STARE BENE A TAVOLA. I ravanelli: pepite rosse che risvegliano i sensi 

La bella stagione è tornata con il suo carico di fiori, profumi, raggi di sole e… ravanelli. Si, perché queste piccole pepite rosse sono uno dei primi segnali della primavera quando li si vedono spuntare nell’orto con le loro pennellate di colore. Le sferzate di sapore che donano risvegliano i sensi assopiti dell’inverno e segnano con allegria e vivacità l’arrivo stabile di questa meravigliosa stagione. Sono ricchi di proprietà benefiche per il nostro corpo: purificano il sangue, depurano il fegato e calmano il sistema nervoso. Il loro colore deve essere rosso deciso e la polpa bianca brillante, la freschezza dell’ortaggio si riconosce anche dalle foglie, che non devono presentare parti gialle. Inoltre i ravanelli hanno pochissime calorie, più o meno 11 per ogni 100 grammi, un basso indice glicemico ed un forte potere saziante, quindi sono indicati per le diete ipocaloriche. Sono composti per lo più di acqua; tra i nutrienti contengono ferro, fosforo calcio, vitamine del gruppo B, vitamina C e acido folico. Hanno proprietà diuretiche e depurative. Sin dall’antichità è nota la loro capacità di conciliare il sonno. I ravanelli vantano numerose altre proprietà terapeutiche che vengono sfruttate soprattutto in fitoterapia. Aiutano il rilassamento dei muscoli e del sistema nervoso; sotto forma di infusi e decotti possono essere utilizzati come sedativo della tosse e contro le infezioni delle vie respiratorie; i semi di ravanello sono un blando lassativo. Anticamente venivano usati come rimedio naturale contro la febbre.

Come consumarli

Per accentuare la loro croccantezza e stemperare il loro gusto un po’ piccante si possono immergere un paio d’ore in acqua fredda prima di consumarli. Nella composizione di insalate è possibile aggiungere anche le loro foglie, a patto naturalmente che siano ancora verdi e fresche. I ravanelli si mangiano principalmente crudi per lasciare intatte tutte le loro proprietà: da soli, nelle insalate o nei centrifugati Detox. Del ravanello non si mangia solo la radice ma anche le foglie, che possono essere cotte al vapore con l’aggiunta di un po’ di olio e limone. Con le foglie si possono anche creare dei decotti: fatele seccare al sole e poi utilizzatele lasciandolo in infusione alcuni minuti per tisane, infusi e decotti. Possono essere cucinate, proprio come qualsiasi altra verdura e servite come contorno o per arricchire un primo o secondo piatto.

La curiosità 

Nell’antico Egitto, gli uomini che lavoravano alla costruzione delle piramidi venivano pagati non con monete, ma con ravanelli, cipolle o aglio. I semi venivano utilizzati come fonte di olio prima che l’ulivo venisse coltivato. Nell’antica Grecia, i ravanelli venivano venerati al punto che copie in oro venivano offerte ad Apollo.

Un piccolo consiglio

I ravanelli al forno rappresentano un contorno semplice e genuino, perfetto come accompagnamento per un buon piatto di pesce. Inoltre sono una valida alternativa alle solite patate al forno, per un contorno leggero ma al contempo saporito e colorato!