Scuola. Il 6 maggio sciopero contro riforma formazione docenti. Clicca i link

ANIEF: «La formazione degli insegnanti è una cosa seria e su questo siamo d’accordo con il ministro, ma sul metodo adottato non ci siamo»

«Il Governo ha approvato una riforma che vorrebbe dare al 10% degli insegnanti un incentivo in più per una formazione obbligatoria di 30 ore annue per tre anni su materie che non riguardano il loro lavoro in classe. E questa riforma la vorrebbe fare con risparmi e tagli ai posti di lavoro – circa 10mila cattedre che scompaiono nel giro dei prossimi 10 anni – ed addirittura andando a ridurre della metà il bonus docente di 500 euro che veniva dato a tutti per la formazione»: è quanto afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, in vista dello sciopero convocato per il 6 maggio dallo stesso sindacato.

Secondo il presidente nazionale Anief «la riforma è sbagliata e deve essere riscritta in Parlamento: venerdì scendiamo in piazza per non perdere 2.500 euro nei prossimi 10 anni e perché ci stanno assegnando stipendi sempre più poveri, lontani dall’inflazione, per un lavoro che viene svolto in classe ma viene punito ancora oggi da chi ci governa».  

Anief ha calcolato che, attraverso il Decreto Legge 36, si andranno a togliere 2 milioni di euro annui dalla carta per l’aggiornamento dei docenti che quindi si ridurrà progressivamente, fino probabilmente a dimezzarsi passando da 500 euro a 250 euro annui. L’altro secondo capitolo di tagli dell’ordinario è quello, denunciato subito dall’Anief, di quasi 10mila cattedre dall’organico di diritto: per assegnare a qualche migliaio di docenti che si formeranno con 30 ore servirà un “premio” una tantum per il quale serviranno 20 milioni di euro nel 2026, 85 milioni di euro nell’anno 2027, 160 milioni di euro nell’anno 2028, 236 milioni di euro nell’anno 2029, 311 milioni di euro nell’anno 2030 e 387 milioni di euro a decorrere dall’anno 2031. Tutta l’operazione di incentivo, riporta il DL 33, si finanzierà “mediante razionalizzazione dell’organico di diritto effettuata a partire dall’anno scolastico 2026/2027″, in via prioritaria sui posti di organico per il potenziamento, decurtandoli dai posti lasciati liberi dai pensionamenti”. Ciò significa che si andranno a decurtare, tra gli anni scolastici 2026/27 e 2030/31, ben 9.600 posti di insegnante oggi in organico di diritto.

Da parte sua il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ribadisce che 650mila insegnanti entro il 2025 saranno aggiornati sulle competenze digitali, confermando la volontà di andare avanti con il decreto già approvato dal Governo sul nuovo reclutamento e formazione dei docenti. “Dobbiamo formarli – ha spiegato il ministro rivolgendosi al corpo docente italiano – non solo all’uso del digitale, ma ad educare poi le persone ad un uso responsabile e critico del digitale”.

Il sindacato Anief ribadisce la sua contrarietà: «La formazione degli insegnanti è una cosa seria e su questo siamo d’accordo con il ministro – insiste Marcello Pacifico – ma sul metodo adottato per arrivare all’obiettivo abbiamo detto che non ci siamo. Prima di tutto perché non si può scorporare l’aggiornamento professionale in due parti, rendendone una facoltativa e l’altra, quale è appunto quella legata al digitale, obbligatoria e a costo zero. La formazione va pagata, sempre e comunque. Anche quella digitale. Non appena sarà pubblicato il decreto del CdM in Gazzetta Ufficiale faremo le nostre richieste di modifica, oltre che verificare se vi sono i presupposti per impugnarlo in tribunale. Nel frattempo, la prossima settimana, venerdì 6 maggio, Anief ha deciso di scioperare anche per questo motivo”.