

Quando ci si lava le mani, la durata è fondamentale: bisognerebbe spendere almeno 40 secondi tra insaponatura, lavaggio e risciacquo. Un tempo di lavaggio più breve non elimina i batteri in profondità, eppure ci limitiamo spesso a un lavaggio che non dura oltre i pochi secondi. Ma come si lavano? Bisogna andare a fondo in ogni punto, dai palmi al dorso delle mani, dalle dita agli spazi tra di esse. E bisogna ricordarsi che il sapone, se è un importante alleato per la pulizia, può anche trasformarsi in un nutriente ideale per i batteri, laddove non è risciacquato correttamente e abbondantemente. 

POCO SAPONE

Dopo aver sfregato in ogni angolo e risciacquato per qualche buon secondo bisogna anche ricordare che l’asciugatura delle mani è importante almeno quanto il lavaggio stesso. Se si lasciano le mani bagnate il trasferimento di batteri è 500 volte più veloce che con le mani asciutte. Gli asciugamani usa e getta o le salviettine di carta sono di sicuro sono i metodi più efficaci. Gli asciugamani e panni in cotone, spugna o microfibra tendono a rimanere umidi e necessitano di lavaggi frequenti. Oltre a cambiarli periodicamente, durante il periodo di utilizzo, è indispensabile farli asciugare il più possibile al sole. 

150 SPECIE DIVERSE DI BATTERI

Sulla mano prosperano 150 specie differenti di batteri. Donna Gill Allen, una professoressa americana della Cape Fear High School di Fayetteville (North Carolina) ha fatto un esperimento curioso e abbastanza impressionante. La docente ha fatto mettere tre fette di pane in altrettanti sacchetti di plastica chiusi con uno zip. Il primo, il campione di controllo, conteneva del pane maneggiato solo con guanti nuovi e puliti, quindi sterili. Il secondo è stato infilato nel sacchetto da mani appena lavate. La terza fetta di pane è stata invece maneggiata da bambini con le mani sporche, e poi infilata nella bustina e sigillata. I sacchetti sono poi stati etichettati in modo che fossero riconoscibili e lasciati in disparte alcuni giorni, fino a quando i germi non hanno iniziato a proliferare. Sulla fetta toccata da mani sporche i germi hanno proliferato molto più che altrove, tanto che la mollica da bianca è diventata di un poco rassicurante color blu-verdastro. L’esperimento conferma ciò che i ricercatori da tempo sostengono: almeno il 15-30% delle infezioni, sia virali sia batteriche, si possono prevenire con un’accurata igiene delle mani, che sono un facilissimo veicolo di trasmissione di malattie, proprio perché vengono frequentemente a contatto con la bocca. 

IL COMPUTER? PIU’ SPORCO DEL WATER

La tastiera del computer contiene 5 volte più batteri della tavoletta del water. Molti oggetti possono facilmente tramutarsi in un rischio per la salute. Si pensi a quante volte trascuriamo di pulire l’interruttore della luce, il telecomando o, addirittura, lo smartphone che tocchiamo con una frequenza inimmaginabile. La conseguenza è che su alcune superfici, i virus del raffreddore possono sopravvivere fino a 24 ore, altri virus invece addirittura sopravvivono settimane. Questo significa che basta una persona malata in casa per infettare tutti gli altri. Il modo per tutelarsi è, ancora una volta, molto semplice: lavare le mani e fare attenzione agli oggetti di uso quotidiano.

USATE ANCHE LE UNGHIE

Dopo aver strofinato con cura i palmi, le dita e il dorso, oltre che fra dito e dito, una buona abitudine è frizionare il palmo della mano con le unghie. In questo modo si ottengono due risultati da non sottovalutare: si pulisce al meglio la parte più esposta e si detergono le unghie.