Santoro: l’Italia spezzi le catene con gli USA e sieda al tavolo con Putin

«Noi siamo dalla parte del Papa» afferma l’”inventore” del talk show 

L’intervista al ministro degli Esteri russo Lavrov? «Uno scoop. Qualunque giornalista l’avrebbe voluta fare. Io per primo. Se avessi la possibilità di intervistare Matteo Messina Denaro non mi tirerei certo indietro»: Michele Santoro si riscopre operatore di pace ed aggiunge al suo elenco di cose da difendere Giuseppe Brindisi di Rete4, attaccato da più parti per aver dato voce senza contraddittorio – è l’accusa – alla propaganda di Putin. «Si può dire che ha fatto male l’intervista. Ma dietro l’indignazione ci sono motivazioni politiche, c’è il bellicismo delle parole che nasconde la sostanziale impotenza dei nostri politici: l’Italia è una ruota del carro, le armi vere le stanno inviando gli americani. Hanno fatto tanto scandalo le affermazioni sulle origini ebraiche di Hitler e di Zelensky, io non mi sarei soffermato sulla questione degli elementi nazisti tra gli ucraini, piuttosto avrei cercato di fare dire a Lavrov le condizioni per porre fine a questa guerra, per il compromesso».

Il re incontrastato dei primi talk show rimbalza al mittente l’accusa di essere putiniano: «È il modo per emarginare in maniera silenziosa. Io ho fatto grandi battaglie contro Berlusconi ma era una lotta chiara. Ora i giornali e i telegiornali, anche se invitano o fanno parlare personaggi come me o Orsini, danno un’informazione unica, omologata, il medium è il messaggio. Noi siamo dalla parte del Papa, vogliamo che l’Italia spezzi le catene che ci legano alla strategia americana e si metta in prima linea nell’attività diplomatica. Bisogna mettersi al tavolo con Putin come ha detto Macron».